E' un campionato sicuramente incerto e, dunque, interessante. Dopo dieci giornate è però d'obbligo fare un primo bilancio e chiedersi cosa ha detto finora questa serie A e soprattutto qual è stata la qualità complessiva vista finora. E qualche dubbio, andando un po' in profondità, bisogna avanzarlo. Come detto, è evidente che i tanti gol siano accolti con entusiasmo dal pubblico ed è evidente che anche così ci si diverte. E molto. Gli 0-0 sono pochi, pochissimi, ormai un risultato che sorprende.
C'è però un particolare tecnico che va sottolineato. Succede che Callejon, autore l'anno scorso di un numero di gol talmente basso da poterli contare sulle dita di una mano, arrivi in Italia e si scopra un protagonista assoluto. Ottimo giocatore non c'è dubbio, felice intuizione per il Napoli, ma non sarà che qui la qualità è un po' più bassa? Succede che Gervinho, in difficoltà all'Arsenal, arrivi in Italia e diventi un punto di forza, quasi insostituibile della Roma. Ottimo giocatore, d'accordo, ma non sarà che in Italia sia anche un po' più facile? Così come Maicon che in difficoltà in Inghilterra scopre una seconda giovinezza nel nostro campionato. E che dire di Tevez? Non c'è dubbio che sia un formidabile calciatore. Ma al Manchester, nel campionato inglese, comunque faticava e qui è diventato il trascinatore della Juve.
E Kakà? In Spagna non riusciva va neppure a a trovare un posto e qui è tornato il Kakà che conoscevamo: un gioiello, un capolavoro, il gol che ha sbloccato il risultato con la Lazio. Un'azione a stringere come ai vecchi tempi, con il pallone telecomandato verso l'incrocio dei pali avversario, però anche accompagnato dalla sensazione di una difesa un po' disattenta o molle. Insomma, godiamoci questa serie A, questo campionato, ma chiediamoci nel frattempo come si può migliorare il livello qualitativo complessivo. Una volta si diceva che il nostro campionato, se non il più bello, era sicuramente il più difficile. Oggi il discorso va ribaltato: magari sarà anche bello così, ma sicuramente è forse il meno difficile per scoprirsi o riscoprirsi protagonisti.
C'è però un particolare tecnico che va sottolineato. Succede che Callejon, autore l'anno scorso di un numero di gol talmente basso da poterli contare sulle dita di una mano, arrivi in Italia e si scopra un protagonista assoluto. Ottimo giocatore non c'è dubbio, felice intuizione per il Napoli, ma non sarà che qui la qualità è un po' più bassa? Succede che Gervinho, in difficoltà all'Arsenal, arrivi in Italia e diventi un punto di forza, quasi insostituibile della Roma. Ottimo giocatore, d'accordo, ma non sarà che in Italia sia anche un po' più facile? Così come Maicon che in difficoltà in Inghilterra scopre una seconda giovinezza nel nostro campionato. E che dire di Tevez? Non c'è dubbio che sia un formidabile calciatore. Ma al Manchester, nel campionato inglese, comunque faticava e qui è diventato il trascinatore della Juve.
E Kakà? In Spagna non riusciva va neppure a a trovare un posto e qui è tornato il Kakà che conoscevamo: un gioiello, un capolavoro, il gol che ha sbloccato il risultato con la Lazio. Un'azione a stringere come ai vecchi tempi, con il pallone telecomandato verso l'incrocio dei pali avversario, però anche accompagnato dalla sensazione di una difesa un po' disattenta o molle. Insomma, godiamoci questa serie A, questo campionato, ma chiediamoci nel frattempo come si può migliorare il livello qualitativo complessivo. Una volta si diceva che il nostro campionato, se non il più bello, era sicuramente il più difficile. Oggi il discorso va ribaltato: magari sarà anche bello così, ma sicuramente è forse il meno difficile per scoprirsi o riscoprirsi protagonisti.