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Juventus, sei da scudetto. La gabbia di Allegri su Leao ha funzionato (ma non serviva spogliarsi)

La rubrica “Visti dall’ala”: commento alla nona giornata della Serie A
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Tra Milan e Juventus è stata una partita classica, non bella ma assai tosta. I rossoneri hanno tentato in tutte le maniere di scardinare l’arcigna difesa bianconera, ma l’espulsione di Thiaw ha determinato la partita perché il Milan ha avuto paura di attaccare e la Juve ha trovato un gol fortunoso. Poi, però, i bianconeri non hanno rischiato più nulla: Leao non ha fatto cose pericolose, anche perché la Juve ha messo Gatti, McKennie e Weah dalla sua parte (una sorta di tripla marcatura) e i cambi di Pioli non hanno funzionato. Krunic infatti è stato sfortunato sul gol di Locatelli e Jovic non è riuscito a far meglio di Giroud.

La Juve ha trovato dopo la batosta con il Sassuolo la quadratura difensiva e in un campionato livellato come questo, in cui è difficile attaccare chi si copre bene, può incidere in attacco dove ha qualità. In sintesi, visto che le altre fanno fatica a imporre il gioco, la squadra di Allegri ha le caratteristiche per arrivare di sicuro tra le prime quattro. Non so ancora in che posto, ma potrebbe anche essere il primo.

Il momento della Juve è rappresentato secondo me da Weah, giocatore indispensabile. È quello che strappa, che fa cambiare ritmo alla squadra. Menzione anche per Rugani, un soldato che quando viene chiamato in causa non fa mai mancare il giusto apporto. Circa Allegri, l’arrabbiatura così plateale nel finale di gara è frutto del momento, ma rischia di togliere sicurezza ai giocatori. A vederlo sembrava che non stesse funzionando nulla.

L’Inter ha avuto difficoltà negli ultimi 10’ di un primo tempo giocato male, poi nel secondo tempo è emerso tutto il potenziale. Molto bene la Lazio, che quando verticalizza fa paura, anche se le vittorie con Juve e Inter hanno dato alla testa al Sassuolo. È importante anche la vittoria della Roma, che non ha prodotto tanta qualità di gioco ma ha comunque conquistato tre punti con la volontà. Positivo il Napoli, anche se il Verona si è suicidato tatticamente dando spazi che agli attaccanti azzurri non puoi lasciare. Nel complesso, dire che il campionato è bello è esagerato, ma definirlo avvincente ci sta tutto.

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