Dove eravamo rimasti? Dicevamo che se l’Inter perdeva un punto gli altri ne perdevano tre... E come volevasi dimostrare, il campionato è un affare privato dell’Inter, che potrebbe perderlo solo con una follia. Squadra brillante, convinta e soprattutto umile, con giocatori capaci di gestire la partita in tutte le fasi.
Thuram simbolo Inter
Ovviamente i giocatori sono tutti di alto livello, anche se in questo momento dovendone scegliere uno dico Thuram. Determina tutte le giocate in attacco, legge il momento con una qualità impressionante, non sbaglia mai un comportamento con i compagni. E pensare che è arrivato a parametro zero. Quindi brava Inter, e bravi Marotta e Ausilio che sono arrivati prima.
Ovviamente non c’è solo Thuram, ma una serie di giocatori che stanno avendo un rendimento sopra la soglia immaginabile. E qui introduco il discorso sull’allenatore. Perché se come tanti dicono il Manchester City gioca bene è merito di Guardiola e le squadre di Conte hanno una loro identità, perché si fa fatica a dire che Inzaghi ha migliorato la squadra? Prendiamo Barella, che gioca con maggiore tranquillità rispetto al passato in cui tendeva ad eccedere. Lo scudetto è già assegnato perché sono convinto che l’Inter non sottovaluterà nessuno, e questo è molto merito di Inzaghi. Inoltre, e vado controcorrente, giocare la Champions aiuta. Se la gioco mi sento forte, sono protagonista. Il problema è degli altri che non la fanno.
Juve, occhio dietro
Sulla Juve invece dobbiamo dire il contrario di quanto detto quando gli facevamo i complimenti. Allegri ha compattato lo spogliatoio, ha dato grinta alla squadra nella ricerca del risultato etc. Ma nelle ultime 4 partite – 3 contro squadre di bassa classifica - non si è vista la stessa ferocia nell’indirizzare la gara. Vero che contro l’Empoli la squadra era in 10, ma con l’Udinese la squadra è stata imbarazzante, e a Verona è andata più vicina alla sconfitta che alla vittoria. La cosa brutta della Juve, è che aveva fatto sperare i tifosi di poter stare accanto all’Inter a lungo. Invece si deve guardare le spalle, perché l’Atalanta ha gamba ed entusiasmo. Allegri ha sempre detto di puntare al quarto posto, ma a questo punto arrivare quarti sarebbe una figuraccia.
Passo indietro Milan, bene la Roma
Il Milan dal canto suo aveva mostrato un bel carattere, mettendo a frutto un organico importante. Ma la sconfitta di Monza è un passo indietro sul quale Pioli dovrà riflettere. Bene la Roma: una vittoria come quella di Frosinone dà mentalità. De Rossi cerca di arrivare al risultato in maniera diversa da come faceva Mourinho, ma la cosa per cui va ringraziato – lo faccio personalmente – è che a Roma si è tornati a parlare di calcio.
Napoli, che disastro
Lazio-Bologna mi è piaciuta, con le squadre che se le sono date di santa ragione. La Lazio può recriminare per i troppi errori, ma bravo Thiago Motta. Inoltre, e qui ribalto il discorso precedente, la squadra di Sarri non è aiutata dalla partecipazione alla coppe: l’organico non è attrezzato per sostenere il doppio impegno. Napoli deludente, con un alibi parziale. Parte ad handicap visto che becca sempre gol per primo. Mazzarri ha parlato di sfortuna, ma una componente di colpa c’è. Se capita 2 volte è sfortuna, se capita 10 no. La partita con il Barcellona comunque è la grande occasione per raddrizzare l’annata difficilissima del dopo Spalletti. Quello che sta succedendo nella squadra campione d’Italia però è una lezione per tutti i proprietari di squadre di calcio…