Temi maturità 2026, tutte le tracce della prova di italiano: da Pavese a Saragat e Brancati
di Laura SerloniDa Cesare Pavese a Vitaliano Brancati, da Mario Calabresi a Piero Bianucci, da Saragat a Frank Furedi e Wenke Husmann. Ecco i principali protagonisti delle tracce della Maturità 2026 scelte dal ministro Giuseppe Valditara.
La fatica nel libro di Mario Calabresi
Proposta C2
Testo tratto da: Mario Calabresi, Alzarsi all'alba, Mondadori, Milano, 2025, pp. 10 -11.
«Con lei [si riferisce alla nonna] ho parlato molto di come il Novecento
fosse stato il secolo della liberazione da fatiche antiche e terribili…
Restava però un'idea diversa della fatica, intesa come dedizione, costanza, pazienza, tenacia.
La convinzione che non ci sono scorciatoie e che, se ci sono, sono un inganno.
Poi, negli anni, ho visto la fatica passare di moda.
I genitori augurarsi che i figli ne fossero liberati o vaccinati, come qualcosa da evitare,
da rifuggire ogni volta che fosse possibile.
Ho visto la parola ‹fatica› assumere un significato solo negativo e scomparire dal vocabolario quotidiano.
Tanto da chiedermi se ci sia mai stato davvero un tempo in cui era interpretata in modo positivo. [...]
Si è fatta strada l'idea che sia possibile raggiungere risultati,
conquistare traguardi, compiere imprese senza fare fatica.
Non è mai stato chiaro come fosse possibile, ma l'illusione ha preso piede
ed è stata abbondantemente coltivata.Nonostante questa utopia,
molta gente che non può permettersi di affrancarsi continua a viverla,
la fatica. Ad alzarsi all'alba, a fare lavori ripetitivi e sfiancanti,
a non avere orari, a prendersi cura di un pezzo di mondo senza sosta.
Silenziosamente, pensando di stare dalla parte sbagliata della storia. Non solo affaticati, ma anche incompresi.»
Traendo spunto dalle tue esperienze, dalle tue conoscenze e dalle tue letture, rifletti sull'idea di 'fatica' che emerge dal brano riportato ed esponi le tue considerazioni.
Puoi articolare il tuo elaborato in paragrafi opportunamente titolati e presentarlo con un titolo complessivo che ne esprima sinteticamente il contenuto.
l brano tratto dal libro di Mario Calabresi Alzarsi all'alba si concentra sul tema della fatica. Nel testo, Mario Calabresi invita a riscoprire il valore del tempo, della pazienza e della costanza attraverso esempi di vite di fatica. Fatica che magari non è detto sia una scelta ma un gesto estremo d'amore. Calabresi riflette sul fatto che oggi, si vive nel tempo della comodità, del tutto facile e della follia dell'illusione che per raggiungere un traguardo basta fare il minimo. La scorciatoia sembra l'unica strategia per arrivare alla meta. Ma c'è invece la fatica, che accompagna la vita di milioni di persone.
La fatica che è legata al senso del dovere e all'amore, anche all'attaccamento per la propria professione. Le pagine di Calabresi si snodano attraverso le storie del marito che si prende cura della moglie malata da oltre 20 anni, dell'allenatore che insegna ai bambini il valore della costanza e l'importanza della tenacia, la donna che di quasi 90 anni, ogni giorno porta i fiori sulla tomba del marito e pulisce i bagni del cimitero per chi dovrà usarli, le maratone di un padre alla ricerca della figlia perduta e di una restauratrice che coltiva la pazienza per salvare la bellezza. Ecco, sono tutte persone, tutte vite del gruppo di chi si sveglia all'alba e fa partire gli ingranaggi di questa meravigliosa nostra macchina che è il mondo. Perché "la fatica la devi adorare", dice Veronica, atleta paralimpica che si allena nell'acqua fredda del mare. Il libro di Calabresi alla fine si considera un testo che invita alla speranza,e lo fa attraverso la fatica di chi ogni giorno, per scelta o per dovere, sa "Alzarsi all'alba".
Cesare Pavese e l’amore non ricambiato
Proposta A1
Cesare Pavese, Passerò per Piazza di Spagna, in Antologia della poesia italiana, Novecento, volume primo, diretta da Cesare Segre e Carlo Ossola, Einaudi, Torino, 2018.
Sarà un cielo chiaro.
S'apriranno le strade
sul colle di pini e di pietra².
Il tumulto delle strade
non muterà quell'aria ferma.
I fiori, spruzzati
di colori alle fontane,
occhieggeranno come donne
divertite. Le scale
le terrazze le rondini
canteranno nel sole.
S'aprirà quella strada,
le pietre canteranno,
il cuore batterà sussultando
come l'acqua nelle fontane -
sarà questa la voce
che salirà le tue scale.
Le finestre sapranno
l'odore della pietra e dell'aria
mattutina. S'aprirà una porta.
Il tumulto delle strade
sarà il tumulto del cuore
nella luce smarrita.
Sarai tu – ferma e chiara.
1. Piazza di Spagna: è una celebre piazza di Roma, ai piedi della scalinata di Trinità dei Monti, dove si trova la Fontana della Barcaccia; di qui l'insistenza di Pavese sulle fontane.
2. Colle di pini e di pietra: Trinità dei Monti.
Cesare Pavese (1908-1950), nella poesia proposta, si riferisce, senza nominarla, all'attrice statunitense Constance Dowling (vissuta in Italia dal 1947 al 1950), di cui si innamorò senza essere ricambiato.
Comprensione e analisi
Puoi rispondere punto per punto oppure costruire un unico discorso che comprenda le risposte a tutte le domande proposte.
Presenta sinteticamente il contenuto della poesia.
Analizza le scelte espressive dell'autore, con particolare riferimento all'uso dei tempi verbali e al lessico.
Quale significato può essere attribuito alle espressioni 's'apriranno/ s'aprirà'?
Quale atmosfera viene tratteggiata nella lirica? Rispondi con puntuali riferimenti al testo.
L’analisi del testo di Cesare Pavese passa dalla poesia Passerò per piazza di Spagna. Agli studenti viene chiesto di analizzare, interpretare il testo letterario e di rispondere ad una serie di domande.
Il testo risale al 28 marzo 1950 e appartiene alla raccolta postuma Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, pubblicata nel 1951 da Einaudi e curata da Italo Calvino. Si tratta di una delle opere più celebri e drammatiche dello scrittore e poeta piemontese, in cui confluiscono gli ultimi componimenti d'amore e di riflessione esistenziale, scritti in un momento di forte crisi personale. Gran parte di questi testi nasce infatti dal legame sentimentale tra Pavese e l'attrice americana Constance Dowling, figura centrale e idealizzata che attraversa molte delle poesie della raccolta. La fine della relazione contribuisce ad accentuare il senso di solitudine e disillusione che caratterizza gli ultimi mesi di vita dello scrittore fino al suicidio avvenuto il 27 agosto 1950 all'Hotel Roma in piazza Carlo Felice a Torino.
Vitaliano Brancati
Proposta A2
Vitaliano Brancati, I piaceri, Bompiani, Milano, 1964, pp. 5-8.
Matteo Di Gesù: “I Piaceri di Brancati strana scelta, ma sarà un’occasione per riscoprire un grande”
I piaceri della memoria
«Se noi non ricordassimo, il mondo sarebbe sottilissimo,
una lastra priva di spessore, sulla quale fulmineamente stampato,
un perpetuo presente attirerebbe su di sé i nostri sguardi
stupiti e incantati. Ma per fortuna noi ricordiamo, e dietro al mondo
cosiddetto reale, dietro al mondo che si tocca, vede, sente, odora,
il quale è veramente sottile come una lastra priva di spessore,
mettiamo quello irreale, o almeno non più esistente, di uno, due, mille momenti prima,
e assegniamo in tal modo un volume immaginario a qualcosa che in realtà non lo possiede. [...]
Si possono trascorrere delle ore accanto a un vecchio taciturno purché di lui si sappia
che ha la testa piena di bei ricordi. Dato che un nero presente
ha il potere di cancellare piano piano anche i vivaci colori della memoria,
e chiudere tutta una persona nel sentimento di essere stata sempre infelice,
coloro che, dentro di sé, preservano i ricordi lieti,
difendendoli dal pericolo di oscurarsi, corrompersi, dilavarsi,
compiono un'opera utile come chi non lascia spegnere il fuoco in un paese privo di fiammiferi
e di pietre focaie. Una delle condizioni più misere delle epoche infelici,
non è di rimpiangere vanamente la felicità, ma di averla totalmente dimenticata.
Immaginate che nel mondo per cento anni il cielo sia coperto di nuvole;
tutti si saranno accostumati a un giorno tenebroso poco meno della notte:
sarà allora che l'intera umanità dovrà vegliare premurosa attorno al vecchio di centodue anni,
l'unico che ricordi la luce del sole. Che questo vecchio viva il più a lungo possibile!
Con lui vive il ricordo della luce, vivono la speranza e il desiderio di rivederla.
Con lui perirebbe un bene comune. Io ho l'abitudine di sorvegliare continuamente la mia memoria
e contare ogni sera i miei ricordi come l'avaro conta i suoi marenghi,
e la notte svegliarmi per paura che me ne manchi uno. Quaderni e quadernetti mi aiutano,
ma non basterebbero se con cura meticolosa io non pensassi di ravvivare i ricordi più deboli,
e continuamente distinguere quelli che minacciano di confondersi. [...]
Per questo, le malattie della memoria sono fra le più paurose.
Quale mano di ladro può essere così sacrilega come quella che si introduce
nel più interno di noi stessi per rubarci i ricordi? Tutto è incerto e precario in questo mondo,
tranne le cose che abbiamo fatte, le quali pare che ci appartengano per la vita e per la morte:
e tuttavia anche queste possono non appartenerci più il giorno in cui non riusciamo a ricordarle.»
L'opera I piaceri di Vitaliano Brancati (1907-1954) è il suo diario segreto nel quale lo scrittore ha espresso le sue meditazioni, fantasie, nostalgie e ricordi di esperienze anche dolorose.
Comprensione e analisi
Puoi rispondere punto per punto oppure costruire un unico discorso che comprenda le risposte a tutte le domande proposte.
Riassumi il contenuto del brano proposto.
Individua e analizza i riferimenti alla realtà naturale e le metafore ad essa ispirate cui fa ricorso l'autore per articolare il suo ragionamento.
Commenta la frase 'Io ho l'abitudine di sorvegliare continuamente la mia memoria e contare ogni sera i miei ricordi come l'avaro conta i suoi marenghi, e la notte svegliarmi per paura che me ne manchi uno'.
'Quale mano di ladro può essere così sacrilega ...': spiega il senso dell'aggettivo utilizzato da Brancati.
Il brano tratto dal testo in prosaI piaceri di Vitaliano Brancati (1907-1954) è tra i temi della maturità. Gli studenti devono comprendere e analizzare il testo, riassumendone il contenuto, commentandolo e rispondendo ad alcune domande. L'opera è il diario nel quale lo scrittore ha espresso meditazioni, fantasie, nostalgie e ricordi di esperienze anche dolorose.
Brancati è uno di quei nomi che molto probabilmente hanno lasciato stupefatti la gran parte dei maturandi. È molto difficile che nelle scuole si arrivi a studiare le opere dello scrittore, sceneggiatore, drammaturgo, giornalista e docente di origini siciliane. Della sua opera I piaceri edita da Bompiani è stato scelto per i maturandi il brano I piaceri della memoria in cui la riflessione sui ricordi e sulla nostalgia si traduce in un invito, per i giovani, a riscoprire l'importanza della memoria e della trasmissione dei valori. Agli studenti viene chiesto di riassumere il brano e rispondere ad una serie di domande.
Saragat e il discorso di insediamento
Al centro delle tracce di testo argomentativo in ambito storico politico è l'Assemblea Costituente, il brano è tratto dal discorso di insediamento del presidente Giuseppe Saragat, tema su cui devono esercitarsi gli studenti.
La traccia sugli 80 anni della Repubblica era molto attesa dagli studenti ed è arrivata con la scelta del discorso di Saragat. Il testo è tratto dal discorso del presidente nella seduta del 26 giugno 1946 alla Camera dei deputati. Gli studenti devono riassumere il contenuto del brano, rispondere ad una serie di domande ed elaborare un testo sul tema della democrazia, anche facendo riferimento alle argomentazioni sviluppate da Saragat nel suo discorso.
Gli “adultescenti” secondo Furedi
Lo spunto di partenza è un passaggio di un'opera di Frank Furedi, sociologo ungherese naturalizzato britannico, tratta da I confini contano. Perché l'umanità deve riscoprire l'arte di tracciare fontiere. Ai diplomandi viene chiesto di spiegare su quali basi Furedi afferma che "la mancanza di chiarezza a proposito del confine tra le generazioni è oggi ampiamente riconosciuta" e il significato del termine 'adultescenti'.
Proposta B3
Tratto da: Frank Furedi, I confini contano. Perché l'umanità deve riscoprire l'arte di tracciare frontiere, Meltemi, Milano, 2021, pag. 213.
«Un'altra parola a cui talvolta si ricorre per riferirsi a questi venti-trentacinquenni è "adultescenti"
(adultescent), che in generale indica coloro che, rifiutando di sistemarsi e di assumersi impegni,
vorrebbero piuttosto continuare a fare festa anche durante la mezza età. Nondimeno,
la mancanza di chiarezza a proposito del confine tra le generazioni è oggi ampiamente
riconosciuta: così, quando il titolo di un articolo apparso su "The Atlantic" chiede When Are You Really an Adult? (Quando si è veramente adulti?), il pezzo prosegue la domanda retorica dichiarando:
"In un'epoca in cui il confine tra infanzia ed età adulta è più sfumato
che mai, che cos'è che rende le persone mature?". Com'è prevedibile,
l'articolo non dà una risposta ma lascia semplicemente il lettore
con la chiara impressione che, di qualunque cosa si tratti, l'età adulta è una seccatura.
Secondo l'autore, "essere adulti non è sempre desiderabile": "l'indipendenza può diventare solitudine"
e "la responsabilità può trasformarsi in stress".
La sensazione di sconforto che circonda l'identità adulta contribuisce a spiegare perché la cultura contemporanea si sforzi di preservare un confine tra la maturità e l'infanzia. La puerilità è idealizzata per la banalissima ragione che molte persone si sgomentano al pensiero di vivere l'alternativa: maturità, responsabilità e impegno incontrano solo una debole convalida da parte della cultura contemporanea».
Comprensione e analisi
Puoi rispondere punto per punto oppure costruire un unico discorso che comprenda le risposte a tutte le domande proposte.
Riassumi il contenuto del brano.
Su quali basi l'autore afferma che "la mancanza di chiarezza a proposito del confine tra le generazioni è oggi ampiamente riconosciuta"?
Spiega il significato del termine 'adultescenti', senza ricorrere alle espressioni presenti nel brano.
Spiega per quale motivo, a giudizio di Furedi, "l'identità adulta è circondata dalla 'sensazione di sconforto'".
Produzione
Sulla base delle tue conoscenze, delle tue esperienze e della tua sensibilità, sviluppa una personale riflessione sul tema del confine tra le generazioni, argomentando in modo che gli snodi della tua esposizione siano organizzati in un testo coerente e coeso.
Bianucci e la creatività scientifica
Una delle tracce di testo argomentativo (B2) parte da un brano del giornalista e scrittore Piero Bianucci, tratto da Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire, sulla creatività scientifica. Allo studente viene chiesto di sintetizzare il testo e di esprimere il proprio punto di vista sulla tematica trattata motivando e argomentando con proprie considerazioni.
"È stato come tornare alla maturità – dice Bianucci – mi ha fatto molto piacere non solo per il mio testo, ma anche per la scienza". Ai diplomandi è stato chiesto perché Bianucci scriva che "le storie scientifiche fanno leva sulla sorpresa, sul colpo di scena e quale sia la funzione della 'creatività' in relazione alle scoperte scientifiche”. E lui ha risposto: “La sorpresa è l'innesco della curiosità".
L’incanto nell’articolo di Wenke Husmann
Il concetto di “incanto” è alla base dell'articolo della giornalista tedesca Wenke Husmann, vicecaporedattrice della sezione “Famiglia” dell’illustre settimanale tedesco Die Zeit, intitolato Funziona a meraviglia pubblicato su Internazionale del 23 gennaio 2026. Ai ragazzi viene chiesto di spiegare la capacità umana di provare meraviglia di fronte ai fenomeni della natura sulla base di un testo tratto da un suo articolo.
La meraviglia, spiega la giornalista, “rende aperti agli altri e curiosi, è una qualità molto importante. Se dobbiamo attraversare delle crisi e vogliamo costruire un futuro il migliore possibile per il maggior numero di persone, questa è una condizione indispensabile”.