In una giornata in cui tutte le big hanno vinto in maniera disinvolta, risulta ancora più evidente lo psicodramma totale della Roma, che in qualche modo è riuscita a strappare i tre punti con il Venezia. Finale lieto, almeno ieri, con la squadra salvata da un figlio di Roma. Il gol di testa di Pisilli sembra banale, ma non lo è: la palla gli sbuca all’ultimo e prenderla così bene di testa non era facile. In pratica, sbaglia chi proferisce la classica frase “questo lo segnavo anche io”. Ma i problemi restano. Alla Roma non c’è mai la serenità, la possibilità di lavorare senza stress inutili. E la società? I Friedkin sembrano più interessati all’Everton, e pure il ds francese Ghisolfi, mi sembra una figura molto vaga. Quindi Juric è solo, se non funziona qualcosa a Trigoria ne deve rispondere lui. Ma nelle grandi società l’allenatore non è costretto a fare il lavoro degli altri, non deve risolvere i problemi della società. Prendiamo il Milan: c’è Ibra, che a volte esagera, ma c’è. E’ una figura di riferimento. Sulla Roma aveva ragione Mourinho, che si lamentava perché il tecnico doveva svolgere troppo mansioni che non gli competono.
Dalle grandi umiltà e pragmatismo
Napoli e Juve hanno vinto con una concretezza che ricorda i vecchi tempi. Io l’apprezzo molto perché è figlia dell’umiltà, se c’è da difendere contro squadre anche non di rango, si fa. Il secondo gol di Vlahovic al Genoa si è sviluppato non proprio in contropiede ma con tanti spazi, e anche il Napoli ha sfruttato gli errori degli altri. Stesso discorso per l’Inter, che però prende troppi gol. E poi il Milan: il Lecce a tratti sembrava giocare meglio però alla fine… Insomma, man mano che il campionato va avanti le piccole sorprenderanno sempre di meno e saranno fondamentali di scontri diretti.
Chi pensava che Thiago Motta fosse uno da 4 a 3...
Prendiamo la partita del Napoli, che non è stata un’occasione dietro l’altra, ma esempio di determinazione e compattezza. E poi i giocatori di livello la gestione della palla la fanno bene. Conte è un vincente e si sa, Thiago Motta dal canto suo ha sorpreso. In molti si attendevano un allenatore da 4 a 3, invece lui è umile, intelligente e anche furbo. Sta piano piano liberando la fantasia, perché nel secondo tempo con il Genoa si sono viste giocate a effetto. E poi se Vlahovic riceve cross dal fondo può diventare il capocannoniere della A.
Milan, l’esempio di Morata e Abraham
Sta crescendo il Milan. Leao e Theo, lo ripeto, sono due grandissimi che però hanno problemi con l’atteggiamento. Il contrario di Morata e Abraham, che danno una immagine di lotta e di sacrificio per il prossimo. I quattro si completano, significa che la strada è giusta: al Milan manca poco per diventare una squadra equilibrata, può fare un grande campionato ma deve trovare una guida caratteriale in campo. Fonseca comunque sta trovando il bandolo della matassa. Bene la Lazio, Ha un allenatore come Baroni molto perbene, intelligentissimo e gran lavoratore. Lotito ha scelto benissimo la rosa, e con i giocatori a disposizione questo tecnico farà dare il 110%.
Le piccole e quella ridicola partenza dal basso. Prendere esempio da Mazzone
Chiudo con la ridicola presunzione delle piccole. Il possesso palla iniziato dal basso è sconcertante e risultati alla mano crea un sacco di problemi. La cosa migliore sarebbe saltare il centrocampo ed andare a battagliare nella metà campo avversaria. Mazzone ad esempio, che era un maestro, quando capiva la difficoltà di impostare il gioco (vedere le stagioni al Bologna), saltava la propria metà campo ma poi con Kennet Andersson faceva aggredire la seconda palla lontano dalla sua area. E non vedo perché un Monza non potrebbe provare a farlo. Ieri per cercare di costruire il gioco partendo dalla propria area di rigore ha praticamente beccato due reti.