Erano annunciate, ma di fatto sono il primo passo di questi tre mesi che dovrebbero accompagnare il governo Renzi alla riforma della scuola sulla quale sta scommettendo una parte del suo futuro. Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini è stata autorizzata ad assumere a tempo indeterminato di oltre 30.000 persone, appunto "su posti effettivamente vacanti e disponibili". Personale nelle aule di cui c'era già assoluto bisgono. In particolare si tratta di "15.439 unità di personale docente ed educativo", 4.599 di personale ausiliario, tecnico ed amministrativo e 620 dirigenti scolastici. E infine, misura particolarmente attesa 13.342 unità di personale docente da destinare al sostegno di alunni con disabilità.
Il pacchetto di assunzioni previsto per l'anno scolastico 2014-2015 era stato confermato da viale Trastevere ai sindacati alla fine di luglio specificando anche che alla scuola dell'infanzia sono riservati 2.341 posti, 3.630 alla primaria, 4.999 alla secondaria di primo grado, 4.255 alla secondarie di secondo grado (posti a cui aggiungere i 13.342 in totale sul sostegno).
"Ben vengano queste assunzioni, ma sono soltanto la ratifica di quanto già in atto" ha commentato il segretario generale della Cisl scuola, Francesco Scrima ricordando che il numero di "ingressi" autorizzato copre comunque solo per il 65% quello dei posti vacanti.
La riforma della scuola annunciata dal premier mette al centro la questione degli insegnanti. L'idea di Matteo Renzi è quella di azzerare le graduatorie ad esaurimento dei precari storici, attraverso l'introduzione degli organici funzionali di rete: un organico aggiuntivo che dovrebbe garantire stabilità alle scuole e maggiore autonomia alle stesse. In questo modo, entro settembre 2015 si potrebbero assumere a tempo indeterminato 100mila-150mila precari e vincitori di concorso. Inoltre, è previsto un nuovo concorso per 40mila abilitati che entreranno tra il 2016 e il 2019 per sostituire gli insegnanti che nello stesso periodo andranno in pensione.
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L'arrivo di 13.342 docenti da destinare al sostegno di alunni con disabilità conferma come il tema sia tra i punti chiave della riforma. Il governo ha annunciato che vuole rivedere il ruolo e la funzione dell'insegnante di sostegno, anche attraverso una nuova formazione universitaria. Oltre al nuovo personale, "la scuola - si legge nel dossier, presentato la settimana scorsa - si prende in carico alunni con disturbi di apprendimento (dislessia, disgrafia e discalculia) ma anche alunni con Bisogni educativi speciali (i Bes) - dovuti anche a situazioni temporanee di disagio economico e psicologico - per i quali spesso gli attuali docenti di sostegno non hanno competenze specifiche".
Si tira un sospiro dei sollievo per l'assuzione dei presidi. Poche settimane fa il sindacato Anief aveva lanciato l'allarme: "Il nuovo anno scolastico si aprirà con 2.070 istituti senza dirigenti scolastici". Ieri il premier, nello studio di Porta a Porta, ha annunciato anche che nella legge di stabilità 900 milioni saranno dedicati alla scuola, mentre nel "2016 saranno 2 miliardi, c'è già l'intesa con il ministro Padoan".
Intanto, a piazza Montecitorio, centinaia di docenti hanno manifestato per chiedere alle istituzioni politiche garanzie sul loro futuro lavorativo. La protesta riguarda almeno 100mila docenti abilitati a vario titolo all'insegnamento, oggi inseriti nella seconda fascia di istituto ma rimasti esclusi dalle graduatorie ad esaurimento, che in base al piano di riforma del Governo non rientrano in alcun piano di stabilizzazione.
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Il pacchetto di assunzioni previsto per l'anno scolastico 2014-2015 era stato confermato da viale Trastevere ai sindacati alla fine di luglio specificando anche che alla scuola dell'infanzia sono riservati 2.341 posti, 3.630 alla primaria, 4.999 alla secondaria di primo grado, 4.255 alla secondarie di secondo grado (posti a cui aggiungere i 13.342 in totale sul sostegno).
"Ben vengano queste assunzioni, ma sono soltanto la ratifica di quanto già in atto" ha commentato il segretario generale della Cisl scuola, Francesco Scrima ricordando che il numero di "ingressi" autorizzato copre comunque solo per il 65% quello dei posti vacanti.
La riforma della scuola annunciata dal premier mette al centro la questione degli insegnanti. L'idea di Matteo Renzi è quella di azzerare le graduatorie ad esaurimento dei precari storici, attraverso l'introduzione degli organici funzionali di rete: un organico aggiuntivo che dovrebbe garantire stabilità alle scuole e maggiore autonomia alle stesse. In questo modo, entro settembre 2015 si potrebbero assumere a tempo indeterminato 100mila-150mila precari e vincitori di concorso. Inoltre, è previsto un nuovo concorso per 40mila abilitati che entreranno tra il 2016 e il 2019 per sostituire gli insegnanti che nello stesso periodo andranno in pensione.
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L'arrivo di 13.342 docenti da destinare al sostegno di alunni con disabilità conferma come il tema sia tra i punti chiave della riforma. Il governo ha annunciato che vuole rivedere il ruolo e la funzione dell'insegnante di sostegno, anche attraverso una nuova formazione universitaria. Oltre al nuovo personale, "la scuola - si legge nel dossier, presentato la settimana scorsa - si prende in carico alunni con disturbi di apprendimento (dislessia, disgrafia e discalculia) ma anche alunni con Bisogni educativi speciali (i Bes) - dovuti anche a situazioni temporanee di disagio economico e psicologico - per i quali spesso gli attuali docenti di sostegno non hanno competenze specifiche".
Si tira un sospiro dei sollievo per l'assuzione dei presidi. Poche settimane fa il sindacato Anief aveva lanciato l'allarme: "Il nuovo anno scolastico si aprirà con 2.070 istituti senza dirigenti scolastici". Ieri il premier, nello studio di Porta a Porta, ha annunciato anche che nella legge di stabilità 900 milioni saranno dedicati alla scuola, mentre nel "2016 saranno 2 miliardi, c'è già l'intesa con il ministro Padoan".
Intanto, a piazza Montecitorio, centinaia di docenti hanno manifestato per chiedere alle istituzioni politiche garanzie sul loro futuro lavorativo. La protesta riguarda almeno 100mila docenti abilitati a vario titolo all'insegnamento, oggi inseriti nella seconda fascia di istituto ma rimasti esclusi dalle graduatorie ad esaurimento, che in base al piano di riforma del Governo non rientrano in alcun piano di stabilizzazione.
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