Startup Stories

TechCrunch Italy, le idee non mancano
ma il Paese è ancora senza bussola

Sul palco del Maxxi a Roma per due giorni da domani i protagonisti dell'ecosistema digitale italiano che fatica a trovare una sua identità. Otto I finalisti della Startup Competition, scelti tra oltre 200 candidature. A contendersi il premio da 50mila euro di FILIPPO SANTELLI

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ROMA - Lo scorso settembre per Corrado Passera fu un'ovazione. Le misure a sostegno delle startup innovative erano pronte e sul palco del TechCrunch, che per la prima volta in Italia riuniva al completo il mondo dell'imprenditoria digitale, il ministro dello Sviluppo economico annunciò che sarebbero diventate legge a giorni. "Così faremo ripartire il Paese": alla platea di giovani imprenditori e investitori il ministro riconosceva un ruolo di traino. Non solo. A molti di loro, riuniti in una task force, aveva chiesto aiuto per mettere a punto le norme. Dodici mesi dopo molte delle misure targate Passera faticano a procedere. Sono appena più di mille le startup innovative iscritte al registro di settore, non ancora una massa critica dal punto di vista occupazionale. L'Agenzia per l'Italia digitale resta oggetto misterioso. Mentre con il decreto Fare il governo Letta ha riportato sotto l'ala di Palazzo Chigi la gestione dell'Agenda digitale, nominando come commissario speciale Francesco Caio. A lui (parlerà domani) il compito di chiarire con che prospettive e risorse.

TechCrunch Italy ha scelto per la seconda edizione il museo Maxxi di Roma, allungandosi su due giorni, giovedì 26 e venerdì 27 settembre. Radunando i maggiori protagonisti dell'ecosistema digitale italiano diventa l'occasione per fare il punto sulla sua crescita. "L'interesse che abbiamo raccolto l'anno scorso è stato un primo passo importante, ora il cammino continua, anche se sappiamo che ci vorrà più tempo che in altri Paesi", dice Luca Ascani, cofondatore dell'editore digitale Populis che insieme a TechCrunch Europe organizza l'evento.

Ma non sono solo le incertezze burocratiche a tenere l'Italia delle startup alla periferia dell'impero, povera di capitali e casi di successo. "Il nostro sviluppo si deve basare su un equilibrio tra imprese tradizionali, da preservare, e imprese innovative, da incentivare", dice Paolo Barberis, fondatore dell'incubatore fiorentino Nana Bianca e tra i relatori di TechCrunch. "L'errore di molti giovani è guardare ai campioni internazionali, magari proponendo l'ennesimo social network, invece di contaminarsi con la tradizione e reinventarla".

Un made in Italy digitale, insomma, ancora fatica a prendere forma. Il tema di questa edizione, (RE)design, suggerisce una direzione, ammiccando alle eccellenze tricolori: saper produrre oggetti, nell'epoca dell'internet delle cose, è competenza preziosa. Mentre altre strade possibili le indicano gli otto finalisti della Startup Competition, scelti tra oltre 200 candidature. A giocarsi il premio da 50mila euro saranno Sportboom, piattaforma per organizzare eventi sportivi, Bauzaar, negozio online di cibo per animali e Fluentify, sito che permette di esercitare l'inglese conversando via webcam con insegnanti madrelingua. Ma anche Aenduo, che produce tecnologie per l'assistenza medica a distanza. E ben quattro startup B2b, BeMyEye, Vivocha, GiPStech e Pathflow, che offrendo servizi per altre imprese cercano di ottimizzare a colpi di tecnologia i processi dell'industria tradizionale.

L'anno scorso a vincere fu Atooma, applicazione che grazie a semplici comandi rende lo smartphone ancora più intelligente, poi nominata "migliore al mondo" al Mobile World Congress di Barcellona. Le due fondatrici, le 27enni Gioia Pistola e Francesca Romano, torneranno sul palco per raccontarsi. Anche quest'anno l'obiettivo è dare ai partecipanti respiro e visibilità internazionale, facilitare il difficile salto verso i mercati esteri: la conferenza sarà rigorosamente in inglese, trasmessa in streaming sul sito di TechCrunch.

E nei due giorni saliranno sul palco oltre 40 relatori, tra cui John Underkoffler, che dopo aver ideato l'interfaccia del film Minority Report realizza strumenti interattivi per imprese, Amelia Showalter, analista digitale nell'ultima campagna elettorale di Obama, il fondatore di Eventbride Renaud Visage e l'investitore israeliano Yossi Vardi. "Il prossimo passo? Cominciare a pensare le startup meno come un talent show - risponde Barberis - e più come parte integrante dello sviluppo del Paese".

@filipposantelli

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