Quando incappano in una grande porzione di cibo, le formiche del deserto Cataglyphis forti lo trasportano verso il nido camminando all'indietro. E anche così sono abilissime a ritrovar la strada di casa
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UN BEL bottino non si lascia sfuggire. Anche se pesa dieci volte più del proprio stesso peso, il modo per portarlo a casa va trovato. E il modo, a volte, è quello di camminare all'indietro, con la stessa efficienza di quando si va in avanti, almeno per le formiche del deserto Cataglyphis fortis, che anche al contrario riescono benissimo a localizzare il proprio nido. Come? Misurando la lunghezza dei propri passi e tenendo a mente così la propria localizzazione in qualsiasi punto del percorso che le separa da casa. Il racconto delle abilità delle formiche del deserto è stato presentato con due studi pubblicati sulle pagine di Journal of Experimental Biology.
L'''esagerato'' mondo delle formiche
Le formiche del deserto Cataglyphis forti quando si imbattono in una grossa preda la trasportano nei loro nidi camminando all'indietro con la stessa efficienza del passo in avanti. Per orientarsi, sostiene un gruppo di ricercatori su Journal of Experimental Biology, misurerebbero la lunghezza dei propri passi e a intervalli si girano su se stesse in cerca di indizi verso casa
Dopo una normale uscita alla ricerca di cibo, le formiche del deserto serrano nelle mandibole il bottino trovato e si muovono più o meno direttamente verso il nido. Quando però incappano in un ragno o una locusta morti, alquanto ingombranti, le loro abilità di trasporto sono messe alla prova: come fanno a sollevarlo, metterlo in bocca e nel contempo a trascinarlo avanti? Rischierebbero infatti di non fare neanche un passo, impedite dall'ingombro. La soluzione escogitata dalle formiche è quella di camminare all'indietro, trascinando il bottino verso il nido. Un comportamento alquanto bizzarro considerato che in questo modo sia gli indizi visivi che quelli olfattivi da usare come navigatori si trovano nella direzione opposta a quella di marcia.
Formiche, brave in retromarcia
Per capire a fondo come le formiche riescono a muoversi con abilità anche all'indietro, Matthias Wittlinger della University of Ulm e i colleghi si sono trasferiti in Tunisia, fotografando e filmando le formiche alle prese con trasporti eccezionali in retromarcia, quali quelli di grosse briciole di biscotto lasciate a terra proprio dai ricercatori per adescare gli insetti. Analizzando le riprese, i ricercatori si sono accorti che durante questi movimenti le formiche rinunciano al loro tipico passo del movimento in avanti - quello in cui tre gambe si muovono mentre tre rimangono a terra - per muoversi in maniera apparentemente meno coordinata.
In particolare, spiegano i ricercatori, le gambe delle formiche sembravano muoversi ciascuna per conto proprio, con oscillazioni più svelte e spesso con più di tre gambe che rimanevano in contatto con la terra, ad aumentare la stabilità. In questo modo riescono ad arrivare a casa con la stessa efficienza che avrebbero camminando in avanti. Probabilmente, azzardano i ricercatori, grazie a una sorta di capacità di misurazione di ogni singolo passo che permette alle formiche di far capire loro quanta strada hanno fatto e quanta devono ancora fare, considerato che sono in grado di sapere quanto lontano si son mosse dal nido. Durante il percorso verso casa inoltre i ricercatori hanno osservato che a intervalli le formiche si fermano e compiono dei giri prima di riprendere il cammino: probabilmente, azzardano, è in questo modo che riescono a orientarsi e captare indizi dall'ambiente anche nella navigazione in retromarcia.