Se il tuo fidanzato non piace alla tua mamma: è l'effetto Giulietta
di EMILIO VITALIANO
Una ricerca condotta in Norvegia spiega perché spesso una mamma non approva la scelta del fidanzato da parte della figlia. Incredibilmente lo stesso atteggiamento lo hanno anche le sorelle e tutto per questioni di genetica
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LO STUDIO è dei professori Leif Edward, Ottesen Kennair e Robert Biegler della Norwegian University of Science and Technology e vuole trovare una risposta al perché molte volte le mamme criticano il partner della figlia e spingono per un cambiamento. Lo avevano iniziato anni fa ed ora vanno oltre. La nuova ricerca mira ad evidenziare che in accordo con la disapprovazione materna c'è quella delle sorelle, dissenso che può apparire una stranezza e stupire. In realtà si tratta di un meccanismo non certo moderno, tanto che il contrasto studiato è stato definito "effetto Giulietta", in ricordo della tragedia di William Shakespeare in cui la madre della protagonista femminile è contraria all'interesse della figlia per Romeo e vorrebbe un matrimonio con il Conte Paride.
Secondo i professori del Dipartimento di Psicologia dell'ateneo norvegese la spiegazione ha motivazioni di carattere genetico ed è in funzione dei punti di vista. Tendenzialmente una donna sceglie un compagno attraente perché indica una buona salute ed un'altrettanto valida capacità di trasmettere i suoi geni alla prole. Perché figli a loro volta piacenti hanno maggiori possibilità di trovare partner, per mettere al mondo altri bambini che garantiranno a catena la trasmissione del patrimonio genetico originario. Diversa è invece la prospettiva dei congiunti, che valutano la capacità di offrire un sostegno a lungo termine e magari vantaggi all'intera famiglia. E' proprio questo ad accumunare le mamme e le sorelle nella critica di un potenziale compagno affascinante, ma con scarse prospettive: il fidanzato ideale non deve sottrarre mezzi dedicati al sostentamento di figli e nipoti e mettere a rischio la trasmissione dei geni, anzi deve possibilmente contribuire alla crescita ed all'educazione dei bambini di tutto il nucleo familiare. Una preferenza dettata da interessi contrapposti, che cozza, sempre per gli stessi motivi, anche con la scelta che madre e sorella farebbero se fossero loro alla ricerca di un compagno, privilegiando in queste circostanze un cosiddetto "rubacuori".
Effetto Giulietta: lo studio
Una ricerca della Norwegian University of Science and Technology ha descritto i meccanismi in base ai quali le mamme, in numerose occasioni, non condividono la scelta del partner delle proprie figlie. E' stato anche evidenziato che persino le sorelle sono solidali con i genitori in questo conflitto, perché spinte dalle medesime ragioni: mentre una donna desidera un compagno piacente che le consenta di trasmettere i propri geni alle future generazioni, madri e sorelle preferiscono un uomo in grado di garantire stabilità all'intera famiglia e contribuire all'educazione di tutti i bambini che ne fanno parte.
Insomma, un discorso di tipo egoistico, connesso al legame più forte di una donna per i figli rispetto ai nipoti, in quanto garantire la diffusione dei propri geni rimane l'aspetto principale da tenere in considerazione. Certo la notevole condivisione del patrimonio genetico con i parenti spinge ad un interesse verso il partner dei familiari, ma il fidanzato di una sorella non deve comunque influire nel trasferimento diretto dei geni. Lo studio addirittura suggerisce un condizionamento nella scelta del compagno per riservare a se stessa quello di bell'aspetto. Meccanismo del tutto inconsapevole che non implica il desiderio di "rubare" il fidanzato e che è comune sia alle sorelle sia alle mamme, anche se non più in età fertile. Perché comunque è sempre presente, magari in maniera latente, l'idea di dover trasmettere il patrimonio genetico e battere la concorrenza.
Nel dettaglio, la ricerca ha chiesto alle partecipanti di descrivere le caratteristiche del partner perfetto per se stesse e per le sorelle. I risultati hanno sottolineato che la maggior parte delle qualità evidenziate sono uguali per tutte le donne: fedeltà, serietà, affidabilità. Al tempo stesso, però, è emerso che essere responsabile, disponibile, gentile è più importante per il partner della sorella, mentre fascino, sincerità e capacità di soddisfare sessualmente hanno una valenza maggiore nella scelta del proprio compagno. Grazie allo studio è stato rilevato anche che le caratteristiche evidenziate da madri e sorelle sono sostanzialmente simili, ma esistono alcune differenze, come la maggiore importanza riservata dalla sorelle al senso dello humour e dalle madri alla responsabilità.
Un aspetto interessante della ricerca è il paese in cui è stata condotta: la Norvegia, rappresentante di una società con un rapporto sostanzialmente paritario fra uomo e donna. Eppure, anche in una nazione ricca e culturalmente avanzata, dove le donne sono indipendenti da un punto di vista economico e possono selezionare il partner senza vincoli, la preferenza sembra essere dettata da motivazioni simili a quelle dei paesi in cui le famiglie scelgono per i figli.
Infine, i ricercatori sottolineano che la moralità non interviene in nessuna delle circostanze descritte, ma si tratta sempre e solo di urgenza di trasmissione dei geni, che probabilmente detta comportamenti di cui non si è neanche consapevoli e che avvengono soddisfare ogni aspettativa, sarebbe quella di un uomo attraente con uno status sociale di tutto rispetto. Insomma, il famoso "principe azzurro''.