Festival di Salute 2026

Medicina di precisione: l’obiettivo è mettere il paziente al centro della cura

Medicina di precisione: l’obiettivo è mettere il paziente al centro della cura

Dal monitoraggio non invasivo delle patologie croniche al ruolo dell’intelligenza artificiale, fino al peso della ricerca italiana: al Festival di Salute di Padova il confronto tra il manager Gabriele Allegri e Giuseppe Coppolino

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“Quando parliamo di medicina di precisione si pensa subito a intelligenza artificiale, algoritmi, genomica e genetica. Ma in realtà tutto comincia molto prima, quando di fronte a un paziente mi domando: che malattia ha? L’innovazione ha senso solo se si riesce a portarla al paziente giusto nel momento giusto”. Parte da questa premessa Gabriele Allegri, presidente della divisione di Immunodiagnostica di Diasorin, intervenuto nell’Aula Magna di Palazzo del Bo al Festival di Salute di Repubblica a Padova insieme a Giuseppe Coppolino, past president di Amici (Associazione nazionale per le malattie infiammatorie croniche dell’intestino).

Il peso della cronicità e la diagnosi su misura

Per chi convive con una malattia cronica visite, controlli e terapie possono rappresentare un impegno costante. Disporre di strumenti affidabili per seguire l’evoluzione del disturbo, attraverso anche la targeted therapy, significa quindi non soltanto migliorare la conoscenza clinica, ma anche cercare di ridurre il peso della malattia nella quotidianità a tutela del paziente.

Pensiamo a una persona che soffre di una malattia infiammatoria cronica intestinale, come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa: per valutare il suo stato di salute, il medico può utilizzare un esame chiamato calprotectina fecale (la misurazione di una proteina che può segnalare la presenza di infiammazione nell’intestino), che, in determinate situazioni, può limitare la necessità di ricorrere subito a procedure più invasive, interpretandolo comunque interpretato insieme agli altri elementi clinici. Come ha ricordato Coppolino portando la propria esperienza diretta, il disagio di queste patologie colpisce duramente anche i giovanissimi: secondo un’indagine svolta dall’associazione Amici su 362 ragazzi tra i 7 e i 20 anni, circa il 40% ha paura di utilizzare il bagno a scuola e uno su quattro ha subito episodi di derisione o bullismo legati alla propria condizione, mentre solo il 17% ha accesso a un Piano didattico personalizzato.

Festival Salute 2026, medicina di precisione: quando l'innovazione è made in Italy

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La filiera della ricerca italiana

Dietro questi strumenti c’è un’importante filiera industriale e di ricerca anche nel nostro Paese. Come ha sottolineato Allegri, il Made in Italy “non è solo lusso, moda o cibo come si è abituati a pensare”, ma rappresenta un’eccellenza anche nelle scienze della vita. L’Italia è infatti ai vertici in Europa per la produzione farmaceutica e svolge un ruolo di primo piano nello sviluppo di tecnologie diagnostiche, potendo contare anche su una rete di grandi centri clinici e di ricerca (dall’Ospedale pediatrico Bambino Gesù e il Policlinico Gemelli di Roma, fino all’Istituto neurologico Besta di Milano e alle realtà ospedaliere padovane). L’obiettivo, come è stato ribadito sul palco, resta quello di consolidare il dialogo tra industria, università e istituzioni internazionali per mettere i risultati della ricerca a disposizione dei cittadini.

Intelligenza artificiale e lavoro di squadra

Il fattore umano resta però insostituibile. Nel dibattito sull’intelligenza artificiale, che secondo alcuni osservatori rischierebbe in futuro di soppiantare il dialogo clinico, Allegri ha difeso la centralità del rapporto diretto tra medico e paziente, fondato sulla fiducia reciproca. Una presa in carico che funziona solo attraverso il lavoro di squadra tra specialisti e associazioni di pazienti, con un obiettivo preciso riassunto dai due relatori: permettere alle persone di “vivere nonostante la malattia” e non “in funzione della malattia”, garantendo loro una buona qualità della vita e consegnando alle nuove generazioni gli strumenti per portare avanti questa evoluzione scientifica.

*Le autrici dell’articolo sono studentesse dell’Istituto Don Bosco che hanno partecipato al Festival di Salute di Padova.