Visti dall'ala

Donnarumma è un problema, Spalletti ha bisogno di Chiesa

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L’Italia che ha pareggiato in Macedonia ha provato a fare una partita d’attacco. Ma onestamente vedere giocare una gara così importante su un campo del genere è avvilente. L’alibi ci sta, perché chi si difende è avvantaggiato troppo tra rimpalli e palle sporche. Da calciatore capisco la difficoltà che gli azzurri hanno avuto nel tentare quelle giocate individuali che in una gara del genere sarebbero state fondamentali. E’ chiaro che la grinta, la corsa e la determinazione (che alla Macedonia non hanno fatto difetto) in una situazione del genere hanno avuto la meglio.

Passo poi alla gestione delle fasi di gioco, che a livello individuale è mancata. Donnarrumma fa un errore tecnico grave sul gol, anche perché la palla poteva solo arrivargli sul suo palo. A questi livelli un portiere ormai così esperto non può prendere gol del genere: in quel momento sta la differenza tra un grandissimo portiere (che fa vincere le gare difficili) e un portiere normale quale è quello del Paris Saint Germain. E poi Zaccagni e Zaniolo non mi sembrano giocatori di livello internazionale: il primo ha poca personalità, il secondo ha fatto solo danni, non ultimo il fallo dal quale è scaturita la punizione del pari macedone.

Spalletti deve trovare esterni che fanno gol, anche perché dal centro Tonali si è inserito una volta ed ha preso il palo, e lo stesso Barella non è certo uomo dal gol facile. In poche parole: a Spalletti serve come il pane uno Chiesa in condizione. Passo alla difesa: i due terzini sono buoni, i centrali però non mi fanno impazzire tanto che sia Bastoni che Mancini nei loro club giocano a tre e Spalletti li ha adattati nella linea a 4. Ora diventa decisiva la partita contro l’Ucraina: San Siro ha un buon terreno, l’Italia dovrebbe farcela.

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