Scienze

Ecco come le formiche vanno in guerra

Lo studio di un team di ricercatori dell'Università di Firenze ha utilizzato un approccio chimico per  svelare i segreti delle tattiche belliche degli insetti

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IMMAGINATEVELE corazzate, con scudi e frecce. Perché le formiche si preparano alla battaglia seguendo delle strategie ben precise. Strategie che ora un gruppo di ricercatori dell'Università di Firenze ha studiato svelandone tutti i segreti. La ricerca, pubblicata sulla rivista Plos One, ha utilizzato un approccio chimico per analizzare le tattiche usate in combattimento dalle formiche e prevederne gli esiti. Con questo metodo i ricercatori fiorentini hanno infatti scoperto i meccanismi con cui le formiche mettono in atto gli attacchi. I combattimenti tra gruppi molto ampi di questi insetti tendono a frazionarsi in una serie di scontri che coinvolgono piccoli gruppi o singoli individui, paragonati dai ricercatori a molecole e atomi, di cui è possibile prevedere il comportamento.

"Dalle osservazioni", ha spiegato Franco Bagnoli, ricercatore di Fisica della materia, "abbiamo ricavato una sorta di diagramma delle fasi di un combattimento, che permette di determinare l'esito di una battaglia fin dalle sue fasi iniziali". I ricercatori hanno studiato i combattimenti tra formiche Lasius paralienus, specie comune in Europa, e quelle di una specie invasiva molto simile, Lasius neglectus, che si è recentemente diffusa in tutto il continente. Più piccole delle altre specie e molto aggressive, le Lasius neglectus costituiscono enormi formicai con più regine e attaccano in massa il nemico, imponendosi grazie alla migliore strategia di combattimento e mettendo così a repentaglio la stabilità ecologica delle comunità  di formiche autoctone.

"Le formiche sono dei veri e propri ingegneri ambientali", ha commentato Giacomo Santini, ricercatore di Ecologia, "e hanno un ruolo chiave nel funzionamento degli ecosistemi che si riflette, a cascata, sulla vita degli animali più grandi e ha effetti anche sulle attività umane. Il nostro modello chimico, che stiamo testando su altre specie di formiche, permetterà di prevedere la dinamica di cambiamento di comunità complesse e di comprendere in modo più dettagliato le modalità di diffusione delle specie invasive".