✕

Un’altra finanziaria povera per la scuola. “Poche risorse”, studenti e sindacati tornano in piazza

Un miliardo e 700 milioni per l’istruzione, di cui 1,2 miliardi per il rinnovo del contratto. “Niente diritto allo studio, tagli con il dimensionamento, il 17 novembre sciopero nazionale”
3 minuti di lettura

ROMA – Il ministro Giuseppe Valditara si impegna, decreta, ma non ha un governo attorno. Sulla scuola la premier non c’è mai stata: nei comizi in campagna elettorale l’ha silenziata e oggi, sul tema, Giorgia Meloni si espone solo quando le consente propaganda, come nel caso del Liceo del Made in Italy. Per il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, compagno di partito di Valditara, l’istruzione pubblica non è una priorità e il risultato è un’altra manovra con pochi soldi sull’istituzione più importante, una finanziaria conservativa.

L’aiuto per le rette sugli asili

È rapida da scorrere la parte dedicata alla scuola nella Legge di bilancio bollinata, 124 pagine in tutto più allegati e tabelle. L’articolo più interessante è il 35: sostegno alle famiglie sugli asili nido. È in capo al ministero della Famiglia, non all’Istruzione e Merito. Il “35” incrementa la “misura di supporto” per il pagamento delle rette. Per le famiglie con un Isee (Indicatore della situazione economica equiv…

ROMA – Il ministro Giuseppe Valditara si impegna, decreta, ma non ha un governo attorno. Sulla scuola la premier non c’è mai stata: nei comizi in campagna elettorale l’ha silenziata e oggi, sul tema, Giorgia Meloni si espone solo quando le consente propaganda, come nel caso del Liceo del Made in Italy. Per il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, compagno di partito di Valditara, l’istruzione pubblica non è una priorità e il risultato è un’altra manovra con pochi soldi sull’istituzione più importante, una finanziaria conservativa.

L’aiuto per le rette sugli asili

È rapida da scorrere la parte dedicata alla scuola nella Legge di bilancio bollinata, 124 pagine in tutto più allegati e tabelle. L’articolo più interessante è il 35: sostegno alle famiglie sugli asili nido. È in capo al ministero della Famiglia, non all’Istruzione e Merito. Il “35” incrementa la “misura di supporto” per il pagamento delle rette. Per le famiglie con un Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) fino a 40 mila euro e già con un figlio a carico, prevede un aiuto per il secondogenito che, sul piano generale, vale 240 milioni di euro per l’anno 2024, 254 milioni per il 2025 e a crescere fino al 2029 (306 milioni).

Il nuovo contratto 2022-2024

All’articolo 10, risalendo il testo, ci sono 3 miliardi per chiudere il contratto triennale 2022-2024 per l’intero comparto pubblico. Nel 2025 si salirà a 5 miliardi. Non ci sono dettagli, per ora, ma di questi finanziamenti, sostiene il ministero dell’Istruzione e del Merito, “una parte consistente andrà all’Istruzione, che conta 1,2 milioni di lavoratori”. Si può stimare il 40 per cento delle risorse, e fanno 1,2 miliardi di euro per il 2024.

Stabilizzazioni Ata per gli istituti del Sud

Poi c’è l’articolo 63, dominato dall’Agenda Sud, un esperimento che riguarda meno del 10 per cento delle scuole della macroarea. Sono confermati gli investimenti annunciati lo scorso 25 agosto: 266 milioni in tutto spendibili, nelle varie voci, nel prossimo biennio. Per l’anno in corso sono 159 milioni. Con 12 milioni di euro, ancora, negli istituti meridionali si potranno contrattualizzare 355 assistenti amministrativi e tecnici, 1.473 collaboratori scolastici (nell’insieme, gli Ata).

Sui concorsi 50 milioni

Gli incarichi degli ausiliari sono prorogati fino al 15 aprile 2024 e per i pensionamenti dei docenti, periodo 2024-’25, ci sono 43 milioni di euro in più. Per gestire i nuovi concorsi degli insegnanti e organizzare la loro formazione, 50,33 milioni sono disponibili per l’anno 2024.

I docenti tutor, trattativa con i sindacati

Infine la questione tutor, cavallo di battaglia del ministro Valditara: 42 milioni di euro in più “per ciascuno degli anni 2024 e 2025”. Se ne parlerà, per decidere come usare le risorse, con i sindacati.

Sì, tutto qui. Per lo sviluppo della scuola italiana – escluso il rinnovo del contratto, che abbiamo visto nel 2024 può valere 1,2 miliardi (l’anno scorso lo stesso governo stanziò in Finanziaria 1 miliardo sotto forma di anticipo) – in questa stagione ci sono 503 milioni di euro. Mezzo miliardo. Più dell’anno scorso, certo, stesso governo e stesso ministro. Ma, sommando agli investimenti sull’istruzione i soldi del rinnovo contrattuale (e si arriva a 1,703 miliardi), siamo ampiamente al di sotto del Renzi-Giannini 2015 (3 miliardi per la Buona scuola, quasi tutti impiegati nell’assunzione degli insegnanti precari) e sensibilmente al di sotto del Conte I-Fioramonti 2019, che con l’esecutivo Lega-5 Stelle dirottò 1,977 miliardi sull’istruzione scolastica (e Lorenzo Fioramonti si dimise, mancando in quel caso le risorse richieste per l’università e la ricerca).

Nel secondo anno del Meloni-Valditara, peraltro, va avanti il piano di risparmi avviato nella scorsa Finanziaria grazie al dimensionamento scolastico. Sul tema si è assistito a un duro scontro tra il ministro leghista e la Cgil dopo che il Tar Campania aveva bocciato il piano triennale che, attraverso smembramenti e accorpamenti di plessi e sedi, avrebbe portato le scuole da 8.007 a 7.309.

"Altri 78 milioni per i libri”

Giuseppe Valditara in chiusura di Finanziaria mostra ottimismo e aggiunge, ricordando il recente incontro avuto con gli studenti: “Ho sbloccato 78 milioni di euro, 39 milioni risalenti al biennio 2021-2022, 39 milioni al 2022-2023, per consentire a una platea di oltre 200.000 studenti in situazione di disagio economico l'acquisto di materiali didattici. Ho lanciato, poi, la proposta di avviare una riflessione per introdurre una norma generale sul diritto allo studio e semplificherò le procedure di erogazione delle risorse destinate ai libri di testo".

Lo stesso incontro è, però, raccontato così da Paolo Notarnicola, coordinatore nazionale della Rete degli studenti medi: “Abbiamo chiesto misure per far fronte al caro studio e lo stanziamento di fondi per lo psicologo scolastico. Abbiamo chiesto un aumento della rappresentanza studentesca così come un’educazione all'affettività e alla sessualità che superi il binarismo di genere. Le risposte di Valditara, che ha difeso la Finanziaria, sono state del tutto insufficienti. Così come insufficienti a coprire il fabbisogno reale sono i 78 milioni messi sui libri scolastici, chiediamo almeno il doppio”.

Uds: "Sotto gli standard europei”

Gli studenti contestano, peraltro, 50 nuovi milioni girati alle scuole paritarie e annunciano lo sciopero nazionale per venerdì 17 novembre, lo stesso giorno in cui si asterrà dal lavoro il personale scolastico iscritto alla Flc Cgil e alla Uil scuola. “Ancora una volta il nostro Paese decide di stanziare fondi agli istituti privati mentre taglia ulteriormente su quelli pubblici, attraverso misure come il dimensionamento scolastico e l'autonomia differenziata”, dice Bianca Chiesa, coordinatrice nazionale dell’Unione degli studenti. “La quota di Prodotto interno lordo che in Italia viene investita nell’istruzione pubblica è sotto il 3,6 per cento”, prosegue Alice Beccari, dell’esecutivo nazionale dell’Uds, “pretendiamo almeno il 5 per cento per raggiungere i parametri della media europea e poter rendere l'istruzione pubblica gratuita e accessibile per tutti. Abbattiamo la scuola del merito”.

Va detto che a partire da dicembre, grazie alla chiusura del precedente contratto nazionale, l’anticipo del prossimo e il taglio del cuneo fiscale, un docente italiano avrà 200 euro lordi in più in busta paga (poco più della metà se calcolati netti).

Leggi i commenti