Prima viene la luce. Un disco bianco sospeso oltre la superficie, deformato dall’acqua fino a perdere quasi ogni parentela con il sole. Poi arriva lei: una sula che lo attraversa dall’alto, verticale, affilata, ancora avvolta nella scia di bolle prodotta dall’impatto. Per una frazione di secondo non è più l’elegante uccello marino che domina il cielo e non è ancora la formidabile cacciatrice che inseguirà i pesci sott’acqua. È una linea lanciata verso il fondo. C’è in fondo poco, in Sunball Rocket, e proprio per questo c’è quasi tutto. Nessun orizzonte, nessuna costa, nessuna preda. Soltanto acqua, luce e un animale colto nell’istante in cui modifica completamente la propria forma per entrare in un altro elemento. È questa fotografia del britannico Henley Spiers, realizzata nelle acque delle Shetland, in Scozia, ad aver conquistato il titolo assoluto del Bird Photographer of the Year 2026, oltre all’oro nella categoria Birds in the Environment. Ha vinto tra più di 24 mila immagini presentate quest’anno al concorso.
Il titolo è quasi letterale: un razzo che sembra partire dal sole. La sula bassana (Morus bassanus) ha già richiuso le ali lungo il corpo. il becco prolunga una sagoma diventata appuntita, mentre alle spalle l’acqua conserva ancora la memoria violenta dell’ingresso. Spiers non fotografa semplicemente un tuffo: fotografa una trasformazione. E restituisce la perfezione della caccia di una specie che - quando individua i pesci dall’alto - vola controvento, utilizza le grandi ali per frenare e correggere la posizione e, un attimo prima di raggiungere l’acqua, le ripiega completamente. Al punto da arriva a colpire la superficie fino a circa 86 chilometri orari.
Muscoli del collo, sacche d’aria tra capo e torace e persino la particolare conformazione delle narici contribuiscono a rendere possibile un impatto che, osservato da terra, sembra quasi sconsiderato. E lo scatto vincitore è anche una buona sintesi dello spirito del concorso, che da anni prova a spostare la fotografia naturalistica oltre il semplice inventario delle specie: non necessariamente l'animale più raro, dunque, ma uno sguardo capace di rendere inatteso ciò che esiste già. Ritratto, comportamento, paesaggio, ambiente urbano e conservazione sono i territori attraversati dall’edizione 2026, che ha premiato fotografi di tutto il mondo e riservato spazio anche agli autori più giovani.
Basta, del resto, scorrere le altre immagini vincitrici per capire quanto possano essere diversi i modi di raccontare un uccello. In Radiant, Thomas Deliberto, oro per Best Portrait, incontra nello Utah un maschio di gallo della salvia maggiore durante il corteggiamento. Il sole sorge dietro la collina e attraversa le penne aperte della coda, trasformando l’esibizione in una corona luminosa: il ritratto naturalistico diventa quasi una figura araldica.
Ha invece il tono di una piccola commedia I’m Keeping Everyone Dry, con cui Donald Chin vince Bird Behaviour. A Perth, sotto la pioggia, un giovane podargo strigoide allarga le ali accanto ai fratelli e sembra proteggerli dalle gocce. L’immagine invita inevitabilmente a immaginare un gesto premuroso, ma funziona soprattutto perché coglie un momento reale nel punto esatto in cui il comportamento animale acquista, ai nostri occhi, una sorprendente familiarità.
In Eye-to-Eye with a Short-Eared Owl, oro per Birds in Flight, Ivan Sjögren abbassa invece il punto di vista sulle paludi del delta del Fraser, in Canada. Qui una civetta delle paludi scivola silenziosa sopra l’erba e, mentre continua il volo, gira la testa verso l’obiettivo. È un incontro brevissimo, ma basta quello sguardo frontale a rovesciare i ruoli: per un istante non è più chi fotografa a osservare l’animale, ma il contrario.
Più essenziale ancora è An Ostrich Horizon di Rahul Sachdev, vincitore di Black and White. In Kenya, uno struzzo cammina verso il letto prosciugato del lago sotto un cielo attraversato dalla luce. Il bianco e nero riduce il paesaggio a polvere, ombre e distanza: l’animale occupa pochissimo spazio e proprio quella sproporzione restituisce la vastità del luogo.
L’Italia arriva sul gradino più alto di Urban Birds con Alter Ego di Gianluca Damiani. A Roma un gabbiano reale posa su un edificio sopra l’immagine dipinta di un altro gabbiano: quello vero e il suo doppio urbano finiscono nella stessa inquadratura. C’è ironia, ma anche una storia di adattamento: per questi uccelli tetti, cornicioni e palazzi diventano ormai equivalenti contemporanei delle falesie costiere.
Ancora: con Sundance, Åsmund Keilen conquista invece Creative Perspectives. Un rondone attraversa il riflesso del sole sul tetto lucido di un’automobile, mentre un’esposizione multipla realizzata direttamente in macchina sovrappone luce, movimento e semi di betulla. La scena reale non viene cancellata, ma scomposta fino a somigliare a un acquerello: uno dei punti in cui la fotografia naturalistica si avvicina più apertamente all’astrazione.
È molto meno consolatoria Not a Good Day Fishing, di Kent Stuart, oro in Conservation (Single Image). In New Jersey, un grande airone azzurro compare davanti al fotografo con una lenza e un galleggiante avvolti attorno al becco. Non occorrono scene drammatiche né grandi paesaggi degradati: la presenza umana entra nell’immagine attraverso un filo sottile, sufficiente però a modificare la vita dell’animale.
Nella stessa categoria arriva anche il bronzo dell’italiano Luca Eberle con Discarded Evidence, che mostra in Malta la carcassa di un capovaccaio e porta dentro il concorso il tema dell’uccisione illegale dei migratori.
Infine i più giovani. Il titolo di Young Bird Photographer of the Year va al sedicenne statunitense Parham Pourahmadper Moonlit Night: un grande gufo della Virginia si staglia davanti alla luna piena, trasformato in una silhouette quasi calligrafica. Tra i 12 e i 14 anni vince Paula Czaeczine con Acrobat of the Skies, che ferma un falaropo mentre si solleva dall’acqua per catturare una piccola falena; nella categoria under 11, Alberto Román Gómez conquista l’oro con Emerald Eye, un ritratto ravvicinato di cormorano dominato dall’occhio verde brillante.