Quando il prurito ci assale, anche durante la notte, ci sorprende. Se non passa ci preoccupa. Può accadere, infatti, che duri poco più del momento di una puntura di insetto, ma può accadere che non passi per giornate intere. Oppure, come succede a chi soffre di orticaria cronica spontanea, che duri una vita intera. Sul palco del Festival di Salute, ne hanno parlato, nello spazio dedicato al tema ‘A voi il microfono. Perché mi prude?’ il professor Mauro Cancian, direttore della Unità Dipartimentale di Allergologia dell’Università di Padova, che fa parte degli esperti che hanno recentemente pubblicato sulla rivista Allergy, le linee guida per il trattamento di questa patologia e Liana Palmesi, dell’Associazione Ricerca e Cura per l’Orticaria (Arco). Cancian ha risposto alle tante domande che la gente comune ha posto anche attraverso i social; Palmesi ha raccontato la sua esperienza di paziente, trasfusa nell’associazione che ha creato.
“Cosa significa vivere con l’orticaria cronica spontanea? Vuol dire che la propria vita cambia radicalmente – ha spiegato Palmesi -. Arco nasce come punto di riferimento per aiutare i pazienti a capire cosa stanno vivendo e orientarli verso il centro più vicino. Bisogna far capire che si tratta di una malattia, perché spesso pensano che siamo solo persone stressate”.
“Ma oltre a far questo l’associazione cerca di supportare la ricerca, che può essere la chiave di volta anche per la nostra patologia, non letale ma altamente invalidante – ha concluso Palmesi -. Qual è il mio sogno? Riuscire a capire la motivazione che fa sorgere l’orticaria, ma soprattutto riuscire a bloccarla, risolvere il problema”.
Chi da questa mattina non si è grattato almeno una volta? La domanda sembra banale, ma non lo è. Molti tra il pubblico, nella sala Paladin del Comune di Padova, a Palazzo Moroni, hanno annuito. Per fare chiarezza sempre di più la ricerca scientifica cerca i meccanismi che generano il bisogno irrefrenabile di grattarsi. Tuttavia, per molti versi, quel sintomo è ancora un mistero.
“Il problema è capire perché una parte del corpo prude, considerato che il prurito è un sintomo tra i più comuni – ha risposto Cancian -. Circa il 20% delle persone soffre non di prurito occasionale, ma persistente, ossia cronico. E negli Stati Uniti l’1% delle visite dai medici di medicina generale riguarda proprio questo sintomo”. Sono seguite domande dal pubblico e dai social, a cui Cancian ha dato risposte mirate. Eccole.
Non dobbiamo considerare il prurito un fastidio passeggero?
“No. Certamente è un sintomo comune, ma può esser acuto o persistente. E a volte così intenso da rovinare la vita, perché distrae dal lavoro e impatta in modo pesante sul sonno”.
Possiamo definirlo dunque un prurito che toglie il sonno?
“Certo, ed è una delle ragioni per cui usiamo i farmaci, ad esempio nell’orticaria gli antistaminici, proprio per favorire il sonno”.
Quando una persona si deve preoccupare?
“Quando è persistente ed è associato a manifestazioni cutanee, che caratterizzano il prurito infiammatorio, come dermatite atopica, eczema, psoriasi, dermatiti da contatto. Inoltre è molto frequente nelle malattie infettive come il morbillo e la varicella. Infine il 15% della popolazione ha un’orticaria che può diventare e invalidante”.
In caso di orticaria, quando bisogna rivolgersi al medico?
“L’orticaria acuta è comune. Può essere legata ad un’allergia alimentare o a un’infezione virale, specie nei bambini. In media dura 1 o 2 giorni. Diventa un problema quando persiste anche per settimane, e ancora di più quando si associa a un angioedema: in questo caso il paziente si gonfia e ciò è particolarmente pericoloso perché può interessare le vie aeree superiori”.
Spesso la psoriasi, o le malattie legate ad allergie da contatto, sono collegate a fattori psicosomatici. In questo caso la medicina tradizionale può avvalersi di supporti non tradizionali, come l’agopunturaa o l’omeopatia? E in quali occasioni?
“Dico sempre che il fine ultimo del medico è il benessere dei pazienti. Quando qualunque pratica non pericolosa crea beneficio sono contento. Effettivamente abbiamo forme di prurito che sono neurogene, ossia nascono da un’alterazione dei nostri nervi periferici, come quelle che affliggono l’area genitale. Ma quello che abbiamo di neurogeno è la percezione del disturbo. La domanda si riferisce a due condizioni infiammatorie come dermatite da contatto e psoriasi, ma per lenire il prurito tradizionale sui può ricorrere anche a un supporto psicologico o all’agopuntura”.
Ho una figlia immunodepressa sottoposta a una terapia mirata. Da qualche anno d’estate si gratta le gambe. Abbiamo fatto i controlli del caso, ma non si riesce a capire di cosa si tratti. Quale esame consiglia?
“Il prurito si associa spesso a malattie sistemiche, a condizioni immunologiche ed ematologiche. Quando è estivo però tende ad essere condizionato dal clima. Non ci sono esami particolari da effettuare. La stagionalità dice che non è sicuramente un’allergia: un’espressione cutanea non risente della stagionalità. È lo stato di umidità della pelle che provoca questo sintomo”.
Quando ero bambina e mi pungeva una zanzara, mia mamma diceva di non grattarmi perché avrei aumentato il prurito. È vero?
“Sì, entra in gioco uno stimolo neurogeno. Il nostro cervello percepisce maggiormente il prurito e fa aumentare la voglia di grattarsi. Ma va detto che può influire anche altro. Ad esempio ci sono persone che hanno un’ipersensibilità cutanea e che quando vengono punte avvertono una riaccensione del prurito nella sede della puntura del giorno precedente. È semplicemente una pelle più sensibile di altre”.
Perché capita di avvertire prurito appena terminata una doccia o dopo aver sudato?
“Il sudore può rappresentare uno stimolo irritante, la doccia causa vasodilatazione e lo sfregamento dell’asciugamano può scatenare prurito”.
Che differenza c’è tra un prurito normale e quello provocato dall’orticaria?
“Il prurito normale produce rossore e un po’ di fastidio. L’orticaria è espressione clinica di un quadro infiammatorio acuto o cronico della pelle, il cui meccanismo biologico chiave si basa sull'attivazione dei mastociti. Questi ultimi sono cellule immunitarie presenti nei tessuti che, se stimolate da fattori allergici, infettivi, fisici (freddo, calore o pressione) o dallo stress, subiscono un processo di degranulazione. Questo processo comporta il rilascio di istamina e di altri mediatori chimici pro-infiammatori nello spazio circostante. E l’istamina incide direttamente sui recettori del prurito attivando percorsi nervosi specifici che trasmettono questa sensazione al cervello”.
Come si può far passare il prurito senza grattarsi?
“Prendendo un antistaminico”.
Esiste il prurito generato dallo stress da esame?
“Lo stress di per sé non induce condizioni, se non in casi particolari, come avviene per la tachicardia. Ma sicuramente aumenta la percezione del disturbo, perché dal punto di vista psicologico i suoi bersagli più frequenti sono l’apparato gastroenterologico e la pelle”.
Perché in alcune patologie questo sintomo diventa persistente anche senza uno stimolo cutaneo evidente?
“Queste sono le forme più difficili di prurito, talora associate ad alcuni problemi psichiatrici. E richiedono sempre un approfondimento perché può essere associato ad alcune forme epatiche, o di insufficienza renale. Sono le più preoccupanti”.
Qualche consiglio sui tessuti da non usare per evitare di grattarsi?
“Sicuramente bisogna scartare quelli sintetici. Meglio indossare abiti in cotone o lino. Una delle cause del prurito può essere la dermatite da contatto, e in questo può influire anche il colore dei tessuti: il nero, ad esempio, che contiene più nichel è meglio evitarlo”.
E per quanto riguarda saponi o detergenti?
“È un argomento importantissimo. La maggior parte dei bagnoschiuma o saponi contiene di tutto. Per chi soffre di dermatite sono più indicati i prodotti oleosi piuttosto che quelli schiumogeni. Noi li usiamo già nell’infanzia, sui nostri bambini con dermatite atopica”.
Chi soffre di orticaria deve portare con sé l’adrenalina per evitare l’angioedema?
“No, l’orticaria è invalidante ma non pericolosa e può anche non causare l’angioedema. L’adrenalina è necessaria, ad esempio, per chi ha subito uno shock anafilattico”.
Come si può diagnosticare l’orticaria? Molti ne soffrono ma non lo sanno
“L’orticaria cronica non richiede diagnosi: si chiama spontanea. L’orticaria è la causa di sé stessa. Quanto alle terapie, molto è cambiato: prima avevamo solo gli antistaminici, poi è subentrato un anticorpo monoclonale, unico farmaco orale che blocca direttamente le cellule effettrici. Speriamo che in futuro sia il farmaco che consenta di debellare l’orticaria”.
Il suo sogno?
“Che i farmaci diventino presto disponibili. Perché uno dei grandi problemi italiani è il ritardo che intercorre tra l’approvazione di Ema e, appunto, la disponibilità effettiva delle soluzioni terapeutiche”.