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Mondiali 2026 e Olimpiadi 2028, il giallo dei visti in Usa

Gianni Infantino, presidente della Fifa
Gianni Infantino, presidente della Fifa 
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Se c'è una cosa su cui gli organismi sportivi internazionali non transigono, quello è la libera circolazione. Basta pensare al 2023: l'Indonesia doveva organizzare, a cavallo di Ferragosto, i Beach Games a Bali. Ma il governo di un Paese a fortissima maggioranza musulmana ha negato il visto alla delegazione di Israele, con cui non intrattiene rapporti diplomatici. Il Cio è stato irremovibile: ha cancellato addirittura i Beach Games, non ha voluto nemmeno spostarli in un'altra Nazione in extremis.

Adesso il problema si è spostato negli Usa che il prossimo anno ospita i Mondiali di calcio (insieme con Canada e Messico) e nel 2028 organizza l'Olimpiade di Los Angeles. Il recente divieto di viaggio imposto dal presidente Donald Trump a 12 Paesi ha sollevato preoccupazioni per ora soprattutto in Iran, in vista appunto dei Mondiali 2026.

L'Iran si è già qualificato per il torneo, ma il Paese figura nell'elenco delle Nazioni a cui è vietato l'ingresso negli Stati Uniti. Il sito di notizie “Shia-News” ha definito l'ordine di Trump "semplicemente folle" e ha invitato la Fifa a intervenire il più rapidamente possibile. La Federcalcio iraniana non intende commentare la questione prima del sorteggio ufficiale dei gironi dei Mondiali, poiché le partite dell'Iran potrebbero svolgersi anche in Canada o in Messico.Il divieto non riguarda la Nazionale iraniana, d'accordo, ma al momento l'ingresso dei numerosi dirigenti della Federazione, dei giornalisti sportivi e dei tifosi iraniani è più che incerto. Iran e Stati Uniti non intrattengono relazioni diplomatiche da oltre 45 anni, tuttavia quasi due milioni di iraniani vivono negli Stati Uniti e i loro familiari hanno sempre potuto far loro visita, nonostante le complesse procedure per i visti. Questi ricongiungimenti familiari sono ora bloccati dall'attuale divieto totale d'ingresso.

Trump ha annunciato la sua decisione la settimana scorsa, affermando che "deve agire per proteggere la sicurezza nazionale e gli interessi nazionali degli Stati Uniti e del suo popolo". Il visto è stato negato ai cittadini provenienti da Afghanistan, Birmania, Ciad, Repubblica del Congo, Guinea Equatoriale, Eritrea, Haiti, Libia, Somalia, Sudan, Yemen e appunto Iran. I rapporti fra Trump e la Fifa sono ottimi, molto meno, in passato, quelli con il Cio. Ora va risolto il problema dei visti, lo sport è di tutti. Anche un tifoso cubano ha diritto di andare a tifare a Los Angeles per i suoi campioni di pugilato...

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