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Leao e Zirkzee, non è il momento di giocare con i tacchi a spillo

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L’Inter sta facendo passerella verso lo scudetto. Lo capisce da un fatto: chi ci gioca contro fa delle partite bellissime. La squadra di Inzaghi si sta mostrando ultimamente normale quando in campionato normale non è lo è mai stata. Anzi è stata straordinaria nel mantenere altissima e costante l’attenzione per stravincere. Certo, conquistare lo scudetto lunedì prossimo contro il Milan sarebbe per loro una cosa eccezionale, il derby non è mai uno scherzo, non lo era neanche nel vecchio trofeo Berlusconi. Ma in vista di questa partita, Inzaghi ha un problema: rimettere in moto la tensione, perché quando la si perde non è mai facile ritrovarla.

Leao da grande, ma non da grandissima squadra

Derby complicato, ma anche per il Milan, che dopo aver fatto una bella serie di vittorie ha prima perso in casa con la Roma e poi pareggiato con il Sassuolo. Dietro la squadra di Pioli balla troppo, ma la responsabilità è collettiva. Se davanti giocano male ne risente anche la fase difensiva, con la palla che torna troppo spesso indietro. Una considerazione che mi dà modo di tornare su un argomento, la continuità di Leao e la sua affidabilità nelle partite importanti. Chiarisco, considero Leao un giocatore meraviglioso, ma come quelli di grandissimo talento non riesce a fare pace con la concretezza in tutte le partite. Quindi è un giocatore perfetto, ma non per squadre che hanno l’imperativo di vincere scudetto o Champions. Giocatore da squadra alta, ma non altissima. Per fare un esempio un po’ forzato, nel Real Madrid non ci potrebbe stare. Anche perché se non ha spazio va in difficoltà, come è successo quando De Rossi gli ha ostruito la fascia, a lui e Theo Hernandez. Quindi, Pioli farà bene a contare su di lui, ma pensando anche ad una panchina di lusso, con Okafor e Chukwueze che potranno risultate importantissimi sia nel derby che soprattutto nel ritorno di coppa con la Roma all’Olimpico, la partita chiave della stagione rossonera.

Al Bologna è venuto il braccino, e Zirkzee fa pensare a Leao

Il Bologna mi ha deluso molto. Giocare benissimo è un conto, ma farlo con l’imperativo di vincere è un po’ diverso. Ad esempio Orsolini nello 0-0 con il Monza ha fatto la sua peggiore partita stagionale. E anche Zirkzee ha giocato con i tacchi da spillo, e questo non è mai utile quando la partita va risolta in qualche modo. Anche lui, e mi rifaccio al discorso di Leao, non mi sembra proprio da grandissima squadra. Poi stoppa la palla, vede il gioco, fa giocate di tacco. Insomma, è bello da vedere. Comunque prima o poi lo vedremo con una squadra con maggiori ambizioni del Bologna.

Juve, palla a Giuntoli. Un segnale per Allegri

La Juventus continua il suo campionato. Allegri ribadisce che l’importante è il risultato e il posto in Champions. Ma parlare di futuro al momento è difficile. Partirei dal proprietario della società, che ha detto chiaramente che il riferimento per il futuro è Giuntoli. John Elkann quindi passa la palla al manager, dandogli la responsabilità di costruire per il futuro. Certo, il tipo di allenatore con cui ha lavorato Giuntoli a Napoli – mi riferisco a Sarri e Spalletti - ha poco a che vedere con le convinzioni calcistiche di Allegri. Quindi facendo due più due, la conferma non è proprio certa, a meno che non resti in virtù della cifra elevata che gli spetterebbe per l’altro anno di contratto che gli rimane. Ma poi il calcio è imprevedibile, magari Allegri trova un’altra squadra e fa lui stesso un passo indietro.

De Rossi e il suo calcio rispettoso dei tifosi

Capitolo Roma. Anzitutto è bello tirare un sospiro di sollievo dopo la paura per Ndicka. Fino alla sospensione però era stata la partita meno bello dell’era De Rossi, al pari del primo tempo di Lecce. Ma non c’è dubbio che il lavoro del tecnico è talmente incredibile che uno non può credere all’anno e mezzo precedente, e questo al di là delle due finali di coppa giocate. Ma il calcio non era all’altezza dei tifosi, affabulati dal metodi di Mourinho che però a mio parere non erano rispettosi neanche dell’amore degli stessi tifosi. De Rossi invece ha ricreato entusiasmo, ma proponendo spettacolo.

Napoli, annata sempre più difficile. Ma i giocatori stanno dando il massimo

Dare un giudizio sul Napoli dopo il pari con il Frosinone è difficilissimo. La fase difensiva è un disastro, i giocatori proprio non riescono più a essere corti. Diciamo che è uno di quegli anni in cui tutti non vedono l’ora che finisca, tra cambi di allenatori e tifosi che stressano nella quotidianità. Forse una annata così poteva essere presa meno drammaticamente dopo aver vinto lo scudetto. Ma l’impegno non è mai mancato. Pseudo intenditori che domandano cose del tipo, ma ‘i tuoi compagni si impegnano meno?’. E chi ascolta pensa che i giocatori siano dei farabutti, e questo è inammissibile. Poi però la decisione di venire in Italia o andare in Inghilterra dipende anche da questo. Perché se il Liverpool perde 3-0 con l’Atalanta e magari rischia di buttare il campionato alle ortiche non è che i tifosi si presentano con gli striscioni insultando questo o quel giocatore.

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