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La congrega della Lega
scappatoie da scommettopoli

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È bello sapere che c’è chi preoccupa del futuro del calcio italiano. Rassicura constatare il fervore con cui alcune società, piccole ma belle, siano rimaste profondamente scosse dalla degenerazione morale che ha portato a scommettopoli. Rincuora, infine, vedere che la tanto bistrattata Lega calcio ha finalmente deciso di prendere in mano la situazione, schiantando il muro di silenzio sullo scandalo e emanando un robusto ordine del giorno per la prossima assemblea del 20 aprile: non proprio imminente, certo, ma insomma, si fa quel che si può.
Allora, vediamo. Punto tre dell’ordine del giorno, appunto. Dice così: "Richiesta delle Società Atalanta, Bologna, Cesena, Genoa, Lecce, Novara, Parma e Siena di porre in discussione "una nuova definizione del principio della responsabilità oggettiva delle Società sportive". Ecco fatto. Poi certo c’è anche il punto 4: "Frodi sportive: misure di prevenzione, di controllo e di contrasto del fenomeno". Come dire: prima liberiamoci della pena, poi parliamo pure del delitto.

Ha un suo magnifico orrore, la congrega della Lega calcio. Fatta salva la presunzione d’innocenza, che per tutti deve valere, almeno sei di quelle otto societa' richiedenti sono infatti a vario titolo sotto pressione sui due tavoli della vicenda scommesse, quello giudiziario e soprattutto quello sportivo. La responsabilità oggettiva, che esiste in tutti gli ordinamenti sportivi decenti del mondo, stabilisce un principio: se un tuo tesserato sbaglia, tipo vendendosi una partita, la responsabilità è anche tua e dovrai risponderne con sanzioni adeguate. E’ un principio semplice, antico, rispettato. Può non piacere, e può perfino essere sensato pensare e dire che un club non può rischiare un danno economico che lo porti all’estinzione se un calciatore trucca a sua insaputa (eh sì) una gara. Del tutto insensato, però, è pensare che nel mezzo di uno scandalo i cui effetti devastanti devono ancora essere pienamente svelati, chi si sente convolto pensi di poter cambiare in corsa le regole per sfangarsela. Solo i fuorilegge, in genere, mettono in discussione la legge quando vengono beccati.

Ma è soprattutto la gerarchia delle priorità a impressionare, nei nostri cari presidenti del calcio. Lo sfascio delle scommesse? Certo, bisognerà pur parlarne, visto che quel seccatore di Petrucci ce lo ricorda ogni volta, e perfino il silente Abete ora si è messo a rompere le scatole. Però prima parliamo di altro: di quanti soldi la Lega dovra' garantire a chi retrocede, (punto due dell'ordine del giorno), magari rivedendo la norma che esclude indennizzi a chi va in B per colpa di un illecito sportivo. E soprattutto della responsabilità oggettiva, di come cambiarla, annacquarla, magari sterilizzarla. Pagassero quei bastardi dei calciatori, anche se magari grazie a loro e ai loro impicci qualche punto, qualche salvezza, qualche qualificazione europea l’abbiamo rimediata. Ma che conta il passato? E’ il futuro a guidare i padroni del calcio, si sa. Un futuro dove chi sbaglia paga, a patto che non siano loro