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The Art of Life Sciences, chi sono le sei ricercatrici premiate

The Art of Life Sciences, chi sono le sei ricercatrici premiate

Una giuria ha scelto, tra le finaliste del contest pubblico, le immagini che meglio incarnano il dialogo tra scienze, arte e società

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Quando nel 1665 il filosofo naturale Robert Hooke pubblicò il trattato Micrographia, i suoi intricati disegni a china di pulci, acari e sezioni di sughero (osservando le quali coniò per la prima volta il termine "cellula") lasciarono la società londinese dell'epoca a bocca aperta. Il disegno e l'arte sono sempre stati il veicolo principale per tradurre l'invisibile mondo della biologia in qualcosa di intellegibile per il grande pubblico. Oggi, a quasi quattro secoli di distanza, i taccuini di Hooke sono stati sostituiti da complessi microscopi, ma il principio comunicativo rimane identico. È in questo solco storico che si inserisce il progetto "TALES - The Art of Life Sciences", promosso da "BION - Cluster lombardo scienze della vita", che il 25 settembre a Palazzo Lombardia ha premiato sei giovani ricercatrici: Laura Bonanomi (Human Technopole), Francesca Caselli (Università degli Studi di Milano - Bicocca), Michela Dosi (Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano), Marica Rosaria Ippolito (Istituto Europeo di Oncologia), Nadia Mansour (Università degli Studi di Milano), ed Emilia Petillo (Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri IRCCS). TALES 2026 è realizzato con il contributo di Regione Lombardia e il patrocinio del Comune di Milano, con il coinvolgimento di oltre 30 Università e Centri di ricerca sul territorio regionale. Il progetto è sostenuto da Fondazione Cariplo, argenx e Diasorin. L’evento di premiazione ha visto il discorso su “Il valore della ricerca” di Giuseppe Remuzzi (Direttore Scientifico, Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS) e l’intervento, tra gli altri, di Francesca Santoro (Head of Strategic Research and Global Trends, Milano&Partners).

Il racconto di mondi invisibili

“Le immagini in gara sono il risultato di attività di ricerca realizzate da giovani ricercatori lombardi e raccontano mondi spesso invisibili: frammenti di ricerca che racchiudono storie di scoperta e innovazione - spiega Gianluca Vago, presidente di ‘BION – Cluster lombardo scienze della vita’ e direttore del Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia (DIPO) della Statale di Milano -. Con TALES, questi contenuti escono dai laboratori per incontrare il pubblico, offrendo una nuova prospettiva sul lavoro quotidiano di chi studia e sviluppa nuove soluzioni per la salute. Il progetto ha una visione precisa: trasformare le immagini della ricerca scientifica in uno strumento di comunicazione capace di parlare a tutti. Inoltre, assume particolare rilevanza il coinvolgimento delle nuove generazioni, che hanno ottenuto riconoscimento e visibilità del loro lavoro: al contest hanno partecipato 148 ricercatrici e ricercatori tra i 18 e i 40 anni. Un numero che restituisce l’entusiasmo di chi oggi contribuisce allo sviluppo del sistema lombardo delle Life Sciences”. “TALES – continua il professor Vago - rappresenta uno spazio di collaborazione per il tessuto lombardo delle scienze della vita. Attraverso la partecipazione di IRCCS, università, centri di ricerca, il progetto costruisce una cornice comune in cui le diverse realtà del territorio lombardo si raccontano alla società come parte di un sistema integrato di competenze, ricerca e innovazione, attraverso il linguaggio universale dell’arte”.

Scoprire nuovi orizzonti della conoscenza

“Un premio che racconta attraverso le immagini – commenta Marco Alparone, vicepresidente e assessore al Bilancio e Finanza di Regione Lombardia - cosa fa ogni giorno una ricercatrice o un ricercatore. Una bella iniziativa che permette anche ai cittadini che vedono questi fotogrammi di avvicinarsi alla scienza e alle attività di chi ci consente di scoprire nuovi orizzonti della conoscenza e, non di rado, nuove possibili cure per migliorare la nostra qualità della vita”. “La Lombardia – prosegue – vuole creare luoghi in cui le persone studiano, fanno esperienza all’estero e poi rientrano in Italia, e nella nostra regione, perché qui trovano terreno fertile per proseguire il loro programma di ricerche e sviluppo”. “Il nostro ecosistema – conclude il vicepresidente Alparone – offre alla ricerca, alle università e alle aziende spazi e competenze che consentono alla Lombardia di crescere e consolidare il ruolo guida come traino dell’economia nazionale”. “Le straordinarie fotografie in concorso, realizzate dagli studiosi durante le loro ricerche, restituiscono agli occhi di chi le osserva allo stesso tempo la bellezza estetica della scienza e la curiosità per la ricerca - afferma la presidente del Consiglio comunale di Milano, Elena Buscemi -. Trasformarle in immagini interattive nei luoghi di passaggio cittadini, come le stazioni della metropolitana, è un bel modo di promuovere la ricerca e stimolare gli studenti più giovani a intraprendere e approfondire le scienze della vita”. Fino al 27 settembre, nell’ambito della Notte europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, le 30 immagini, che sono state più votate in una consultazione aperta sulla piattaforma TALES (talesofbion.it), resteranno esposte sui totem digitali di sei stazioni della metropolitana di Milano. Sul sito talesofbion.it sarà visibile la gallery delle 148 immagini che hanno partecipato al contest.

Le immagini vincitrici

Di seguito le autrici, i titoli e i link alle immagini vincitrici:

Laura Bonanomi (Human Technopole) – Il citoscheletro: come una metropolitana nella città della cellula

Francesca Caselli (Università degli Studi di Milano – Bicocca) – Stella Antartica

Michela Dosi (Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano) – Battito scarlatto

Marica Rosaria Ippolito (Istituto Europeo di Oncologia) – Inner Cosmos: cromosomi fuori orbita

Nadia Mansour (Università degli Studi di Milano) – Lung Gogh

Emilia Petillo (Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri IRCCS) – L’infinitamente piccolo contro la paralisi