ROMA - I monopoli magnetici esistono. Una ricerca coordinata dall'Amherst College statunitense ha dimostrato per la prima volta l'esistenza di una particella con un solo polo magnetico. Una scoperta storica, descritta sulla rivista scientifica Nature, che conferma le teorie del premio Nobel per la fisica, Paul Dirac, che teorizzò l'esistenza di queste particelle nel 1931. Ma non solo, questo ritrovamento dà un'ulteriore prova della validità di alcune teorie moderne come quella delle stringhe, secondo la quale i costituenti fondamentali sono minuscole stringhe monodimensionali.
L'esperimento, realizzato da un gruppo internazionale di ricercatori, ha individuato la traccia della presenza del ricercatissimo monopolo magnetico: manipolando le particelle di un particolare composto detto "Condensato di Bose-Einstein", i ricercatori non hanno osservato direttamente la particella ma sono comunque riusciti a vederne gli effetti prodotti sullo spazio circostante, un po' come succede con la materia oscura. In fisica dunque, come esistono le particelle dotate di carica elettrica - come protoni ed elettroni - è confermata l'esistenza di particelle con carica magnetica 'separata'. "Si tratta di qualcosa di fondamentale in natura e potrebbe avere importanti implicazioni future difficili da immaginare. Forse come con la scoperta dell'elettrone di cui non ci si potevano aspettare grandi utilizzi e invece oggi domina la tecnologia" ha spiegato Antonio Masiero, vicepresidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).
La caccia alla 'particella magnetica' ha coinvolto negli anni un gran numero di enti di ricerca, tra questi anche l'Infn con l'esperimento "Macro" nel Gran Sasso ideato per la ricerca di monopoli magnetici 'spaziali', ma senza esiti.
L'esperimento, realizzato da un gruppo internazionale di ricercatori, ha individuato la traccia della presenza del ricercatissimo monopolo magnetico: manipolando le particelle di un particolare composto detto "Condensato di Bose-Einstein", i ricercatori non hanno osservato direttamente la particella ma sono comunque riusciti a vederne gli effetti prodotti sullo spazio circostante, un po' come succede con la materia oscura. In fisica dunque, come esistono le particelle dotate di carica elettrica - come protoni ed elettroni - è confermata l'esistenza di particelle con carica magnetica 'separata'. "Si tratta di qualcosa di fondamentale in natura e potrebbe avere importanti implicazioni future difficili da immaginare. Forse come con la scoperta dell'elettrone di cui non ci si potevano aspettare grandi utilizzi e invece oggi domina la tecnologia" ha spiegato Antonio Masiero, vicepresidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).
La caccia alla 'particella magnetica' ha coinvolto negli anni un gran numero di enti di ricerca, tra questi anche l'Infn con l'esperimento "Macro" nel Gran Sasso ideato per la ricerca di monopoli magnetici 'spaziali', ma senza esiti.