Estate, tempo di zecche: come tenerle lontane ed evitare morsi e conseguenze
di Priscilla Di ThieneCome si sa, le zecche causano molte malattie, tra cui quella di Lyme e la TBE (encefalite virale). La buona notizia è che conoscendole e mettendo in atto alcuni accorgimenti possiamo difenderci con successo dai loro attacchi
I primi nemici delle zecche siamo noi, in una battaglia che si vince a suon di attenzione e antiparassitari. L’estate si cerca refrigerio con passeggiate in campagna e nei boschi, in ville e parchi pubblici, e in quello stesso momento di bellezza e di aria pulita si diventa – persone e cani – oggetto di massimo interesse per le zecche, nascoste lì, all’ombra e al fresco dell’erba. Questi parassiti ematofagi (si nutrono di sangue) avvertono il calore e l’anidride carbonica emessa dal corpo e si aggrappano al momento giusto su gambe e zampe o dove possono arrivare. Così inizia il loro viaggio sull’ospite alla ricerca del posto migliore per un buon pasto, e se non lo trovano subito, possono prendere un passaggio sul malcapitato, anche fino a casa.
Come si sa, le zecche causano molte malattie, tra cui quella di Lyme e la TBE (encefalite virale, per la quale è disponibile un vaccino, ndr). La buona notizia è che conoscendole e mettendo in atto alcuni accorgimenti possiamo difenderci con successo dai loro attacchi.
Per le persone
Il primo suggerimento è quello di vestirsi in maniera appropriata: se si va a fare una passeggiata in campagna o in montagna indossare sempre scarpe chiuse con calzini, pantaloni lunghi e possibilmente chiari, in modo da individuare con più facilità qualche “ospite indesiderato”. No a sandali e pantaloncini corti. Usare spray repellenti contro le zecche, ne esistono di molti tipi sia da spruzzare sugli abiti sia da nebulizzare sulla pelle. Al rientro dalla passeggiata controllare sempre abiti, borse, zaini e naturalmente il proprio corpo. Le zone predilette da questi parassiti sono quelle con la pelle più sottile e umida, scelgono in genere ascelle, dietro le ginocchia e le orecchie, l’inguine e la testa.
Per cani e gatti
I cani trattati regolarmente con antiparassitari, spot on e collari, hanno meno possibilità di “raccogliere” zecche nel corso della passeggiata. Molti di questi prodotti sono infatti repellenti ed evitano il problema alla radice, altri invece, quelli per bocca, le uccidono in 48 ore dopo il loro attaccamento. L’uso regolare di questi medicinali, ormai esteso a tutto l’anno, diminuisce la possibilità perché creano una barriera protettiva sul corpo del cane e del gatto. Certo, il 100 per 100 in questi casi non esiste e una zecca potrebbe sempre attaccarsi. Quindi, per sicurezza, in luoghi ad alto rischio converrebbe utilizzare anche spray repellenti in aggiunta a tutto il resto.
Anche per i nostri amici a quattro zampe è bene fare un’accurata ricognizione ancora meglio se prima di rientrare in casa. Spazzola alla mano per togliere la pelliccia in eccesso e occhi attenti alle zone con la pelle sottile e meno pelo: le orecchie, dentro e fuori, tra i polpastrelli, sotto le ascelle, vicino all’inguine e sul ventre, collo e gola. Praticamente ovunque. Usare la vista sì, ma anche il tatto: andare contropelo e sentire bene se ci sono protuberanze strane è un ottimo modo per individuare i parassiti. E poi osservate se si gratta e lecca di più. Anche quello potrebbe essere un sintomo di presenze indesiderate.
I gatti è raro escano in passeggiata, ma stando sdraiati in balcone possono ricevere una zecca dal piccione che si è appena affacciato alla finestra. Anche qui gli antiparassitari per bocca agiscono quando la zecca si è già attaccata, mentre pipette e collari possono essere repellenti, oltre che gli spray, consultare il medico veterinario per la scelta giusta.
Come togliere una zecca
Per chi non ha manualità o è facilmente impressionabile il consiglio è quello di andare dal medico o dal veterinario. Per tutti gli altri, o in situazioni di emergenza, le zecche si tolgono con le pinzette, le mani non vanno bene. Indossare dei guanti, posizionare le pinzette il più possibile vicino alla pelle della persona o dell’animale e tirare lentamente ma con decisione fino a levarla, facendo attenzione a non lasciare lì la testa, poi disinfettare bene. Per stare tranquilli è consigliabile conservare la zecca in una boccetta con alcol al 70% e farla esaminare. In farmacia e online esistono kit appositi con ganci e pinzette per la rimozione dei parassiti.
Nei giorni successivi, le persone che dovessero notare debolezza, dolore alle articolazioni, febbre, ingrossamento dei linfonodi devono subito rivolgersi al medico. Per gli animali attenzione a febbre, perdita di appetito, letargia, zoppia casi in cui bisogna rivolgersi al veterinario.
A casa
Può succedere che una persona o un cane dia un passaggio a una zecca fino a dentro casa, ma non solo: se si ha un giardino potrebbero essere arrivate da sole o anche trasportate da altri animali. Come già detto, se gli animali sono stati trattati con antiparassitari ad hoc con costanza e precisione è difficile, ma non impossibile.
Come per il corpo umano, le zecche prediligono posti nascosti, caldi e umidi: fessure nei muri, nel pavimento, moquette, biancheria, panni sporchi, cucce. In casa non hanno vita semplice perché è un ambiente troppo secco per loro ma possono sopravvivere fino a 3 settimane. Come individuarle? Per prima cosa camminano, non saltano, quindi si possono vedere ad occhio nudo, quelle adulte almeno. Attenzione alla comparsa di minuscole punturine rosse sulla pelle, oppure piccole macchie scure per terra (le loro feci). La deposizione di uova in casa è veramente rara, tuttavia, è possibile notare gruppi di piccole uova bianche o giallastre dentro crepe e fessure, lungo i battiscopa, nelle cucce. Esistono sul mercato una serie di prodotti per la bonifica di casa, ma se l’infestazione è grave, meglio rivolgersi a ditte specializzate.