Scienze

Addio Cassini, gran finale su Saturno. ''Il segnale si è spento, ma i suoi dati ci faranno sognare''

 L'ultimo tuffo nell'atmosfera del 'Signore degli anelli' ha portato alla distruzione della sonda dopo vent'anni in orbita. Lascia in eredità rilevamenti preziosi per conoscere i pianeti del Sistema solare

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ROMA - E' scattata l'ora X per Cassini: l'ultimo lancio e si è spenta dopo vent'anni di carriera nello spazio. A 13 anni dalle sue incredibili corse fra le lune e gli splendidi anelli di Saturno, la sonda realizzata da Nasa, Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi) si è tuffata nell'atmosfera del pianeta. Poi, il silenzio.

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La manovra è stata seguita in diretta dalle tre agenzie spaziali e dall'Italia presso l'Asi, in collegamento con il centro di controllo della missione presso il Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa e con il Sardinia Radio Telescope (Srt) di Cagliari in ascolto degli ultimi segnali inviati dalla sonda. Il tuffo di Cassini nell'atmosfera di Saturno, che ha portato come previsto alla distruzione di tutta la strumentazione, è una manovra voluta e decisa proprio in virtù delle eccezionali scoperte fatte dalla missione, dopo avere inviato sulla Terra negli anni le immagini dei monti e dei fiumi di idrocarburi della più grande luna di Saturno, Titano, e i dati che indicano che i ghiacci di un'altra luna, Encelado, nascondono un oceano che potrebbe ospitare la vita. Distruggere la sonda significa, quindi, evitare che un'eventuale collisione possa distruggere l'ambiente di questi mondi, compromettendo future scoperte. Dopo aver percorso 294 orbite in 13 anni intorno al pianeta degli anelli, poco prima delle 14.00 la sonda si tufferà alla velocità di circa 113.000 chilometri orari, circa 10 gradi a Nord dell'equatore di Saturno. La sonda era stata lanciata nel 1997 da Cape Canaveral, in Florida, intitolata a Giovanni Domenico Cassini, astronomo italiano del XVII secolo: fu lui ad analizzare per primo gli anelli di Saturno e a scoprire quattro lune. La missione porta anche il nome di Christiaan Huygens, matematico olandese che scoprì la luna Titano e capì il funzionamento degli anelli di Saturno.
Non è stato un addio 'silenzioso' a tutti gli effetti, perché anche nei primissimi istanti della discesa e fino all'ultimo momento la sonda ha continuato a inviare a Terra nuovi dati, da aggiungere a quelli raccolti negli ultimi mesi, tuffandosi tra un anello e l'altro, e che ancora per molto tempo terranno occupati ricercatori di tutto il mondo.

·LO SPECIALE a cura del Visual Lab