Il Monte Bianco si è alzato. No, si è abbassato. “Altro che crisi del clima” esclamano già scettici e negazionisti, “un singolo dato non descrive la crisi in atto” precisano invece gli scienziati.S tanno creando dibattito le cifre diffuse di recente a Saint-Gervais dall'Union Nationale des Géomètres-Experts - UNGE, il gruppo di geometri ed esperti che da anni monitora e misura, con vari sistemi, l’altezza della vetta più alta d’Europa.
Probabilmente, anche a scuola, molti di voi che leggono avranno memorizzato che il Monte Bianco è alto 4810 metri. O almeno così lo era per esempio nel 2007, quando misurava esattamente 4810,9 metri proprio secondo le rilevazioni dell’UNGE. Rispetto al passato, la grande montagna del Vecchio Continente si è dunque abbassata: in parte in questo giocano fattori legati per esempio all’accumulo di neve o allo scioglimento del permafrost e dei ghiacciai che, in tutto il mondo, “sono in crisi senza alcun dubbio per via del riscaldamento globale” ricorda senza mezzi termini a Green&Blue Giuliana Panieri, direttrice dell’Istituto di Scienze polari (ISP) del Cnr. Anche se con diverse campagne (e talvolta metodi) di misurazione il Monte Bianco negli ultimi decenni viene costantemente misurato, “la sua altezza può cambiare principalmente per il ruolo dei venti che spostano gli accumuli di neve e possono farci ottenere risultati diversi” ricorda Panieri. Se però si guardano i trend storici “il Monte Bianco non si è alzato ma abbassato”.
Tutto dipende sempre dagli anni in cui parte il confronto. Per esempio: oggi secondo la UNGE la nuova misura del Monte è di 4807,47 metri. Significa che è “cresciuto” di quasi due metri rispetto alle rilevazioni ufficiali del 2023 (4,805,59 metri). Nel frattempo però, in mezzo, ci sono state altre misurazioni fatte dai geometri dell’Alta Savoia in maniera meno ufficiale: nel 2024 per esempio l’altitudine rilevata era di 4.808,51 metri e nel 2025 di 4.808,76. Dunque in pratica oggi il Mont Blanc sarebbe più alto rispetto a tre anni fa ma più basso, anche solo rispetto all’anno scorso, di oltre un metro.
Questo perché la vetta del tetto d’Europa “può costantemente cambiare per via delle variazioni dei venti, dello spessore della neve, delle precipitazioni. Ma attenzione a non confondere le cose: questo non vuol dire che i ghiacciai del Monte Bianco stanno recuperando massa, anzi, i ghiacciai sono in grandissima crisi, stanno male. Le serie temporali ce lo dicono con chiarezza: tutti quelli alpini perdono massa a velocità impressionanti”. Panieri ricorda come la scienza si basa su osservazioni di lungo periodo, su trend, è “non è mai un singolo punto a definire tutto. La criosfera è un sistema molto complesso, servono dati e studi per comprendere sempre di più cosa sta avvenendo. Il cambiamento climatico esiste e avanza e vale la pena ricordare come l’uso dei combustibili fossili lo alimenti. Il clima del nostro Pianeta è sempre cambiato, si sa, ma con tutti i gas serra diffusi in atmosfera è come se ora avessimo messo una grande coperta sulla Terra: non c’è più un equilibrio termico e con 8 miliardi di persone e maggiore uso di risorse la situazione è sempre più complessa, soprattutto adesso che manca la neve e l’acqua, una risorsa finita”.
Insomma, per proteggere i ghiacciai “dobbiamo lavorare diminuendo i fossili” dice la direttrice dell’Istituto di Scienze polari. Dopo la diffusione dei dati e le tante notizie sul Monte Bianco apparse in rete, la stessa UNGE ha precisato che “per quanto riguarda la massa di ghiaccio, è fondamentale distinguere tra le variazioni di altitudine della superficie e le variazioni del volume o della massa totale di ghiaccio. Un aumento dell'altitudine della vetta non significa necessariamente che la montagna abbia acquisito massa di ghiaccio, né contraddice il documentato ritiro dei ghiacciai alpini”.