La differenza tra la Juve e la Roma si è vista tutta e sta nella mentalità. I giallorossi la stanno cercando dall'inizio del campionato, ed è chiaro che l'allenatore deve aiutare in questo percorso dando alla squadra segnali importanti. Faccio un esempio tattico: nella sfida allo Stadium sarebbe stato il caso di mettere un uomo di corsa e di qualità come El Shaarawy invece di Gerson, a cui è stato assegnato come unico compito quello di limitare Alex Sandro. Penso in quel duello la Roma abbia perso la partita, El Shaarawy poteva invece vincerlo e tutto poteva cambiare prospettiva. Certo, la Roma ha avuto le sue chance importanti, ma oltre alla tattica contano anche gli uomini, e se hai un Higuain che sposta la palla di 3 metri al limite dell'area senza incontrare un difensore, se Manolas si butta per terra invece di accompagnarlo e limitarlo, il gioco è fatto. Stavolta Spalletti ha tentennato, e va detto che i sette punti di divario ci sono tutti. La Roma dovrebbe fare di tutto e di più per avvicinarsi alla Juventus, ma penso che sarà impossibile.
Bella vittoria del Napoli, che sta facendo un grande ritorno. La fragilità difensiva però resta, visti i 3 gol incassati. Grande merito a Mertens e Sarri per i gol ed il gioco, ma anche lì c'è un minimo di preoccupazione perché l'equilibrio necessario per il salto di qualità ancora manca. E poi se la Juve fa un errore le altre ne fanno due/ tre, sono troppo indietro per sperare di diventare protagoniste per lo scudetto. Lo stesso Milan, che sembra aver trovato a livello tattico la quadratura del cerchio, non segna da due gare ed a conti fatti è distante 9 punti dalla vetta. Quindi, visto come stanno le cose, si può tranquillamente affermare che l'anti-Juve non esiste.
Riaffermo inoltre che che 20 squadre sono troppe, anzi a mio avviso lo sarebbero anche 18. In serie A, se togliamo la lotta per le coppe e quella per la retrocessione, ci sono tante compagini già nel limbo: non andranno in B ma non hanno chance di Europa, quindi vivacchiano senza ambizioni. Anche e soprattutto l'associazione calciatori deve convincersi che diminuire le squadre non è un danno per i giocatori. Una riforma migliorerebbe le condizioni di lavoro e di fatto le difenderebbe. E' ormai giunto il tempo di riparare a situazioni vergognose che si verificano in serie B e Laga Pro.
Bella vittoria del Napoli, che sta facendo un grande ritorno. La fragilità difensiva però resta, visti i 3 gol incassati. Grande merito a Mertens e Sarri per i gol ed il gioco, ma anche lì c'è un minimo di preoccupazione perché l'equilibrio necessario per il salto di qualità ancora manca. E poi se la Juve fa un errore le altre ne fanno due/ tre, sono troppo indietro per sperare di diventare protagoniste per lo scudetto. Lo stesso Milan, che sembra aver trovato a livello tattico la quadratura del cerchio, non segna da due gare ed a conti fatti è distante 9 punti dalla vetta. Quindi, visto come stanno le cose, si può tranquillamente affermare che l'anti-Juve non esiste.
Riaffermo inoltre che che 20 squadre sono troppe, anzi a mio avviso lo sarebbero anche 18. In serie A, se togliamo la lotta per le coppe e quella per la retrocessione, ci sono tante compagini già nel limbo: non andranno in B ma non hanno chance di Europa, quindi vivacchiano senza ambizioni. Anche e soprattutto l'associazione calciatori deve convincersi che diminuire le squadre non è un danno per i giocatori. Una riforma migliorerebbe le condizioni di lavoro e di fatto le difenderebbe. E' ormai giunto il tempo di riparare a situazioni vergognose che si verificano in serie B e Laga Pro.