ROMA - Otto scienziati, quattro anni, seimila ore di lavoro: tanto è servito per condensare le nuove scoperte sulla nutrizione in un menù adatto ad accompagnare i piloti di Solar Impulse: il velivolo a energia solare impegnato nel tentativo di compiere il giro del mondo. Una condizione particolare, che ha bisogno di cibi adatti. "Il nostro lavoro", spiega Amira Kassis, ricercatrice del Nestlé Research Center di Losanna in Svizzera, "non è stato solo quello di fornire ai piloti una dieta equilibrata, ma anche quello di offrire qualche elemento di gratificazione e comfort".
Gli esperti hanno misurato la quantità di cibo consumata, il peso dei piloti prima e dopo il volo e l'equilibrio in proteine. I risultati sono serviti ad adattare i pasti alle condizioni estreme del viaggio, portando a creare un menu di 11 pasti e spuntini su misura. Una delle sfide era quella di impacchettare e servire il cibo: per questo sono stati elaborati sacchetti anti-perdite per minestre e bevande, coppe flessibili che si trasformano in tazze e sacchetti per riscaldare gli alimenti.
Inoltre, per conservare il cibo è stato sviluppato un processo grazie al quale gli ingredienti crudi sono messi in una speciale confezione e poi trattati termicamente. "Questo conserva la freschezza del cibo e aiuta a mantenere la sua consistenza, preservandolo fino a tre mesi senza la necessità di conservanti artificiali", ancora la Kassis. Che conclude: "Siamo stati in grado di mostrare la nostra innovazione tecnologica grazie al cibo che abbiamo progettato e preparato per Solar Impulse. Gli anni di ricerca e i dati che abbiamo raccolto dai piloti durante il volo aiuteranno la nostra comprensione sui modi in cui il cibo può essere utilizzato per alimentare questo tipo di ambiente e a progredire negli anni a venire".
Gli esperti hanno misurato la quantità di cibo consumata, il peso dei piloti prima e dopo il volo e l'equilibrio in proteine. I risultati sono serviti ad adattare i pasti alle condizioni estreme del viaggio, portando a creare un menu di 11 pasti e spuntini su misura. Una delle sfide era quella di impacchettare e servire il cibo: per questo sono stati elaborati sacchetti anti-perdite per minestre e bevande, coppe flessibili che si trasformano in tazze e sacchetti per riscaldare gli alimenti.
Inoltre, per conservare il cibo è stato sviluppato un processo grazie al quale gli ingredienti crudi sono messi in una speciale confezione e poi trattati termicamente. "Questo conserva la freschezza del cibo e aiuta a mantenere la sua consistenza, preservandolo fino a tre mesi senza la necessità di conservanti artificiali", ancora la Kassis. Che conclude: "Siamo stati in grado di mostrare la nostra innovazione tecnologica grazie al cibo che abbiamo progettato e preparato per Solar Impulse. Gli anni di ricerca e i dati che abbiamo raccolto dai piloti durante il volo aiuteranno la nostra comprensione sui modi in cui il cibo può essere utilizzato per alimentare questo tipo di ambiente e a progredire negli anni a venire".