Ritrovarsi una volta a settimana sedute in circolo tra cuscini e tappeti, con altre donne e i loro bambini, maracas, tamburi e una canzone da imparare tutti insieme guidati da un insegnante di canto. Un appuntamento che può fare la differenza per le neomamme con depressione post-partum. I canti di gruppo possono infatti aiutare a ridurre i sintomi depressivi, con effetti che si mantengono nel tempo. E in più piacciono alle mamme e non pesano ai servizi sanitari, perché si sono dimostrati costo-efficaci. Motivi per cui i gruppi di canto dovrebbero essere incoraggiati dai sistemi sociosanitari. Ad affermarlo è oggi uno studio condotto nel Regno Unito, pubblicato sulle pagine del British Journal of Psychiatry.
Canti di gruppo contro la depressione-post partum: i benefici
Lo studio britannico è solo l’ultimo di una letteratura ormai ricca che sostiene l’utilizzo del canto di gruppo come attività di contrasto alla depressione post-partum. Un’attività che in Italia è presente in alcuni consultori e centri nascita, ricorda l’Istituto superiore di sanità, impegnato in prima fila nella promozione del canto di gruppo per sostenere il benessere mentale delle neomamme. Le evidenze accumulate nel campo e le esperienze riferite dalle utenti finora dimostrano che cantare in gruppo può essere un valido modo per ridurre lo stress e l’ansia, stabilire nuove relazioni sociali e dedicarsi del tempo. Ma non solo: gli esperti ricordano come le attività che si svolgono durante gli incontri rafforzano anche il legame tra mamma e bambino.
Il nuovo studio
Nel nuovo studio, ai benefici già riconosciuti all’attività si aggiunge qualcosa di importante: gli effetti sono stati confermati in un gruppo relativamente grande (133 le neomamme coinvolte nelle attività di canto), mostrando che la riduzione dei sintomi depressivi si mantiene nel tempo. Ovvero: le mamme che avevano seguito le attività di canto per dieci settimane avevano meno sintomi depressivi a distanza di 20 e 36 settimane rispetto a chi aveva seguito altre attività di comunità specifiche per mamme e neonati. Ma non solo: sebbene tutte le donne (199) ricevessero recall e inviti per seguire le varie attività, le lezioni di canto piacevano di più ed erano più partecipate. E infine i ricercatori hanno stimato che i benefici delle lezioni di canto si traducevano, nel corso di 36 settimane, in 15 giorni di salute in più rispetto ai controlli, e avevano costi paragonabili ad altri tipi di intervento di supporto, come la psicoterapia. Nel complesso gli esperti hanno valutato l’intervento costo-efficace.
L’esperienza italiana con l’Istituto superiore di sanità
In Italia già da tempo sono stati avviati dei programmi che promuovono il canto di gruppo come attività di supporto alle neomamme con sintomi di depressione-post partum. In particolare è in corso l’iniziativa “Musica e maternità” dell’Istituto superiore di sanità, un progetto che promuove le attività in diversi modi: sia allestendo dei programmi presso punti nascita e consultori, sia attraverso la formazione di personale dedicato, sia attraverso la redazione di una guida pratica per l’allestimento delle lezioni (disponibile qui). Nella guida si specifica come le attività musicali vadano intese come attività di supporto e complementari, ovvero che non si “sostituiscono ad altre terapie per la depressione post-partum già in corso o che sia opportuno avviare durante l’intervento, in base al giudizio clinico e/o su richiesta delle partecipanti”.
