I 18 cocktail bar da provare a ogni costo
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Smile Tree
Una garanzia assoluta nel cuore del Quadrilatero. Ambiente contemporaneo con un groviglio di bottiglie appese al soffitto sopra il banco, cocktail creativi con una particolare cura nella presentazione e nei garnish. In carta il Martinix (Old Tom gin, Vermouth Rosso, distillato di resina greca, Bitter Boker’s) e il Seishu (mezcal, succo di cetriolo, tè Matcha, lime fresco, sake e nettare di agave). Buono pure l’aperitivo vegano.
Dove: Piazza della Consolata 9/c, Venezia. Tel. 331 1848136
Bar Gabbiano del Belmond Hotel Cipriani
Tutto il fascino della Giudecca e lo stile Belmond: un classico per chi ama i grandi bar d’albergo. In oltre trent’anni l’head barman Walter Bolzonella ha cucito il cocktail più giusto addosso a tutti i personaggi del jet-set (con George Clooney ha anche ideato un signature a quattro mani). Semplicemente perfetti i classici, dal Gimlet al Kir Royal, così come i twist sul Martini dove vengono utilizzate anche le erbe aromatiche del giardino Casanova.
Dove: Giudecca 10, Venezia. Tel. 041 240801
Rita & Cocktails
Quest’estate si è rifatto (rifatta?) il trucco uno dei bar più amati della città, sicuramente uno dei primi a promuovere una vera cultura del bere miscelato a Milano. Ora c’è un grande bancone al centro della sala con tre station: meno tavoli e più sgabelli per gli amanti del genere. Edo Nono e il suo team continuano, stagione dopo stagione, a introdurre signature e novità nel menù (che è, peraltro, un piccolo oggetto da collezione) come il Celebrity Death Match: cachaça infusa al sedano, lime, Q Vermouth Rosso, St-Germain e Amaro Montenegro. Non abbiate paura a chiedere i grandi classici: sono sempre impeccabili.
Dove: Via Angelo Fumagalli 1, Milano. Tel. 02 8372865
Mandarin Bar
Tra i bar dei luxury hotel milanesi, questo è senza dubbio il migliore, e non solo per l’unicità della sala, caratterizzata da un mosaico di marmi bianchi e neri e da un monumentale bancone. La selezione di distillati è di grande livello e il menù gioca in equilibrio tra cocktail classici e ricette d’autore, da abbinare perfettamente alle proposte del bistrot firmate Antonio Guida. Ospitalità e servizio impeccabili e con la bella stagione ci si può accomodare nella tranquilla corte interna.
Dove: Via Andegari 9, Milano. Tel. 02 87318898
Mag Cafè
Una delle insegne più “calde” dei Navigli, capace però di mantenere sempre alta l’asticella della qualità, senza compromessi da movida del sabato sera. Atmosfera parigina, diremmo bohémienne, e un team gentile e preparato capitanato da Flavio Angiolillo e Marco Russo (gli stessi dello speakeasy 1930). Per restare in tema si può bere il Midnight in Paris: rum agricolo, vermouth rosso, crema di menta, Peychaud e angostura bitter. Da sottolineare la ricerca su bicchieri, cucchiaini e shaker, tutti pezzi vintage unici.
Dove: Ripa di Porta Ticinese 43, Milano. Tel. 02 39562875
Nottingham Forest
È una delle uniche due presenze italiane nella classifica dei World’s 50 Best Bars, con pieno merito: il “Barchef e molecular mixologist” Dario Comini (così si chiama anche il suo libro) è un decano del bere miscelato a Milano. Décor fusion e creazioni uniche, tra alta cucina e sperimentazione, con abbondante uso di erbe: si può ordinare un Infuso molecolare a base di ginger beer con vodka aromatizzata al guaranà e molecole di bitter e assenzio oppure The Revenant, cioè un’estrazione ad ultrasuoni di quercia in vodka servita con uova di insetto e resina di pino.
Dove: Viale Piave 1, Milano. Tel. 02 798311
The Botanical Club
Basta il nome per capire che questo cocktail bar (anzi, questi: c’è anche l’insegna gemella di Via Tortona 33) ha un dichiarato debole per il gin, con una selezione di oltre cento etichette. Il fiore all’occhiello è però lo Spleen et Idéal, il gin distillato in casa, 60 litri alla settimana, con un bouquet di botaniche selezionate in giro per il mondo, tra cui cardamomo verde del Guatemala e bergamotto dalla Calabria. Non solo gin tonic, in ogni caso: l’offerta è trasversale e il bravo Matteo Iuvino è in grado di soddisfare ogni richesta, dai classici della Golden Age a signature come lo Scurvy Gimlet. Grande ricerca anche nella carta dei vini, qualora si volesse uscire per un attimo dal mondo della miscelazione.
Dove: Via Pastrengo 11, Milano. Tel. 02 36523846
Dry Cocktails & Pizza
Uno dei format di maggior successo delle ultime stagioni: pizza (da non perdere le focacce, in particolare quella con il vitello tonnato) e cocktail vintage e signature, in un ambiente di design, contemporaneo e “raw”, con una grande vetrina su via Solferino. A capitanare la squadra dietro al bancone c’è l’ottimo Guglielmo Miriello, una garanzia tanto sui vintage, tra cui il French 75, quanto sui signature come l’Hellfire, preparato con mezcal Espadin, Ancho Reyes, peperone rosso, menta, lime e nettare di agave.
Dove: via Solferino 33, Milano. Tel. 02 63793414
Gurdulù
Sicuramente una delle novità più interessanti delle ultime due stagioni fiorentine: non solo ristorante ma anche cocktail bar curato dalla brava barlady Sabrina Galloni. I classici sono tutti eseguiti con sapienza ma in menù c’è spazio anche per twist e ricette originali sorprendenti, come il Cortona-Milano (gin Sabatini, Campari, crosta di zucchero, limone spremuto, zucchero liquido) o Nuvola (aria di grappa, gin, Fernet Branca, lime, limone e zucchero).
Dove: Via delle Caldaie 12r, Firenze. Tel. 055 282223
The Jerry Thomas Project
Si bussa a un portoncino nascosto in una traversa di Corso Vittorio Emanuele: è qui lo speakeasy per antonomasia di Roma, il locale che sicuramente più di altri ha dato il là al rinascimento del bere capitolino, presenza salda addirittura tra i migliori 50 bar del mondo. Il nome è un tributo al “Professore” pioniere della mixology (autore della Bibbia del settore, scritta nel 1862) e la carta contiene twist sui grandi classici del Pre-Proibizionismo con un uso sapiente di prodotti italiani e una passione per il mezcal. Da non perdere l’Improved Aviation (Bankes London Dry Gin, succo di limone, sciroppo alla lavanda, liquore alla violetta, bitters alla rosa canina). Due consigli: senza prenotazione è impossibile entrare e non chiedete mai la vodka, è bandita.
Dove: Vicolo Cellini 30, Roma. Tel. 06 96845937
La Punta Expendio de Agave
Una delle novità più interessanti degli ultimi mesi a Roma, intuizione dei team del Jerry Thomas e di Freni e Frizioni (due luoghi di culto della notte romana), consigliatissima agli amanti del mezcal, dell’agave e del Messico in genere. Nella zona meno turistica di Trastevere ecco un locale colorato e divertente dove, oltre a gustosi tacos, tostadas e pollo rellenos si beve molto molto bene. Cosa scegliere nel menù in formato passaporto? Ad esempio la Malaeducacion (mezcal, limone, pompelmo rosa, sciroppo di agave, liquore al rabarbaro, albume e bitter habanero).
Dove: Via di Santa Cecilia 8, Roma. Tel. 06 5816665
Co.So.
Dovrebbe bastare il nome di Massimo D’Addezio (per tanti anni allo Stravinskij Bar del De Russie) per capire che ci troviamo sul podio dei migliori bar della Capitale. Ambiente creativo e dissacrante, così come la filosofia del bere, con una carta dei cocktail in cui si gioca parecchio, ma sempre all’insegna della massima qualità: dal Carbonara sour allo Zot (twist sul Sazerac) ai favolosi Bloody Mary d’autore.
Dove: Via Braccio da Montone 80, Roma. Tel. 06 45435428
APT
Nel cuore del Rione Monti, negli stessi ambienti che hanno ospitato Casa Clementina, c’è da settembre 2015 questo “Apartment” tutto dedicato al bere miscelato di qualità. Giovani ma molto preparati i bartender Vincenzo Palermo e Marco Zampilli, autori di un menù di viaggio che è un vero e proprio giro del mondo: si va dal Between the Islands (Scotch Whisky, sciroppo di cannella, arancia, bitter al cioccolato e Ichnusa Cruda) al Midnight in Paris (gin, liquore ai fiori di sambuco, zucchero liquido, succo di limone, bianco d'uovo e vino rosso).
Dove: via Clementina 9, Roma. Tel. 320 8073858
L’Antiquario
Uno dei migliori cocktail bar del Sud Italia, certamente il numero uno di Napoli. Nell’elegante locale di Alex Frezza, con stile e arredi che lo collocano tra Londra e L’Avana, si bevono impeccabili classici della mixology ma anche signature sempre calibrati e “sartoriali” come il Milk Punch a base di rum, cognac, ananas, tè, agrumi e spezie, filtrato e chiarificato con latte caldo, il Blondy Mary, omaggio al Bloody Mary del grande barman Perrone del Connaught con pomodoro giallo e aria di rapa rossa, e ancora il Woody Allen, una variante del Manhattan imbottigliata con vermut italiano cotto sotto vuoto con funghi shiitake e miscelato con bourbon americano lavato all’olio di sesamo e servito in una fiaschetta. Al piano di sotto si nasconde una sorpresa per i cultori di drink ma soprattutto delle bollicine francesi.
Dove: Via Vannella Gaetani 2, Napoli. Tel. 081 7645390
Speakeasy
Se finalmente anche a Bari oggi si può bere bene quanto a Milano, il merito è della competenza e intraprendenza di Vincenzo Mazzilli e del suo socio Nicola Antonio Milella. Uno speakeasy, almeno nell’iconografia di riferimento, con una carta suddivisa secondo quattro periodi storici: era coloniale, era pre-proibizionista, Probizionismo e Dolce Vita. La filosofia della casa punta tutto sulla territorialità. Due esempi? Il Puglia Mule, ginger beer, vodka e succo di clementine fresche di Martina Franca e l’Americhèno, un twist con peperoncino locale.
Dove: Largo Giordano Bruno 34, Bari. Tel. 333 9799895
Quanto Basta
Altro indirizzo pugliese da segnare in agenda, a dimostrazione di una vera rinascita del Sud in tema mixology. Anche qui si punta sulla territorialità, senza disdegnare contaminazioni con il mondo enologico, e sulla semplicità dell’offerta. Diego Melorio e Andrea Carlucci sono gli artefici di questo locale di successo nel centro storico di Lecce dove ordinare senza timore cocktail tormentoni come il Moscow Mule o grandi classici come il Manhattan.
Dove: Via Paladini 17, Lecce. Tel. 347 0083176
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Gli amanti del bere miscelato non hanno vita facilissima a Palermo. A meno che non decidano di affidarsi ad Adriano Rizzuto, senza dubbio il bartender con più talento ed estro della città. Nel cuore del Borgo Vecchio, questo è l’indirizzo giusto per trascorrere qualche ora tra cocktail classici e ricette d’autore, potendo contare su una notevole selezione di spirits.
Dove: Via Ricasoli 23, Palermo. Tel. 349 1946766