Salute mentale, sempre più a rischio la ‘meglio gioventù’
di Valeria PiniSecondo i dati diffusi in occasione della Giornata, in Europa il suicidio è la principale causa di morte fra 15 e 29 anni. Dalla depressione alle dipendenze, queste patologie sono coinvolgono 8 milioni di italiani. E i servizi non sono sempre adeguati
Dalla depressione ai disturbi alimentari sono circa 8 milioni gli italiani con problemi di salute mentale. Una stima in crescita negli ultimi anni, soprattutto tra i giovani. I social sono in parte causa di questo disagio e in parte specchio della situazione.
Un europeo su sei convive con un grave disturbo mentale e uno su tre non riceve un trattamento adeguato. E questo disagio rischia di spazzare via la meglio gioventù. Ogni anno, 50.000 persone in Europa si tolgono la vita, la principale causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni. E secondo the l’European Coalition for Mental Health Medicines Innovation (EU-MIC), stiamo accumulando sempre più ritardo nell'innovazione globale.
L’Italia
In Italia resta ampio il divario tra il bisogno di cure e la capacità dei servizi pubblici di rispondere. Solo 334 su 1.715 Case di Comunità programmate hanno servizi di supporto per la salute mentale. Appena 66 risultano pienamente opeRative (dai Agenas). Mentre nei Dipartimenti di Salute Mentale (DSM) sono state quasi 850 mila le persone assistite nel 2024, con 275 mila nuovi ingressi. Sono state erogate oltre 10 milioni di prestazioni: l’81,7% all’interno delle sedi dei DSM e solto l’8,3% a domicilio. L’obiettivo è integrare la nuova rete dell’assistenza di prossimità con quella dei DSM, mettendo in relazione Case di Comunità, Centri di Salute Mentale (CSM), cure primarie, Consultori Familiari e servizi sociali.
Nel paese esistono 1200 CSM e, quando le Case di Comunità saranno tutte attive, avremo un CSM ogni 1,4 Case di Comunità. Una rete integrata nella quale, come chiede quest’anno l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), anche le persone con esperienza vissuta di disturbi mentali e le loro famiglie devono avere un ruolo attivo nella progettazione, realizzazione e valutazione dei percorsi di cura.
Gli obiettivi
“Il modello italiano nasce dalla Legge 180 del 1978, il cui principio di deistituzionalizzazione era ed è esattamente quello di cui parla oggi l’Oms – spiega Guido Di Sciascio, co-Presidente della Società Italiana di Psichiatria e direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL di Bari –. La sfida è rafforzare la psichiatria di prossimità senza creare nuovi livelli di assistenza separati. Le Case di Comunità rappresentano un’opportunità per intercettare precocemente il disagio, ma devono essere integrate con i Dipartimenti e i Centri di Salute Mentale, con la medicina generale e con gli altri servizi già presenti sul territorio. Servono équipe multiprofessionali e percorsi capaci di garantire continuità, appropriatezza dell’invio e presa in carico quando necessaria”.
Ascoltare i pazienti
Fra gli obiettivi della Giornata Mondiale 2026, c’è quindi anche un maggior coinvolgimento dei pazienti nella progettazione e valutazione dei servizi. Tra le 781 Case di Comunità con almeno un servizio attivo, 544 dichiarano attiva la partecipazione dei cittadini. “Va superato un modello nel quale il paziente è soltanto destinatario delle cure – sottolinea Antonio Vita, co-Presidente della Società Italiana di Psichiatria e professore ordinario di Psichiatria all’Università di Brescia –. È un cambiamento culturale che deve riguardare non soltanto i DSM, ma anche la ricerca e la formazione dei professionisti. Per questo è fondamentale rafforzare l’integrazione tra Università, Dipartimenti di Salute Mentale e strutture territoriali”.
I bambini
Una necessità quella di tutelare la salute mentale che non riguarda solo gli adulti. Nei primi nove mesi del 2026, i casi segnalati a Telefono Azzurro sono quasi raddoppiati rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, passando da 687 a 1.286 (+87,2%). Oggi la salute mentale rappresenta il motivo principale di oltre una richiesta di aiuto su tre (35,7%), rispetto al 30,1% registrato due anni fa (dati Servizio: 1.96.96)
Secondo la Società italiana di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza (Sinpia) la prevenzione va fatta fin dai primi anni di vita. Nel nostro Paese 1 minore su 5 presenta un disturbo del neurosviluppo, pari a circa 2 milioni di bambini e ragazzi.
L’intervento precoce
Il neurosviluppo è il processo che sostiene la crescita e la maturazione delle strutture cerebrali alla base delle capacità motorie, cognitive, comunicative, emotive e sociali. Eventuali alterazioni possono manifestarsi già nei primi anni di vita. Altri problemi possono invece emergere più avanti, anche in adolescenza, con la comparsa di disturbi psichiatrici, come quelli dell'umore, tra cui la depressione. "Promuovere il neurosviluppo significa agire sulle basi della salute fisica e mentale, con una prospettiva che va dal concepimento alla vita adulta - dichiara Elisa Fazzi, Presidente Sinpia - .Non si tratta solo di riconoscere tempestivamente un indicatore di rischio o piuttosto una costellazione di segnali che se persistenti, congruenti e presenti nei diversi contesti di vita del bambino possono segnalare la possibile evoluzione verso uno sviluppo disarmonico o patologico, ma di creare, attraverso le modifiche dell'ambiente condizioni favorevoli a modificare le traiettorie evolutive e a far evolvere il neurosviluppo in senso positivo. Questo richiede azioni a supporto delle situazioni di vulnerabilità e attenzione a tutti gli ambienti e i contesti in cui bambini e ragazzi vivono".
Come si promuove il neurosviluppo?
Sinpia propone 10 indicazioni concrete: adottare stili di vita salutari già prima del concepimento; favorire l'allattamento al seno; curare il sonno; offrire occasioni per sperimentare attraverso i sensi, muoversi ed esplorare; coltivare lo scambio di sguardi tra genitori e neonato. E ancora, il gioco come occasione di comunicazione; la lettura condivisa in famiglia; abitudini relazionali sane con regole e limiti costruttivi; un utilizzo consapevole delle tecnologie (cellulari, tablet, internet eccetera) adeguato all'età ed evitando gli eccessi; promozione delle interazioni sociali e della vita di relazione in tutti i contesti.