Il fosforo è un minerale indispensabile per l'organismo, ma quando se ne assume troppo può diventare pericoloso. Se nei pazienti con insufficienza renale l'eccesso di fosforo è da tempo riconosciuto come un problema clinico, oggi numerosi studi suggeriscono che, anche in chi non ha problemi ai reni, un'assunzione elevata possa favorire, soprattutto con l'avanzare dell'età, calcificazioni dei vasi sanguigni, aumento del rischio cardiovascolare e alterazioni del metabolismo osseo. Il fosforo è presente naturalmente in molti alimenti, ma a esserne particolarmente ricchi sono i formaggi stagionati e gli alimenti ultraprocessati.
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Dall’esperienza e dagli studi condotti da Gianluigi Ardissino, nefrologo pediatra del Policlinico di Milano, è nata una tecnologia brevettata dall'ospedale per produrre formaggi poveri di fosforo, che rimane "intrappolato" grazie all'aggiunta di carbonato di calcio durante la caseificazione. Il fosforo viene così reso non assorbibile dalla mucosa intestinale, senza modificare gusto, consistenza e caratteristiche sensoriali del prodotto. Non solo: i formaggi realizzati con questa tecnologia, denominata FRIP, contengono anche il 30% di sale in meno rispetto ai prodotti tradizionali.
Mangiare questi formaggi offre benefici a chi è affetto da ipertensione, diabete o presenta un elevato rischio cardiovascolare, ma anche alla popolazione generale come forma di prevenzione. A parlarne al Festival della Salute 2026 nel talk "A volte basta un formaggio hi-tech" sarà lo stesso Gianluigi Ardissino insieme a Nicola Sorrentino, direttore della IULM Food Academy. Un incontro dedicato a comprendere come la ricerca possa cambiare anche i gesti più semplici della vita quotidiana, trasformando un alimento simbolo della tradizione italiana in un alleato della salute, senza rinunciare al piacere della tavola.
A volte basta un formaggio hi-tech: appuntamento il 14 ottobre alle 16 in Aula Magna dell’Università di Padova, Palazzo Bo.