Prime azioni contro i medici 'anti-vaccini': sono infatti almeno 2, a Firenze e Treviso, al momento, i camici bianchi nei cui confronti sono stati aperti dei procedimenti disciplinari dopo che, lo scorso luglio, la Fnomceo, la federazione nazionale degli Ordini dei Medici, ha varato un documento in cui si afferma che i professionisti che sconsigliano i vaccini vanno incontro a misure disciplinari fino alla radiazione. Un terzo caso è sotto esame a Venezia. LEGGI In Italia 7mila bambini in fuga dai vaccini "Ad oggi - spiega il segretario generale della Fnomceo, Luigi Conte - ci risulta l'apertura ufficiale di due procedimenti disciplinari, ma ci vorranno alcuni mesi perchè si arrivi alla decisione finale. Si tratta di un medico a Treviso ed uno a Firenze, ed un terzo caso è sotto esame da parte dell'Ordine dei medici di Venezia". Tuttavia, avverte ancora Conte, "altri Ordini italiani potrebbero aver aperto procedimenti di cui non è stata data comunicazione". I medici in questione, rileva, "hanno sostenuto la posizione, antiscientifica, della pericolosità dei vaccini". SCHEDA: Vaccini obbligatori e facoltativi in età pediatrica Il calo delle vaccinazioni. In Italia sono sempre di più i genitori che decidono di non vaccinare i bambini. E' quanto emerge dai dati pubblicati dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute. L'andamento negativo è confermato in tutte le Regioni. In particolare nel 2015 la media per le vaccinazioni contro poliomielite, tetano, difterite, epatite B, pertosse e Hib è stata in media del 93,4% (94,7%, 95,7%, 96,1 rispettivamente nel 2014, 2013 e 2012). Sebbene esistano importanti differenze tra le regioni, solo 6 superano la soglia del 95% per la vaccinazione anti-polio, mentre ben 11 sono sotto il 94%. LEGGI - Vaccini, montano le proteste: annullata la proiezione del film 'Vaxxed' in Senato Il problema dell'immunità. Le vaccinazioni incluse nel vaccino esavalente (anti-difterica, anti-tetanica, anti-pertossica, anti-polio, anti-Hib e anti-epatite B), generalmente impiegato in Italia nei neonati per il ciclo di base, avevano superato il 95%, soglia raccomandata dall'Organizzazione mondiale della sanità per ottenere anche la cosiddetta immunità di popolazione; infatti, se almeno il 95% della popolazione è vaccinata, si proteggono indirettamente coloro che, per motivi di salute, non si sono potuti vaccinare. Dal 2013 si sta registrando un progressivo calo, con il rischio di focolai epidemici di grosse dimensioni per malattie attualmente sotto controllo, o addirittura di ricomparsa di malattie non più circolanti nel nostro Paese.