La cantina (un po' folle) che produce vino sulla Tour Eiffel
di Lara De Luna
La storia di tre amici con il desiderio di onorare la viticoltura nell'Île-de-France che sono arrivati a imbottigliare sulla torre più famosa del mondo
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Un ristorante, una delle viste panoramiche più romantiche del mondo, e anche un vino. E' un carnet di presente un po' insolito per qualsiasi luogo di attrazione del mondo, eppure a Parigi tutto è possibile. E sulla Tour Eiffel, la vecchia dama di ferro, tra un bacio romantico e una fotografia da riportare a casa, possiamo trovare anche una cantina urbana: Winerie Parisienne (quale altro nome, altrimenti?), che come motto ha poche parole che racchiudono tutta la vocazione alla grandeur della città: "Rendere Parigi la capitale del vino". Che sia possibile o meno, saranno i posteri a dirlo, ma sicuramente hanno messo una bandierina su un luogo che aiuta la loro scalata.
Winerie Parisienne: la cantina urbana della Tour Eiffel
Ma quando nasce Winerie Parisienne? Dalla voglia - questa sì con un fondamento - di ridare visibilità e lustro alla viticoltura dell'Île-de-France, la regione che comprende Parigi - che agli inizi del 19esimo secolo contava circa 45mila ettari piantati a vigna, che riuscivano a soddisfare quasi del tutto il fabbisogno di vino e di ricercatezza della capitale. Un binomio, quello tra la Ville Lumière e il vino che i fondatori della Winerie vogliono far diventare nuovamente forte e che finisce per unire tre strade - tanti sono i giovani ideatori di questo progetto - diverse tra loro. Tutto ha inizio nel 2015 da Adrien e Julien, due amici che dopo aver perseguito carriere parallele nel vino a Bordeaux e nella tecnologia a Parigi, si incontrano intorno a una birra, cominciando a sognare e facendo entrare ben presto nel gruppo Julien Brustis, che condivide la loro visione e porta la sua competenza tecnica e creativa, acquisita tra i grandi castelli di Bordeaux (Latour-Martillac, Angélus) e la Napa Valley.
Tra il dire e il fare in questo caso c'è stato di mezzo veramente poco, e dopo qualche mese, è nata la cantina urbana che conosciamo noi oggi, con l'imbottigliamento della prima "cuvée Grisant", ancora oggi vino di punta dell'azienda. Un primo passo, a cui si aggiunge l'anno successivo il trasferimento di parte della struttura a Montreuil, a est di Parigi, con l'installazione di quanto necessario per ricevere le uve - coltivate in tutta la Francia, allora - il giorno successivo alla vendemmia e poterle lavorare al meglio. La vera prima svolta si ottiene nel 2017, quando i tre giovani imprenditori piantano tre ettari di vigneto a Davron, non lontano dalla spianata di Versailles, poco fuori dalle mura cittadine. Il loro obiettivo era produrre entro il 2020 vini 100% Ile-de-France. Il vino è arrivato nell'autunno 2020, dai vigneti del Domaine La Bouche du Roi (questo il nome dell'azienda nata 5 anni fa nella regione) ed è stato imbottigliato proprio sulla Tour Eiffel, nell'impianto di produzione che poco meno di un anno prima era stato installato al primo piano della torre, a "soli" 57 metri d'altezza, corredato anche da un shop e punto degustazione, realizzato grazie alla collaborazione con la "Société d'Exploitation de la Tour Eiffel". Un passo importante per i fondatori
L'impianto di produzione presente al primo piano della Tour Eiffel
Il suo nome? Chai de la Tour Eiffel (Cantina della Tour Eiffel). Attualmente in edizione limitata - le bottiglie, provenienti da soli tre ettari, non sono moltissime - è un vino rosso profondo, da uve 100% Merlot, della vendemmia 2019, la prima dopo l'installazione dei vigneti di proprietà della Winerie Parisienne. Un vino appena nato, un progetto che inizia però già a fare il grande salto: come nelle migliori tradizioni delle piccole produzioni francesi, il millesimo 2020 - vendemmiato dal 20 al 22 settembre - è già disponibile per la vendita en primeur, preannunciato come specialedal momento che l'annata si è rivelata "soleggiata e secca. Le viti si sono sviluppate presto dopo un inverno mite baciato dal sole e le argille dei nostri terreni si sono rivelate preziose per catturare l'acqua da rari episodi di pioggia e nutrire le viti durante tutto il loro sviluppo".