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Scuola, Invalsi: gli studenti migliorano in Inglese. Bene Italiano solo in quinta superiore. Il grande buco della Matematica al Sud

La rilevazione annuale sui test di tre cicli: crolla la dispersione scolastica. Solo 4 alunni su 10 sono sufficienti nella disciplina Stem al Sud e nelle Isole
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ROMA – La curva che segnala il livello di apprendimento di sette milioni di studenti italiani torna a salire: i picchi negativi segnati dal biennio della pandemia da Covid iniziano ad essere assorbiti.

La rilevazione annuale che Invalsi presenta basandosi sui test di cinque classi – seconda e quinta elementare, terza media, seconda e quinta superiore, oltre due milioni e mezzo di allievi controllati – dice al Paese che gli alunni italiani dai 7 ai 19 anni migliorano in maniera sorprendente in Inglese, frenano la caduta nella comprensione del testo nella prima lingua appresa, appunto l’Italiano, e danno alcuni piccoli segnali in una materia che nella modernità è diventata un ostacolo per l’apprendimento nazionale: la Matematica. Non è un caso che al Sud e nelle Isole solo quattro giovani italiani sono sufficienti (solo sufficienti) nelle conoscenze sulla materia Stem. Il buco, ecco, resta importante anche se nella stagione 2023-’24 non si allarga.

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ROMA – La curva che segnala il livello di apprendimento di sette milioni di studenti italiani torna a salire: i picchi negativi segnati dal biennio della pandemia da Covid iniziano ad essere assorbiti.

La rilevazione annuale che Invalsi presenta basandosi sui test di cinque classi – seconda e quinta elementare, terza media, seconda e quinta superiore, oltre due milioni e mezzo di allievi controllati – dice al Paese che gli alunni italiani dai 7 ai 19 anni migliorano in maniera sorprendente in Inglese, frenano la caduta nella comprensione del testo nella prima lingua appresa, appunto l’Italiano, e danno alcuni piccoli segnali in una materia che nella modernità è diventata un ostacolo per l’apprendimento nazionale: la Matematica. Non è un caso che al Sud e nelle Isole solo quattro giovani italiani sono sufficienti (solo sufficienti) nelle conoscenze sulla materia Stem. Il buco, ecco, resta importante anche se nella stagione 2023-’24 non si allarga.

Alle elementari si zoppica

Nella scuola primaria, classe seconda, le “Prove Invalsi 2024” riscontrano le prime indicazioni di un’inversione di tendenza dei risultati in Italiano e Matematica. Gli esiti sono ancora significativamente meno brillanti di quelli registrati nel 2019 e nel 2021, ma si evidenzia una lieve ripresa per quanto riguarda la Matematica che, se confermata in futuro, “potrebbe segnare l’inizio della ripresa in un grado scolastico così importante”, scrive Invalsi.

Il livello base in Italiano viene raggiunto dal 67 per cento degli allievi di 7 anni (era il 69 per cento nel 2023 e il 73 per cento nel 2022) ed è sempre il 67 per cento anche l’aliquota in Matematica (era il 64 per cento nel 2023, quindi inferiore, ma il 71 per cento nel 2022).

In quinta primaria, in Italiano i risultati sono stabili: il 75 per cento è sufficiente (era il 74 per cento nel 2023 e l’80 per cento nel 2022). In Matematica e soprattutto in Inglese si riscontra un’inversione positiva con una crescita statisticamente significativa per entrambe le prove della lingua straniera: lettura e ascolto. In Matematica il 68 per cento degli studenti raggiunge il livello base (era il 63 per cento nel 2023 e il 66 per cento nel 2022). I risultati di Inglese sono nuovamente in crescita dopo il calo del 2023. Il 95 per cento (contro l’87 per cento nel 2023 e il 94 nel 2022) dei testati raggiunge il prescritto livello A1 nella prova di lettura (“Reading”), mentre nella prova di ascolto (“Listening”) è l’86 per cento di allievi e allieve a riuscirci: erano l’81 per cento nel 2023 e l’85 nel 2022, quindi la progressione è visibile.

Listening alle medie, +8 in tre stagioni

I risultati della scuola secondaria di primo grado (terza media), come era già avvenuto nella stagione precedente, nel 2024 confermano che si è fermato il calo in Italiano e Matematica riscontrato tra il 2019 e il 2021. Per ora, però, è senza inversione di tendenza. Sono, invece, in netto miglioramento gli esiti di Inglese.

A livello nazionale gli studenti che raggiungono risultati almeno adeguati in questo ciclo scolastico sono: Italiano 60 per cento (-2 punti percentuali rispetto al 2023), Matematica 56 per cento (risultato invariato rispetto al 2021, 2022 e al 2023). In Inglese, il Reading (A2) è all’82 per cento (+2 punti percentuali rispetto al 2023, +4 nei confronti del 2022 e + 6 punti percentuali nel paragone con il 2021). L’Inglese Listening (sempre A2) è al 68 per cento (+3 punti percentuali rispetto al 2023, +6 sul 2022 e +8 punti sul 2021). Dall’inizio della rilevazione (2018) è aumentata di ben 14 punti percentuali la quota di allievi che raggiunge i risultati sufficienti in questo ambito linguistico.

Mate in 2a superiore: sette punti in più

Nella scuola secondaria di secondo grado la sufficienza in Italiano (comprensione del testo) viene raggiunta dal 62 per cento degli studenti (-1 punto rispetto al 2023, -4 punti rispetto al 2022 e -8 rispetto al 2019). In Matematica dal 55 per cento (risultati invariati rispetto al 2013, +1 punto percentuale rispetto al 2022 e 7 punti percentuali rispetto al 2019).

La riscossa delle quinte

Per l’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado, la quinta, l’anno che ha portato alla Maturità 2024, i risultati delle prove Invalsi evidenziano un apprezzabile miglioramento rispetto agli anni passati in tutte le discipline osservate.

In Italiano il 56 per cento di chi ha affrontato il test raggiunge il livello base, in Matematica s’intravvede un leggero miglioramento con il passaggio al 52 per cento (dopo tre rilevazioni stabili al 50) della quota di allievi che raggiunge il livello 3. In Inglese il 60 per cento raggiunge i traguardi (livello B2 per l’istruzione tecnica e liceale e il B1+ per quella professionale) nella prova di Reading (+4 punti percentuali rispetto al 2023) e il 45 per cento in quella di Listening (+3 punti sul 2023).

Crolla la dispersione scolastica

Negli ultimi anni è aumentata la sensibilità collettiva verso il problema della dispersione scolastica, anticamera di gravi fenomeni di marginalità economica e sociale. Nel 2023 il valore è del 10,5 per cento, non lontano dall’obiettivo del 10,2 fissato dal Pnrr per il 2025 e da quello del 9 per cento indicato dalla Commissione europea per il 2030. Nel 2001 la dispersione esplicita era stata superiore al 25 per cento.

La dispersione implicita

Nelle ultime stagioni si è prestata attenzione a coloro che non abbandonano la scuola, ma vi restano all’interno con una preparazione carente e ne escono senza avere le competenze di base attese. Si chiama dispersione scolastica implicita. Nel 2024 si è attestata al 6,6 per cento, il dato più basso delle ultime cinque stagioni (cioè da quando è iniziato il suo controllo statistico). In quinta superiore la dispersione implicita è in calo del 2,1 per cento. Solo in Campania e Sardegna questo valore resta sopra il 10 per cento.

Il Sud arretra ancora

Il dato della dispersione scolastica introduce quello più generale sulla distanza, sempre forte, forse ancora più forte, tra scolarità e istruzione nel Nord Italia e nel suo Sud.

Per quanto riguarda la scuola primaria, si riscontra una differenza dei risultati tra scuole e tra classi più accentuata nelle regioni meridionali, specie per quanto riguarda la Matematica e la prova di Listening. La scuola primaria nel Mezzogiorno fatica maggiormente a garantire uguali opportunità a tutti, con evidenti effetti negativi sui gradi scolastici successivi.

I divari territoriali rimangono molto ampi. In particolare, solo il 48 per cento degli studenti della macro-area Sud raggiunge il livello 3 in Matematica e la percentuale scende drammaticamente al 39 per cento nelle Isole (Sicilia e Sardegna).

Nella secondaria di secondo grado, le differenze tra l’Italia centro-settentrionale e quella meridionale rimangono consistenti, anche se si osserva un preoccupante calo nel Nord Ovest e nel Centro del Paese. Nella quinta superiore, il divario massimo tra Nord e Sud scende dai 23 punti del 2023 ai 21 punti del 2024. Tuttavia, la quota di allievi che raggiunge il livello 3 in seconda superiore in Matematica passa dal 48 per cento al 44, “evidenziando una vera e propria emergenza in questo apprendimento”.

Ancora in quinta superiore, nell’ascolto in Inglese la differenza Nord-Sud è di 31 punti percentuali.

"Gli studenti si riappacificano con la scuola”

Crescono gli allievi eccellenti. Tre quarti degli studenti finali (il 73,4 per cento) risulta in regola nel percorso scolastico. Meglio le femmine in Italiano e i maschi in Matematica. “Registriamo cambiamenti che fanno sperare”, dice il presidente Invalsi Roberto Ricci. “Liberiamoci dalla dittatura del valore medio, le soluzioni di crescita per i risultati più bassi non sono le stesse di quelle per i risultati più alti. Lo status dello studio matematico in Italia è allarmante: rischiamo di produrre cattivi ingegneri, medici, fisici, chimici, pedagogisti. Constatiamo comunque, nonostante la molta cronaca nera che riguarda i giovanissimi, una riappacificazione del ceto giovanile con l’istituzione scuola e certifichiamo una scuola che è stata sì capace di mantenerli in classe, ma che adesso deve porsi il problema dell’adeguatezza della sua attività”.

Valditara: “Gli stranieri parlano male”

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, durante la presentazione del Rapporto nazionale alla Camera dice: “Sin dalla scuola primaria si vede un importante miglioramento. Sono segnali, che arrivano su alcuni temi delicati, che ci hanno sempre visto in fondo alle classifiche internazionali e che ora vedono l'inizio di una svolta". Poi tira acqua al suo mulino: "Si tratta di un giudizio sulla politica fatta in questi due anni da questo governo: il tutor, le linee guida sulla Matematica, il rafforzamento laboratori, Agenda sud, il potenziamento dell'Inglese”. Sul peggioramento della conoscenza dell'Italiano nelle scuole del Centro Nord, il ministro è convinto: “Qui si risente il peso e l'incidenza sempre più rilevante di stranieri di prima generazione che non hanno un'adeguata conoscenza della lingua italiana".

Pd: “Il ministro distrugge la scuola pubblica”

“A prenderli singolarmente, gli interventi di Valditara sulla scuola lasciano sgomenti", dice la vicepresidente della Camera, Anna Ascani: “Un misto di esaltazione nostalgica del passato, di autoritarismo confuso con autorevolezza, di riesumazione di un sistema punitivo, di ubriacatura ideologica contro gli stranieri. Ma è solo osservando il quadro che insieme compongono che ci si accorge di quanto siano devastanti. Si ricava infatti una riforma complessiva del sistema di istruzione che ha una sola missione: distruggere la scuola pubblica. Proprio oggi l’Invalsi certifica quanto il Paese abbia bisogno di una scuola pubblica di qualità, per colmare i divari ancora presenti e forti nei territori. Di un sistema che garantisca diritti universali a tutte e tutti: fare più e fare meglio, non buttare giù l’edificio. Ma al ministro picconatore non interessa: priorità sono i voti in condotta e i giudizi alla primaria, che ha tentato di far passare con un blitz - fallito - a scuole chiuse. O, ancora, il bando dei cellulari dalle scuole e il commissariamento di un ente come l’Indire, che nel frattempo lo stesso governo ha investito di nuovi delicati compiti, come la formazione per il sostegno. Senza contare gli effetti che la cosiddetta autonomia differenziata, bandierina di Salvini, avrà sulle disuguaglianze già presenti. Con questa strategia, il ministro sarà sicuramente ricordato per avere fatto a pezzi una delle fondamentali istituzioni democratiche del Paese”.

Giannelli: “Senza Invalsi che faremmo?”

Il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, dice: "La prima analisi dei dati dà atto alle scuole, ai dirigenti e al personale docente del mastodontico lavoro sin qui da loro svolto, superando le dure prove della pandemia e impegnandosi strenuamente nelle gravose attività del Pnrr". Sullo strumento Invalsi: “Leggere contesti, illustrare i fatti, dare prospettive è il compito dell'istituto, che si rivela sempre più prezioso e indispensabile: come faremmo se non avessimo dati?”.

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