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Malagò e la lunga campagna elettorale...

Giovanni Malagò con Luciano Buonfiglio
Giovanni Malagò con Luciano Buonfiglio (ansa)
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Raggiante. Come non gli capitava da tempo. Giovanni Malagò ha vissuto il successo di Luciano Buonfiglio, il suo pupillo, quasi come se avesse vinto lui. Ieri notte l'ultima cena dei due schieramenti (una trentatina di invitati per Buonfiglio, 28 per Pancalli) e stamani, entrando al Cpo dell'Acqua Acetosa, Malagò che sussurrava agli amici. “E' fatta, vedrai...”. Per aggiungere anche una cifra, 50. Ci è andato vicino, Buonfiglio è diventato presidente del Coni, l'erede di Malagò, con 47 voti. Ha vinto abbastanza agevolmente contro Pancalli.

La lunga sfida tra Buonfiglio e Pancalli

E' stata una lungo campagna elettorale, anche velenosetta in qualche caso. Malagò ha ringraziato tutti oggi per questi 12 anni a Palazzo H, quegli che gli sono stati amici e quelli che non gli sono stati amici e gli hanno negato la proroga di un anno cui teneva molto. Malagò avrebbe voluto una donna al posto suo, proprio come successo al Cio, ma il nome di Diana Bianchedi non ha riscosso consensi fra i presidenti di Federazione, lo zoccolo duro dello sport. E così piano piano Buonfiglio si è fatto strada, è uno di loro che conosce i problemi delle Federazioni, ha esperienza. Malagò si è speso molto per lui, una campagna elettorale lunga, porta a porta: e si è visto oggi che conta ancora, che ha un seguito più che sufficiente per spazzare via la concorrenza. Con Pancalli c'era, c'è, Paolo Barelli, e questo successo ha reso ancora più orgoglioso Malagò che ha battuto proprio un suo nemico.

Il futuro di Malagò

Malagò ora resta in Giunta Coni con diritto di voto, darà consigli preziosi a Buonfiglio, sarà il suo braccio destro. Ma resta anche presidente della Fondazione olimpica, con l'orgoglio di aver portato in Italia i Giochi di Milano-Cortina 2026. Resta, almeno sino al 2029, anche membro Cio. Lo sport, gli atleti, saranno ancora casa sua. Domani, venerdì 27 giugno, è un altro giorno: ma Malagò il mattino presto sarà al Coni a lavorare, poi andrà all'Argentario dove in occasione dell'Open d'Italia di golf si tiene il ricordo di Franco Chimenti che per lui non è stato solo un amico, ma un fratello. Ai primi di luglio Malagò sarà a Parigi dove riceverà un premio: poi quest'anno vacanze in barca più lunghe, lo scorso anno c'erano i Giochi. E poi? Ha avuto tante offerte politiche, le ha sempre rifiutate. Renzi, quando era premier, gli aveva chiesto di candidarsi a sindaco di Roma. Poi, da destra e sinistra, gli hanno offerti posti da deputato, da senatore. Anche di recente. Niente, lui con una certa politica non va tanto d'accordo. Gli è stata offerta anche le presidenza di una Banca. Ma il suo cuore batte soprattutto per le auto (la Ferrari) e il calcio: la Roma è la passione di famiglia, il padre Vincenzo è stato un grande e indimenticato dirigente. Chissà che il prossimo anno Malagò non possa avere un incarico proprio nella società che rappresenta la sua vita. Chissà. Per ora si gode questa vittoria che ha un sapore particolare per lui...

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