NELLA SEDE delle Nazioni Unite a New York è in corso in queste settimane la 61esima Commissione sullo stato della donna. Tra le organizzazioni presenti, anche Medici con l’Africa Cuamm che domani 23 marzo, insieme alle rappresentanze permanenti presso le Nazioni Unite di Italia e Canada, coordina l’evento “Leaving no one behind” cioè "non lasciare nessuno indietro". Un evento dedicato al tema della salute delle adolescenti in Africa, per condividere buone pratiche e impegni per la tutela del futuro delle giovani donne e delle loro comunità. L’adolescenza è infatti un punto di svolta nella vita delle persone, il periodo in cui ciascuno sviluppa la propria visione del mondo e può acquisire strumenti per fare scelte consapevoli sul proprio futuro. LEGGI Donne e minori, ancora lontanti dalla parità dei diritti Oggi più della metà degli adolescenti al mondo vive in Paesi a risorse limitate, con un rischio elevato di essere esposti alle “malattie della povertà”, come malnutrizione o Aids. Le ragazze possono inoltre andare in contro a gravidanze precoci legate alla scarsa educazione sessuale, che molto spesso hanno conseguenze che durano per tutta la vita delle giovani madri. «Noi di Medici con l’Africa Cuamm – spiega il direttore Dante Carraro, medico e missionario – crediamo nel valore della maternità sicura, che significa assistenza nel corso della gravidanza, ma anche consapevolezza. Per questo, per esempio, nei progetti che realizziamo in 7 paesi dell'Africa subsahariana, interveniamo a livello di sensibilizzazione e proponiamo il test per l’Hiv non solo alle future madri, ma a quanti più giovani possibili, per evitare che il virus continui a compromettere migliaia di vite. La mancanza di consapevolezza dei propri diritti espone le ragazze alla violenza e alle gravidanze in adolescenza. Insieme, esse costituiscono la seconda causa di decesso tra le adolescenti in tutto il mondo, mentre le ragazze che sopravvivono sono spesso costrette ad abbandonare la scuola, vedendosi negata la possibilità di dare una svolta positiva al proprio futuro. LEGGI Africa, le donne trainano l'economia ma sono ancora ai margini Puntare sull’educazione e sulla salute delle giovani donne può contribuire a migliorare non solo le prospettive della loro vita, ma anche il futuro delle loro comunità. L’evento “Leaving no one behind” si propone come un momento di riflessione globale sul tema della salute delle giovani donne e sul loro ruolo all’interno delle comunità, mettendo in comunicazione i rappresentanti diplomatici di Italia, Canada e Mozambico e i membri della società civile, di fondazioni, Ong, delle agenzie delle Nazioni Unite impegnate sul campo in Africa e delle istituzioni bilaterali di cooperazione internazionale. Per quanto riguarda la salute materno-infantile, la cooperazione italiana ha contribuito alla riduzione della mortalità infantile, alla salute materna e all’accesso universale alla salute riproduttiva tramite azioni di sostegno dei servizi sanitari di base e la formazione del personale sanitario in numerosi paesi. L’accesso ai servizi di salute riproduttiva si avvale inoltre di programmi integrati di promozione dei diritti delle donne nei quali sono comprese, la prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale, la lotta alla violenza di genere e sessuale, in particolare nelle situazioni di emergenza e conflitto, e alle pratiche dannose come le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni infantili, precoci e forzati, soprattutto nell'Africa subsahariana.