DA UN lato la promozione di corretti stili di vita: attività fisica e alimentazione. Dall’altra la capacità di liberarsi dalle cattive abitudini, come il fumo e l’abuso di alcol. Sono questi i cardini di uno stile di vita sano che permette di ridurre il rischio di malattie croniche come tumori, disturbi cardiovascolari e diabete, sempre più comuni in una società che invecchia come la nostra. LEGGI: "Il tennis è lo sport che allunga di più la vita, bocciato il calcio" I dati. Lo dimostrano una montagna di studi medici e viene ripetuto sempre più spesso, eppure solo il il 33% degli adulti in Italia svolge una regolare attività fisica. E ancora, stando ai dati Istat, un italiano su cinque è fumatore, uno su 10 obeso, e due su 10 consumano alcol quotidianamente. In prima linea a combattere queste cattive abitudini dovrebbero esserci i medici, capaci di fornire ai cittadini le giuste indicazioni in materia di prevenzione, ma così non è. Anzi spesso i medici stessi fumano, sono in sovrappeso e mancano di convincere i loro pazienti. Debolezze umane, da un lato, ma non solo. Perché non sempre nelle università i giovani che si avviano alla professione ricevono gli strumenti necessari per comprendere l’impatto di uno stile di vita corretto sulla salute. L'iniziativa. Per questo la fondazione "Insieme contro il cancro" ha deciso di promuove il progetto "Prevenzione e stili di vita sani nelle università". Un tour in 10 atenei che prenderà il via nelle prossime settimane e prevede in ogni tappa eventi formativi, lezioni frontali, materiale didattico, realizzati in collaborazione con il mondo dello sport.