Medicina estetica, un decalogo per evitare brutte sorprese
Peeling più soft
I peeling diventano meno aggressivi grazie alla combinazione di più sostanze: «Si abbassa la percentuale dei vari elementi caustici che compongono i peeling, ma l’effetto migliora rispetto al passato. L’acido glicolico, per esempio, ha un’efficacia minore se utilizzato da solo anziché insieme ad altri acidi» spiega Emanuele Bartoletti, presidente della Società Italiana di Medicina Estetica. Il peeling al fenolo è il più forte delle soluzioni chimiche e produce una esfoliazione profonda. «E’ un trattamento che va fatto in sala operatoria ed è sicuramente un impegno fisico importante per il paziente, ma i risultati sono migliori di qualsiasi laser, anche di quello ablativo e di qualsiasi CO2. I risultati su rughe e macchie sono veramente eccezionali: senza dimenticare che essendo un po’ più aggressivo può dare qualche effetto collaterale anche ‘importante’. E per questo è necessario che venga utilizzato solo da persone esperte» conclude Bartoletti.
Il nuovo filler biodegradabile che viene dalle alghe rosse
Uno zucchero derivato dalle alghe rosse. E’ il nuovo filler completamente biodegradabile ed assorbibile dal corpo umano, frutto di 10 anni di ricerca scientifica e clinica. «A differenza degli altri filler» spiega Nicolò Scuderi, direttore della Cattedra di Chirurgia plastica e ricostruttiva dell’Università La Sapienza di Roma «il gel di agarosio è 100% naturale e biodegradabile. Questo filler permette di raggiungere gli effetti volumizzanti che danno un aspetto giovane senza l'aggiunta di sostanze chimiche aggiuntive, solventi o agenti cross linkati. Viene inoltre assorbito in modo completo e sicuro nel corso del tempo grazie ai meccanismi naturali del corpo». Il filler a base di agarosio consente di ottenere un aspetto giovane e naturale riempiendo le linee attorno alla bocca, le pieghe nasolabiali così come le zampe di gallina e le rughe della fronte. Gli effetti correttivi durano solitamente circa 12 mesi o più, in base alla quantità iniettata e alla profondità di iniezione. «Inoltre, non c'è bisogno di aspettare per vedere la reazione idrofillica come avviene con tutti i filler a base di acido ialuronico che possono impiegarci dalle 2 alle 4 settimane per mostrare un effetto completo. Con l’agarosio, invece, medici e pazienti possono osservare e valutare i risultati dell'iniezione non appena la procedura è conclusa».
Tossina botulinica
La tossina botulinica non segue più le zone fisse di infiltrazione ma ogni viso ha ‘richieste’ diverse: non esistono due pazienti che corrugano la fronte nello stesso modo. «Oggi studiando i punti delle iniezioni e le quantità di prodotti si possono ottenere grandi risultati con l’utilizzo di minor quantità di ‘materiali’» spiega Bartoletti. Le ultime indicazioni degli esperti estetici dicono che è meglio utilizzare meno tossina e più di frequente che dosi maggiori (con effetti paralizzanti) e meno volte.
Palpebre e zona perioculare
La cute delle palpebre è molto delicata e interessa sia la chirurgia che la medicina estetica. «L’area di più difficile trattamento è quella delle occhiaie e ad oggi i risultati migliori si ottengono con infiltrazioni di cellule staminali di tessuto adiposo associate a plasma arricchito di piastrine» spiega Bartoletti. Si tratta di qualcosa di diverso dal lipofilling che si faceva una volta, troppo ‘grossolano’ per correggere una zona con pelle molto delicata e adesa all’osso sottosante. «Il plasma arricchito riesce addirittura a migliorare la pigmentazione cutanea e le cellule di tessuto adiposo riescono a migliorare l’ispessimento del tessuto delle occhiaie, senza rischio di effetti collaterali indesiderati».
Staminali in medicina estetica
Sia il prelievo di tessuto adiposo che il suo reinnesto sono sempre meno ‘chirurgici’, perché le metodologie sono studiate per essere sempre meno invasive. «Oggi riusciamo a fare il riempimento delle zone identificate di una paziente in maniera talmente poco invasiva che potrebbe quasi andare a cena fuori la sera stessa» dice il presidente della Sime. Mentre in chirurgia plastica e ricostruttiva l’utilizzo delle cellule staminali è rimasto un pò ‘bloccato’ – anche perché non ancora previste dai DRG ospedalieri – in medicina estetica il loro utilizzo è molto più avanzato perché riesce a dare risultati ottimi. «E c’è un grossissimo futuro all’orizzonte, soprattutto perché la vera medicina estetica è orientata al ‘mantenere’ più che al ‘modificare’».
Braccia, interno coscia e glutei
In vista della prova costume, gli interventi estetici per il corpo sono tra i più richiesti. Al Congresso verranno presentati i risultati sul miglioramento del tono cutaneo in questi distretti ottenuti con fili di biostimolazione, fili di sospensione e sostanze come l’acido polilattico o l’idrossiapatite di calcio diluite rispetto a quelle che si usano sul viso, per ottenere una produzione di collagene in grado di riportare un vero ‘ricompattamento’ cutaneo
Come contrastare l’invecchiamento della pelle maschile
Anche la pelle dell’uomo subisce il passare del tempo con una generale diminuzione del tono e dell’elasticità, assottigliamento, secchezza, comparsa di rughe e di depressioni cutanee. In particolare chi pratica sport, soprattutto all’aria aperta è soggetto maggiormente al fotoinvecchiamento. «Per capire come poter rimediare» spiega Maria Gabriella Di Russo, Docente in Medicina Estetica al Master dell’Università di Pavia. «Abbiamo avviato un nuovo protocollo con tre sedute ambulatoriali dell’iniettivo a base di acido ialuronico e un complesso dermo-ristrutturante oltre che l’assunzione quotidiana per bocca di un nutraceutico a base di acido lipoico, due volte al dì, come terapia domiciliare sinergica». Sono stati trattati solo uomini sportivi di età tra i 40 e i 50 anni che hanno una particolare attenzione alla cura del proprio corpo, con assenza di patologie autoimmuni ed esclusione di assunzione di farmaci. «I tessuti vengono stimolati con l’inserimento nel derma di acido ialuronico 15mg/ml non crosslinkato e un complesso a base di otto aminoacidi, tre antiossidanti, due minerali e una vitamina. Un mix che permette di ottenere un miglioramento dell’idratazione, del turgore cutaneo con aumento della compattezza, elasticità e soprattutto luminosità oltre che effetto antiossidante» spiega l’esperta. Il protocollo prevede tre sedute ambulatoriali una ogni quattro settimane. «I risultati della dermoristrutturazione nell’uomo sono migliori rispetto alle donne poiché hanno la pelle più spessa, ghiandole sebacee più numerose, un elevato apporto di lipidi, una maggior quantità di ferro e vitamina C e un livello di ormoni sessuali costante» conclude l’esperta.
Le caratteristiche dei filler
La presenza di sempre più numerose sostanze iniettabili per uso estetico e l’aumento di operatori del settore ha determinato un aumento dell’incidenza di complicanze da filler. Per questo è stato necessario stilare delle linee guida precise che hanno definito le caratteristiche primarie che un filler deve avere: non sensibilizzante, totalmente riassorbibile, non cancerogeno, atossico, non immunogeno, non migrante, di consistenza il più simile possibile al tessuto ospite, con ampia e probante documentazione scientifica. «Quando non si rispettano queste caratteristiche» spiega Gloria Trocchi, docente di Metodiche di Medicina Estetica Applicata presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica «il rischio di complicanze meno gravi come ematomi, gonfiori, bruciori, dolore e prurito e più gravi come noduli, granulomi e necrosi aumenta».
Le complicanze in medicina estetica
Per fornire ai pazienti un punto di riferimento in caso di spiacevoli sorprese, è stato costituito un ambulatorio dedicato alla gestione delle complicanze da filler presso l’Ospedale Fatebenefratelli – Isola Tiberina di Roma. «In questa struttura il paziente viene valutato dal punto di vista clinico, con esame ecografico del derma che permette una precisa caratterizzazione del danno. In alcuni casi possono essere prescritte ulteriori indagini (ematochimiche, radiologiche, ecc). I pazienti pervenuti con diagnosi di complicanza da filler vengono trattati con terapia specifica fino alla risoluzione del caso» spiega Trocchi.
Il decalogo per il paziente
Avvicinare la medicina estetica nella maniera più corretta e sicura possibile: è l’intento con cui nasce il ‘Decalogo della Sime’ che fornisce 10 regole e consigli concreti per il paziente che per la prima volta decide di ricorrere alla Medicina Estetica e vuole farlo nella maniera più corretta e più sicura possibile. Ecco le 10 regole:
1 - Informarsi bene. Non accontentarsi di un articolo di giornale o televisivo ma consultare solo professionisti certificati e competenti
2 - Chiedere spiegazioni: diffidare dei medici che non fanno una visita
completa e approfondita prima di effettuare qualsiasi trattamento. II medico deve spiegare bene tutto quello che pensa di fare, i limiti e le complicanze possibili. Pretendere sempre dal medico il ‘consenso informato’
3 – Rivolgersi solo a professionisti certificati: verificare che il medico sia iscritto a società scientifiche, aggiornato e specificatamente formato in Medicina Estetica
4 – Prevenire è meglio che curare: comincia a pensare oggi a come sarai tra dieci anni e fatti indicare i comportamenti migliori da tenere per evitare di accelerare il passaggio del tempo
5 – Valutare le alternative: riflettere sulle possibili metodiche d'intervento e in caso di incertezza scegliere comunque la soluzione meno invasiva. È vero che tecniche soft danno anche risultati soft, ma tali saranno anche le possibili complicanze
6 – Dire no alla bellezza «pronta e subito»: fare attenzione a chi promette troppo, ai maghi e soprattutto fidarsi dei consigli del professionista preparato. Non insistere nel volere «qualcosa in più» e diffidare di chi ci accontenta senza critica
7 – Pretendere la documentazione: farsi sempre rilasciare dal medico il dettaglio dei trattamenti effettuati, dei farmaci e dei presidi utilizzati
8 – Non dare il risultato per scontato: non andare dal medico estetico come se fosse una passeggiata
9 – Spiegare bene quale obiettivo estetico si vuole ottenere: non basta desiderare un risultato per ottenerlo. Descrivere al medico quello che si desidera e pretendere di essere informati di quello che la Medicina Estetica è in grado di fare, ma soprattutto di non fare
10 – Non puntare a modelli irraggiungibili: veline e modelle non sono ‘reali’ e i trucchi della televisione sono magici come i ritocchi alle fotografie.