Gravidanza e paracetamolo, nessun rischio di parto pretermine e di basso peso alla nascita
di Mara MagistroniTrova l’ospedale di eccellenza nella cura dei disturbi ginecologici con il database di Ospedali
Tempi del parto e crescita del feto non sembrano essere influenzati in negativo dall’assunzione di paracetamolo durante la gravidanza. È la notizia rassicurante che emerge da un recente studio pubblicato sull’American Journal of Epidemiology e condotto dai ricercatori della Ung Gillings School of Global Public Health dell'Università della Carolina del Nord. L’analisi non ha riscontrato un legame statisticamente significativo tra l'uso del farmaco (uno dei pochi antidolorifici da banco considerati sicuri in dolce attesa) e i principali rischi legati alla nascita.
Nessun rischio per nascite anticipate o sottopeso
Il team di ricerca ha analizzato i dati relativi a oltre 8900 coppie composte da madre e neonato iscritte al programma Environmental influences on child health outcomes (Echo), un progetto finanziato dal National Institutes of Health statunitense con l'obiettivo di comprendere come le esposizioni precoci influenzino la salute infantile a lungo termine. Secondo i registri, circa il 59% delle madri ha assunto paracetamolo in un qualche momento della gravidanza, confermando quanto l'uso di questo farmaco sia diffuso tra le donne incinte per gestire sintomi comuni come dolori e febbre.
Gli scienziati hanno quindi valutato alcuni indicatori fondamentali della salute neonatale alla nascita: il parto pretermine (cioè la nascita prima della 37esima settimana di gestazione), il peso alla nascita e la Small-for-gestational-age (o Sga), la condizione che indica i neonati troppo piccoli rispetto alla loro età gestazionale, pesando meno del 10° percentile. L'analisi non ha mostrato nessuna associazione tra l'uso del farmaco e il parto anticipato o il basso peso alla nascita, confermando la sicurezza generale del prodotto rispetto alle tempistiche della nascita e alla crescita del feto.
Un effetto inatteso sui neonati XL
Lo studio ha però messo in evidenza un dato interessante riguardante la Large-for-gestational-age (o Lga), cioè quando i neonati sono troppo grandi alla nascita, con un peso superiore al 90° percentile per sesso ed età gestazionale: l'uso di paracetamolo è risultato associato a una minore probabilità che i bambini nascano eccessivamente grandi. L’effetto, inoltre, è stato riscontrato quasi esclusivamente nelle neonate di sesso femminile. Il motivo non è stato chiarito, ma gli autori ipotizzano possa dipendere da una diversa risposta al farmaco tra i sessi già in utero (un dato presente in letteratura per gli adulti), oppure da un impatto sulla produzione di progesterone, un ormone fondamentale in ogni gravidanza ma che sembra avere un effetto sessuo-specifico sul peso alla nascita. Questo risultato potrebbe avere implicazioni positive per la salute pubblica, dato che i nati Lga presentano un rischio maggiore di complicazioni al parto (e la conseguente necessità di tagli cesarei) e di problemi di salute futuri tra cui obesità e ipertensione.
Anche il meccanismo biologico sotteso al fenomeno deve essere approfondito. Il paracetamolo sembra interagire con processi molecolari complessi che regolano lo sviluppo del bambino durante la gravidanza, agendo in particolare a livello epigenetico, ossia sui processi chimici che, senza cambiare la sequenza del Dna, modificano l'attività dei geni coinvolti nella produzione di energia, nella risposta immunitaria e nella via di segnalazione delle prostaglandine (sostanze che possono influenzare il flusso sanguigno uterino).
Verso una sempre maggiore sicurezza
Lo studio, però, ha alcune limitazioni. Gli autori hanno potuto dividere le gestanti in due gruppi: chi aveva preso il farmaco e chi non lo aveva assunto. I dati sulle dosi, sulla frequenza o sui tempi precisi di assunzione non erano infatti disponibili. Non è stato quindi possibile valutare un effetto dose-risposta o identificare “finestre di suscettibilità”. Per questo - precisano - serviranno altri studi. Sebbene il farmaco non sembri aumentare i rischi comuni, gli esperti raccomandano alle persone in dolce attesa di consultare sempre il proprio medico prima di assumere qualsiasi medicinale, rispettando dosaggi e tempi indicati.