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Chiropratica, indovina chi scrocchia il divo Jannik?

Jannik Sinner (Foto Ansa) 

Ma anche Usain Bolt, Marcel Jacobs, Jasmine Paolini... Tutti dal chiropratico per intervenire sui disturbi posturali e sulla schiena. E migliorare le prestazioni

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È la chiropratica la strategia segreta dei campioni dello sport? Questi trattamenti, che aiutano a ottimizzare la prestazione, riducendo il rischio di infortuni, stanno conquistando un numero crescente di atleti: negli ultimi anni si sono rivolti al chiropratico di fiducia diversi campioni come Usain Bolt, “l’uomo più veloce del mondo”, il quale ha dichiarato più volte che i trattamenti non solo l’hanno aiutato a correggere la scoliosi di cui soffriva da ragazzo, ma gli hanno permesso di rendere al meglio. E tra gli adepti della chiropratica ci sono anche la tennista Serena Williams e l’olimpionico Marcell Jacobs, senza dimenticare Jannik Sinner, seguito fin da ragazzo dal celebre chiropratico Alfio Caronti, che si prende cura anche di Jasmine Paolini, oltre a essersi occupato in passato di campioni dello sci come Alberto Tomba e Deborah Compagnoni.

«Un atleta a questi livelli è sottoposto a uno stress fisico e psicologico difficilmente immaginabile, senza contare che nell’attività sportiva ogni squilibrio posturale diventa immediatamente visibile, trasformandosi facilmente in calo di performance, infortuni ricorrenti o in limiti apparentemente inspiegabili», sottolinea Fabrizio Marino, chiropratico sportivo, uno dei terapeuti italiani che lo scorso agosto hanno seguito gli atleti ai World Games di Chengdu. Facile, quindi, comprendere i vantaggi di una terapia «che segue l’atleta a 360 gradi, considerando complessivamente l’aspetto biomeccanico, attraverso il lavoro sulla colonna vertebrale e sui nervi che a questa afferiscono, ma anche chimico ed emozionale e mentale, per esempio attraverso la gestione dello stress».

L’Italia

In Italia la storia della chiropratica sportiva comincia con il Milan Lab, fondato dal chiropratico belga Jean-Pierre Meersseman, che, dopo essere stato chiamato da Silvio Berlusconi a lavorare con i calciatori del Milan, nel 2002, ha creato questo centro innovativo, pensato per la prevenzione, la cura e il mantenimento delle condizioni di salute ottimali dei calciatori a livello agonistico. «È stata una delle esperienze che hanno aperto le porte alla chiropratica nel mondo dello sport, con un approccio innovativo che è stato poi esteso a tutte le discipline», spiega Marino. Tanto che oggi, in molti Paesi, la chiropratica sportiva è diventata una vera e propria specializzazione e, nel 1987, è stata fondata a Londra la Fics (Federazione Internazionale di Chiropratica dello Sport), punto di riferimento per la chiropratica sportiva a livello mondiale, a cui gli italiani partecipano con il Comitato Italiano di Chiropratica Sportiva Cics. «Una recente indagine tra le associazioni sportive ha evidenziato che sempre più spesso gli atleti sono seguiti da un chiropratico invece che da altri professionisti», ricorda Marino.

Le Olimpiadi

Già dagli anni ’80 il Comitato Olimpico ha integrato la chiropratica nei team destinati ad assistere gli atleti e, oggi, questi specialisti sono presenti in tutte le più importanti competizioni internazionali. Ci sono sport per cui la chiropratica è particolarmente indicata? C’è chi sostiene che i risultati migliori si ottengano su chi pratica sport che utilizzano racchette, sci o altri attrezzi, «ma in realtà va bene per qualunque sport coinvolga la colonna vertebrale e il coordinamento motorio», sottolinea Marino. «Lo scorso agosto a Chengdu ho fatto parte di una delegazione di 52 chiropratici, inviati dalla Federazione di chiropratica sportiva per seguire 4 mila atleti impegnati in 34 diversi sport».

Effetti immediati

I motivi di tanto successo sono svariati: «Intanto l’intervento chiropratico ha effetti immediati e non impedisce di riprendere subito l’attività come potrebbe avvenire, per esempio, con un massaggio profondo, che si può eseguire dopo la gara ma non prima», spiega Marino. «La chiropratica, quindi, può essere utilizzata sia per incentivare le prestazioni sia per recuperare dopo una fase di sforzo». Inoltre, non utilizza farmaci o altre sostanze, evitando possibili problemi legati al controllo antidoping. Tanto che, accanto ai campioni, ci sono migliaia di sportivi e squadre amatoriali che fanno ricorso al chiropratico, «anche se, inevitabilmente, si rendono meno conto dei vantaggi che derivano dai trattamenti, perché nella vita di un atleta amatoriale ci sono altri fattori che possono interferire con la prestazione», osserva Marino. Obiettivo della chiropratica, infatti, è assicurarsi che ogni muscolo sia messo in condizione di esprimere il proprio massimo potenziale: «È un elemento fondamentale in una competizione, in cui qualunque minimo vantaggio conta», prosegue lo specialista.

La prevenzione

Senza dimenticare che le manipolazioni possono avere effetti preventivi, ma anche contribuire al recupero dopo una competizione. «Si tratta di un elemento molto importante in sport come tennis e calcio, in cui, oggi, ci sono appuntamenti molto serrati che richiedono di velocizzare i tempi di recupero», aggiunge Marino. «Possiamo vedere, per esempio, se l’atleta si porta dietro qualche blocco, dovuto, a volte, alla concentrazione in gara, che può creare problemi nella competizione successiva». Allo stesso modo è possibile prolungare la vita sportiva di un atleta, permettendogli in gara di rendere al meglio e superare, quindi, eventuali difficoltà dovute all’età. «Ma ci sono vantaggi anche per gli atleti più giovani, ancora nella fase di sviluppo, che si conclude intorno ai 21 anni per gli uomini e ai 18 per le donne», spiega Marino.

«È vero, in particolare, per chi pratica a un certo livello sport asimmetrici, come il tennis o anche il calcio, che possono portare ad asimmetrie nella crescita». Ci sono, poi, anche particolari vantaggi per le atlete, «soprattutto per chi pratica atletica leggera, perché le variazioni dell’equilibrio ormonale influiscono sul modo in cui i muscoli lavorano. Per esempio – sottolinea Marino – aumentando il rischio di rottura del crociato, su cui la chiropratica ha un buon effetto riequilibrante». Tanto che molte atlete ricorrono alla chiropratica anche dopo il parto allo scopo di riequilibrare la biomeccanica del bacino e velocizzare così la ripresa.