Anoressia e bulimia, quei segnali da non sottovalutare
Talvolta accusato di causare un eccessiva medicalizzazione dei pazienti, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM) è tra i testi più utilizzati da psichiatri e psicologi di tutto il mondo per i disturbi mentali o psicopatologici. Per quanto riguarda i disturbi dell’alimentazione, la quinta edizione del manuale ha proposto una nuova classificazione e ha modificato alcuni dei precedenti criteri diagnostici, elencando sei categorie diagnostiche principali più due residue: pica, mericismo, disturbo alimentare evitante/restrittivo, anoressia nervosa, bulimia nervosa e disturbo di alimentazione incontrollata. Le categorie residue accolgono le sindromi parziali o sottosoglia e altre forme di rapporto problematico con il cibo: altri disturbi della nutrizione o dell’alimentazione specificati oppure non specificati. Di seguito, i criteri diagnostici di anoressia e bulimia e la descrizione di alcuni disturbi alimentari non ancora codificati. In caso riconosciate alcuni di questi comportamenti, il consiglio è di rivolgersi a un medico della Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare a cura di DAVIDE MICHIELIN
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