Melanoma, una giornata nazionale per la prevenzione
Ddl in dirittura d’arrivo per un tumore in aumento. Ascierto: “Uno screening per i soggetti a rischio”
Una giornata nazionale per informare sul melanoma, aggressivo tumore della pelle in costante crescita con circa 12-15.000 nuovi casi diagnosticati annualmente in Italia. Ma non solo: campagne nelle scuole e l'obbligo di consenso informato per fare i tatuaggi, che possono rappresentare un rischio impedendo, in alcuni casi, la diagnosi tempestiva di questa neoplasia. Sono i principali contenuti del ddl sulla prevenzione del melanoma che, dopo il via libera da parte della Camera e l'approvazione della commissione Sanità con modifiche, ha ottenuto il via libera al Senato e torna ora all'esame della Camera per l'approvazione definitiva.
Nel 2023 in Italia sono stati diagnosticati circa 12.900 nuovi casi di melanoma cutaneo (I numeri del cancro in Italia 2024). Con una tendenza decennale in crescita: dieci anni fa (2014) i casi stimati erano circa 11.000, nel 2020 circa 12.300, con una crescita costante dell’incidenza. È il secondo tumore per incidenza negli uomini sotto i 50 anni e il terzo nelle donne sotto i 50.
Previste campagne di informazione promosse dal ministero della Salute e da quello dell'Istruzione, che potrà incentivare nelle scuole "la diffusione di buone norme di prevenzione primaria, come l'autoesame della cute, per ridurre i fattori di rischio". Anche Regioni e aziende sanitarie - in collaborazione con medici di comunità, medici di famiglia e farmacie, pure attraverso servizi di telemedicina - possono promuovere campagne di screening destinate agli individui portatori di particolari fattori di rischio: familiarità di primo grado per il melanoma, fototipo basso, età maggiore di 50 anni, residenza in territori climaticamente esposti a frequenti precipitazioni nevose, lavoro foto-esposto e residenza in zone marine dove l'indice di radiazione ultravioletta è più alto.
Il ddl rappresenta un "buon inizio" secondo Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma e direttore dell'Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell'Istituto Pascale di Napoli. Tuttavia, sottolinea, "la prevenzione del melanoma non può fermarsi a una giornata simbolica: deve diventare pratica continuativa e parte integrante delle politiche di sanità pubblica". E se pure, conclude l'esperto, "non è sostenibile estendere lo screening a tutta la popolazione è assolutamente possibile e necessario farlo per le categorie a più alto rischio". Con l'obiettivo di integrare i tumori cutanei, e in particolare il melanoma, nei programmi strutturati di screening, accanto a quelli che oggi vengono definiti i 'big killer' oncologici.
Esprime soddisfazione anche Gianluca Pistore, presidente dell’associazione MelanomaDay che l’anno scorso ha organizzato in circa 15 città italiane iniziative di sensibilizzazione, raggiungendo decine di migliaia di persone e offrendo gratuitamente negli anni oltre 2.500 visite.