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Nausee e vomito in gravidanza hanno una base genetica

(foto: skynesher/E+/Getty Images)
(foto: skynesher/E+/Getty Images) 

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Perché in alcune donne le nausee in gravidanza possono essere così pesanti? Nell’iperemesi gravidica, infatti, le nausee e il vomito sono così intensi da poter causare disidratazione, perdita di peso, rendendo necessari in alcuni casi il ricovero in ospedale. Chi ne soffre ha una maggiore probabilità di parto pretermine, con tutti i rischi correlati. Le ragioni di questa forma particolarmente grave di nausee durante la gravidanza, secondo un nuovo studio, appena pubblicato su Nature Genetics, andrebbero ricercate nella genetica. Esistono infatti almeno 10 regioni potenzialmente correlate al rischio di iperemesi gravidica, una condizione che si stima possa riguardare fino al 3% delle gravidanze.

L’origine del disturbo

Il risultato emerge da un’ampia analisi che ha coinvolto migliaia di donne provenienti da nove coorti di popolazione, per un totale di 10 mila donne con iperemesi gravidica e oltre 460 mila controlli, provenienti dai diversi continenti. Dall’analisi genetica condotta su questi campioni sono emersi dei segnali, ovvero delle differenze a carico di alcune regioni genetiche, alcune già note, altre no. E anche qualche sorpresa.

I geni associati

Per esempio, scrivono gli autori, nel confronto tra donne con iperemesi gravidica e controlli non sono emerse differenze a carico delle regioni collegate agli estrogeni e alla gonadotropina corionica (hCG), ritenuti invece spesso responsabili dell’origine del disturbo (entrambi aumentano con la gravidanza).

Lo studio ha però trovato associazioni tra alcune varianti genetiche legate agli ormoni e l’iperemesi gravidica: è il caso per esempio dell’ormone GDF15 (Growth Differentiation Factor 15), già in passato associato alla condizione e coinvolto nella regolazione dell’appetito, e del suo recettore, o del recettore del progesterone, proseguono gli autori. Tra le varianti genetiche associate alla condizione se ne trovano poi alcune in regioni correlate alla regolazione dell’appetito e della nausea, dell’insulina (e del diabete) così come alcune legate alla plasticità cerebrale.

Questi segnali sono tutti collegabili alla manifestazione dell’iperemesi gravidica - anche la componente cerebrale, se si pensa all’evitamento di alcuni cibi e odori fastidiosi, sottolineano gli autori - avvalorando il legame osservato con questa grave forma di nausea.

Nuovi possibili trattamenti

"Ora che abbiamo più che raddoppiato il numero di geni associati all'iperemesi gravidica - ha commentato Marlena Fejzo dalla Keck School of Medicine - possiamo approfondire la biologia alla base di questa condizione, nonché individuare nuove possibili vie terapeutiche”. Proprio in materia di nuove possibilità terapeutiche, i ricercatori fanno sapere che ora indagheranno l’uso della metformina, usata oggi contro il diabete, per aumentare i livelli dell’ormone GDF15 prima della gravidanza. Ad oggi, contro l’iperemesi gravidica, si possono utilizzare antiemetici, alcuni antistaminici, zenzero, vitamine e liquidi per via endovenosa e supporti nutrizionali.