Festival di Salute 2026

Lancini: “I giovani temono l’amore e i progetti sul futuro”

Matteo Lancini
Matteo Lancini 

Non esprimono le emozioni perché non sanno come fare. E il desiderio di autonomia lascia poco spazio all'altro e a una vita di coppia

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C’era chi sfogliava margherite recitando: “Mi ama, non mi ama”. Ma in testa c’era l’ideale di coppia stabile, di una relazione eterna. Oggi il galateo amoroso è cambiato, ci si guarda con più diffidenza. Sembra che si creda sempre di meno nella relazione. “E’ mancata un po' fiducia nell'altro, per un eccesso di individualismo. Poi c’è la non legittimazione e non marcatura delle emozioni già nei bambini. Oggi sono molto più ascoltati, ma manca un ascolto delle emozioni e loro faticano ad esprimerle. Inoltre, diciamo che la dipendenza affettiva è il male assoluto, negando il bisogno dell'altro”, spiega Matteo Lancini, psicoterapeuta e presidente della Fondazione Minotauro e autore del libro: A volte ti amo (ed.Einaudi), che sarà ospite al Festival di Salute, a Padova (venerdì 16 alle 17,30 nell’Aula Magna dell’Unuversità di Padova).

Il Dossier – Festival di Salute

Professor Lancini, oggi le relazioni sono meno durature?

“Non si pensa alla relazione a lungo termine. Oggi, giustamente, si sta insieme dicendo: “finché dura”. Ma cosa vuol dire una storia se non progetti, qualcosa, insieme all'altro?”.

La sessualità è cambiata anche per una mancanza di desiderio?

“La psicoanalisi nasce in una società sessuofobica, maschilista e patriarcale, segue quella del narcisismo, dove con la fotografia, poi la televisione, poi Internet, conta soprattutto l'essere visti. Ora siamo nell’era post narcisista, non conta più compenetrare il corpo dell'altro, ma compenetrare la mente, esser visti. E quindi, come sappiamo, questo ha portato a tutte le problematiche degli ultimi anni anche dell'accettazione del corpo degli adolescenti. Inoltre, il sesso conta sempre meno anche perché è la prima generazione che cresce in una società dove non è più necessario alla sopravvivenza della specie”.

Non legittimare le emozioni può portare alla violenza?

“Il ritiro sociale maschile, la radicalizzazione in rete, i ragazzi che vanno in giro coi coltelli va collegato alla mancanza della fiducia nella relazione con l'altro. Le emozioni non legittimate in adolescenza sono destinate ad esplodere e noi continuiamo invece a sostenere che queste generazioni le hanno espresse troppo e che noi li abbiamo protetti”.

I giovani sono più pessimisti rispetto al passato?

“Oggi i ragazzi affrontano un disincanto verso il futuro. Ci sono emozioni che l'adulto non è stato in grado di marcare come, ad esempio, la paura, la tristezza e la rabbia. Abbiamo chiesto loro di non provarle”.

Perché le nuove generazioni sono così diffidenti? Cosa abbiamo sbagliato?

“Insegniamo che devono essere autonomi e che non devono affidarsi troppo all’altro. Che succede se ti lascia? E nascono anche tutti i termini odierni: il gaslighting, il ghosting, lo stare nelle stituationship. Non si telefona ma si controlla il rapporto attraverso lo smartphone. La relazione asincrona diventerà in qualche modo sempre più diffusa. Non si risponde al telefono perché così non ci si mette in gioco coi tempi dell'altro”.

Come si può recuperare?

“Accettando che abbiamo tutti bisogno dell'altro, per cui il tema della dipendenza affettiva va affrontato nella sua complessità. In questi anni abbiamo utilizzato a sproposito l'espressione dipendenza da Internet, così come quella affettiva, che è quella che salva l'umanità. Noi nasciamo dipendenti affettivamente. C’è la necessità di costruire vincoli con l'altro e questo non rappresenta necessariamente qualcosa che ti blocca. Penso al concetto di amicizia amorosa, una nuova democrazia affettiva in una società individualista. Solidarietà, ma anche spinta alla crescita. La coppia è negoziazione tra i tuoi bisogni e quelli dell'altro. E la fatica di una coppia è a volte ti amo e a volte no".

L’appuntamento

Matteo Lancini sarà ospite al Festival di Salute, a Padova, per partecipare all’incontro: I ragazzi e l’amore (venerdì 16 alle 17,30 nell’Aula Magna dell’Università di Padova).