Boom di psicofarmaci fra i ragazzi, come affrontare gli effetti negativi sulla vita sessuale
di Francesco CroQuesti farmaci con la più marcata azione sulla serotonina possono essere associati a effetti collaterali come calo del desiderio o difficoltà a raggiungere l’orgasmo
La prescrizione di psicofarmaci ai bambini e agli adolescenti italiani è più che raddoppiata in meno di dieci anni, secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali (OsMed 2024). La fascia di età più coinvolta è quella tra i 12 e i 17 anni e i farmaci più prescritti sono gli antidepressivi, gli antipsicotici e quelli per il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD). Questo fenomeno, che si è reso evidente soprattutto a partire dalla pandemia di Covid-19, è attualmente esteso a quasi tutti i Paesi del mondo, anche in misura notevolmente maggiore rispetto all’Italia: in Francia, per esempio, assume psicofarmaci un minore ogni 60 e negli USA uno su 4, mentre nel nostro Paese ne riceve una prescrizione uno su 175.
Nel post pandemia depressione per un ragazzo su quattro
La pandemia ha influito pesantemente sulla salute mentale e sullo stato emotivo soprattutto dei giovani: nel nostro Paese un ragazzo su quattro può essere colpito da depressione. Questo disturbo si associa a mancanza di piacere e di desiderio vitale e restringe gli orizzonti di chi ne soffre, che si trova a non saper più immaginare un futuro non caratterizzato da disgrazie e catastrofi.
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I farmaci antidepressivi rappresentano in questi casi un valido aiuto per ritrovare la serenità: agendo su neurotrasmettitori come la serotonina, la noradrenalina e la dopamina restaurano l’equilibrio molecolare del cervello permettendo al paziente di guardare di nuovo al mondo senza che la sua percezione sia distorta dalle fosche lenti della depressione.
Antidepressivi e sesso, luci e ombre
Ritrovando la gioia di vivere si riconquista anche la capacità di provare piacere nelle varie attività che sembravano spogliate di significato, inclusa la sessualità: ma qui la questione può complicarsi, perché proprio gli antidepressivi con la più marcata azione sulla serotonina (e quindi con la più spiccata efficacia sui sintomi dell’ansia e della depressione) possono essere associati a effetti collaterali di tipo sessuale, che possono manifestarsi come calo del desiderio e delle fantasie, diminuita eccitazione (erezione o lubrificazione vaginale) o difficoltà a raggiungere l’orgasmo.
Terapie su misura
Questi effetti sono estremamente variabili da persona a persona: possono manifestarsi in circa quattro pazienti su dieci ma in molti casi non si verificano affatto. Alcuni effetti, inoltre, come il ritardo nell’eiaculazione, possono essere percepiti come positivi. Per questo è molto importante discutere della funzionalità sessuale prima e durante la cura con antidepressivi, per adattare in tempo reale l‘intervento alle esigenze individuali, non esitando a rivedere lo schema terapeutico per ottimizzare i risultati e tenendo presente che l’obiettivo non può essere semplicemente la scomparsa dei sintomi, ma il miglioramento della qualità della vita.
Le strategie per affrontare il presentarsi di questi effetti senza essere costretti a interrompere la cura quando è necessaria possono essere molteplici: riduzione del dosaggio o interruzione dell’assunzione in vista di un rapporto sessuale, scelta di un farmaco dal profilo più favorevole sul piano della funzionalità sessuale, aggiunta di farmaci che la favoriscono. Vi sono anche strategie di intervento non farmacologiche, come la psicoterapia cognitivo-comportamentale, individuale o di coppia, per ridurre l’ansia associata alla prestazione, o l’esercizio fisico, che migliora il benessere sessuale anche dal punto di vista ormonale, soprattutto se praticato regolarmente prima dei rapporti sessuali.
La sessualità è una dimensione fondamentale nelle relazioni di coppia e nel benessere individuale: ogni intervento terapeutico che si proponga di migliorare l’umore delle persone deve tenerne conto adeguatamente.
Francesco Cro, Psichiatra, Dipartimento di Salute Mentale, Viterbo