Melanoma, che cos’è, come si scopre, i fattori di rischio
di Tiziana MoriconiIl controllo dei nei è indispensabile per una diagnosi precoce. Attenzione ai lettini abbronzanti e all’esposizione al sole. In Italia circa 13mila nuove diagnosi nel 2024
“Ho rimosso un melanoma, ora non rischio niente. Ragazzi, controllatevi”. Questo, in breve, il contenuto del video di Matteo Renzi appena diffuso. E che il tempismo faccia la differenza è certamente il messaggio più importante da portare a casa. Un’occasione per ricordare ancora una volta l’importanza di non sottovalutare un “neo sospetto”, le visite dermatologiche periodiche e la diagnosi precoce.
Cos’è il melanoma e quanti colpisce in Italia
Il melanoma è una forma di tumore della pelle caratterizzata da una crescita incontrollata delle cellule che producono il pigmento (melanociti). La sua incidenza è aumentata costantemente negli ultimi 30 anni anche in Italia: è il terzo tumore più frequente in entrambi i sessi al di sotto dei 50 anni, e per il 2024 sono state stimate quasi 13 mila nuove diagnosi (circa 7 mila negli uomini e quasi 6 mila nelle donne). Attualmente, circa il 70% dei casi di melanoma è individuato in fase iniziale, fase in cui la chirurgia è il trattamento d’elezione.
I tassi di sopravvivenza
Come ha ricordato Renzi, se scoperto precocemente e rimosso, questo tumore è a buona prognosi. Di contro, le percentuali di sopravvivenza diminuiscono con la progressione della malattia, sebbene l’arrivo dell’immunoterapia e delle terapie mirate abbia aumentato drasticamente la sopravvivenza per un elevato numero di pazienti. In generale, la percentuale di pazienti vivi a 5 anni dalla diagnosi è oggi dell’88% per gli uomini e del 91% per le donne, e si stima che oggi vivano nel nostro Paese 221 mila persone che in passato hanno avuto o che hanno un melanoma.
Quali sono i fattori di rischio
Ad aumentare le probabilità di sviluppare un melanoma concorrono diversi fattori: genetici, fenotipici e ambientali. Avere la pelle chiara, i capelli biondi o rossi e gli occhi chiari - blu, grigi o verdi - è un fattore di rischio. Il più importante tra quelli ambientali è l’esposizione ai raggi UV - naturale e artificiale - e dipende dalle dosi assorbite, dal tipo di esposizione, se intermittente o cronica. Le scottature in giovane età sono particolarmente pericolose ed è stato calcolato che l’uso assiduo dei lettini solari triplichi il rischio mutazioni cutanee e, di conseguenza, di insorgenza del melanoma. Quanto alla genetica, si stima che circa il 10% dei pazienti colpiti da melanoma abbia almeno un parente di primo grado con la stessa neoplasia. In totale, questi casi ammontano a oltre 1.200 l’anno in Italia.
Come si riconosce e cosa fare
È importante controllare con regolarità la propria pelle e, nel caso si noti la comparsa di una lesione sospetta, va prenotata subito una visita dermatologica. La regola dell’ABCDE aiuta a distinguere un neo da un melanoma: A sta per asimmetria nella forma; B per bordi frastagliati; C per cambiamento del colore; D per dimensioni superiori a 6 millimetri di diametro; E per evoluzione anomala, con modificazioni evidenti nell’arco di settimane o mesi con fenomeni, ad esempio, di sanguinamento. Va sempre seguita la regola del ‘brutto anatroccolo’: l’insorgenza di un neo diverso per forma e colore rispetto a quelli già presenti è un segnale da tenere in considerazione e da far controllare dal dermatologo. In generale, è opportuno sottoporsi ogni anno a una visita dermatologica per il controllo dei nei.