"Il Prosecco Doc Rosé era un qualcosa di fortemente desiderato dai clienti e noi abbiamo creduto molto in questo progetto, tanto da creare un millesimato - e non solo - e possiamo dire con orgoglio che noi di Villa Sandi siamo stati, con i nostri prodotti, dei precursori, che abbiamo anticipato i tempi". I tempi rispetto alla certificazione come Doc della versione Rosé del Prosecco, divenuta ufficiale e inserita nel disciplinare solo a maggio del 2020, con l'approvazione da parte del Comitato nazionale vini del Ministero delle Politiche agricole e forestali e seguita da un coro di voci di disapprovazione e polemica. La possibilità di aggiungere alle uve Glera - che devono comporre il Prosecco Doc fino a un minimo di 85% - il Pinot Nero, non è stata apprezzata dai puristi, ma le voci d'opposizione hanno trovato non solo un Consorzio compatto nel difendere questa novità, supportato dal Governatore Zaia, ma soprattutto aziende orgogliose del loro lavoro e forti di una tipologia di lavorazione che da tempo viene portata avanti - negli Usa è molto conosciuto il Prosecco Rosé - e che non svilisce, secondo loro, né la tradizione di questo vino né la storia di aziende che da tempo insistono sul territorio.
Villa Sandi: "Il Prosecco Rosé era necessario, noi crediamo da sempre nel progetto"
Aziende storiche e impegnate in un lavoro di alta qualità sui propri vini, proprio come Villa Sandi, di proprietà della famiglia Moretti Polegatto dal 1975, ma già allora da tempo attiva nel lavoro di vinificazione, tanto da essere un pilastro - per storia e non solo - della viticoltura in Veneto. Il cuore di tutto è una villa in stile palladiano - inserita nell'importante circuito storico-artistico focalizzato sulle ville dell'architetto neoclassico e sulla sua scuola - costruita nel 1622 e perfettamente inserita nelle colline della Marca Trevigiana, pensata nel XVII secolo per esemplificare con stilemi architettonici il contatto tra uomo e natura e ancora oggi perfettamente in grado di farlo. Concetto di sintesi che appartiene a questi luoghi e che rende facile capire perché proprio questa villa - oltre alla sua bellezza - sia stata scelta decenni fa come sede dell'omonima azienda: si trova esattamente al centro tra le zone D.O.C.G. del Prosecco di Valdobbiadene e quella D.O.C. dei vini del Montello, in un'area particolarmente vocata.
Ed è proprio da alcune vigne adiacenti alla struttura della villa che proviene il Pinot Nero - coltivato qui già da decenni - utilizzato per il Prosecco Doc Rosé millesimato dell'azienda, presente in una percentuale che va dal 10% al15%, e che regala a questo vino un delicatissimo colore rosa tenue. La rifermentazione avviene in autoclave - secondo il metodo Charmat - per un minimo di 60 giorni. Dopo un lungo affinamento, questo vino regala al calice tutta la freschezza di un Prosecco, con delicati sentori di fiori, a cui si aggiungono le caratteristiche vivaci del Pinot, dal melograno alla rosa, passando per dei piccoli tocchi di frutti rossi vivaci e maturi. Un risultato che dall'azienda definiscono "decisamente versatile, non solo per l'aperitivo, ma adatto anche a tutto pasto. E' perfetto con primi piatti di mare, delicati, e anche a molte pietanze provenienti" da cucine internazionali.