Scuola

Bambini ucraini in fuga, l'accoglienza nelle scuole: un milione per psicologi e mediatori linguistici

Bambini ucraini in fuga, l'accoglienza nelle scuole: un milione per psicologi e mediatori linguistici
(ansa)
Il ministro Patrizio Bianchi: "Dobbiamo garantire il diritto all'istruzione"
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Il ministro Bianchi parla di sfida. Le scuole si stanno già attrezzando per accogliere i bambini e i ragazzi ucraini in fuga dalla guerra. Sono già 3.533 i minori entrati in Italia dall'inizio del conflitto fino a stamattina, secondo i dati del Viminale. Intanto arrivano i primi fondi stanziati da Viale Trastevere con una nota del capo dipartimento Stefano Versari: un milione di euro. Risorse "reperite in via d'urgenza" da destinare agli istituti che saranno coinvolti nell'accoglienza. 

"Noi abbiamo dato la nostra disponibilità per accogliere i bambini dell'Ucraina in Italia. Il diritto alla scuola è un diritto che vogliamo riconoscere" dice il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi. "Sarà una dura prova per le nostre scuole. Noi stiamo lavorando con tutto il governo per questo, sarà una sfida anche per noi". A Varese, continua Bianchi, sono arrivati bambini che "non parlano italiano, sarà una prova importante per le scuole, ma anche per i nostri bambini. Ci sarà un problema di mediazione culturale e dovremo fare tesoro anche noi di un'esperienza fondante per avere un paese più forte".

Le risorse stanziate, ma anche i fondi covid, serviranno per rispondere in particolare a due necessità: il supporto psicologico ("a tal fine, le scuole potranno impiegare i fondi destinati dall'art. 1, comma 697, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, per fornire assistenza psicologica anche agli studenti e alle famiglie ucraini") e quello linguistico. Quello che servirà alle scuole saranno mediatori linguistici e culturali.

Sull'accoglienza, la nota ministeriale dà alcune indicazioni a partire dall'accogimento di favorire le relazioni dei minori con le loro madri e nucle familiari, con le comunità ucraine presenti nei vari Comuni. "Sono molti, in rapidissima crescita, i minori in età scolare costretti a sospendere la consueta vita quotidiana e a lasciare la terra d'origine, per fuggire ed iniziare un incerto viaggio - la premessa di Versari . Tra le molteplici esigenze cui far fronte, è prioritario assicurare loro il proseguimento del percorso educativo e formativo, anche perché possano ritrovare condizioni minime di "normalità" quotidiana".

Per evitare ogni forma di isolamento e facilitare il percorso di integrazione, spiega la nota, "sarà pure necessario favorire il più possibile la conservazione di piccoli gruppi di provenienza, in primis nuclei familiari, considerando poi l'appartenenza alla medesima comunità territoriale o geografica".

Sul versante della didattica vegono suggeriti materiali bilingue o nella lingua madre, mentre viene chiesto alle scuole anche di fare da collegamento con le attività del tempo extra, per l’offerta di occasioni di socializzazione, ricreative o sportive.

 

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