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'Lehman Trilogy', l'opera teatrale di Massini diventa una serie tv

Stefano Massini
Stefano Massini (ansa)
La pièce pluripremiata ai Tony Award ha avuto un successo planetario e ora sbarcherà sul piccolo schermo prodotta da Fandango e The Apartment Pictures
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11 settembre 1844, Henry Lehman sbarca al molo numero 4 del porto di New York. Viene da Rimpar, Baviera. "Figlio di un mercante di bestiame", si legge nel pluripremiato (con 5 Tony Award) copione teatrale di Lehman trilogy che porta la firma di Stefano Massini. Henry è sceso dalla nave Burgundy, con le scarpe nuove, otto chili e mezzo in meno dopo quarantacinque giorni di navigazione. Sono le 7 e 25 del mattino, come segna il grande orologio sulla torre del porto della città.

È l'inizio di una storia che parte dal piccolissimo negozio di stoffe di Henry, "aperto con ipoteche, garanzie, cambiali e impegnando tutti quei pochi soldi che aveva: tutti. Nemmeno mezzo cent d’avanzo. Tutto" e culminerà 160 anni dopo con il terribile crac del 2008 della grande banca americana, che nel suo crollo ha dato il via a un effetto domino che ha investito a catena non solo gli Stati Uniti ma tutto il mondo. Tre generazioni e due secoli di "ambizione, avidità, storia economica e faide familiari", aveva scritto Time nel 2019 dopo la messa in scena sempre esaurita al New York Armory su Park Avenue.

E tutto questo ora diventerà una serie televisiva prodotta da Domenico Procacci per Fandango e da Lorenzo Mieli per The Apartment Pictures, società del gruppo Fremantle, la stessa squadra che ha portato al successo internazionale la serie Rai-Hbo L'amica geniale tratta dalla tetralogia di Elena Ferrante. Un progetto che vedrà anche la collaborazione dello stesso Massini in veste di supervisore.

Nato dodici anni fa davanti a pochi spettatori nella rassegna estiva di un teatro emiliano, lo spettacolo di Massini si è andato via via affermando come un successo planetario: prima adattato per la Rai come dramma in tre atti, il testo debuttò a Parigi nel 2013 - dove si aggiudicò il premio della critica francese - per poi riscuotere un grandissimo successo al Piccolo Teatro di Milano nella versione diretta da Luca Ronconi - nel suo progetto alla regia - e conquistare Londra prima (con cinque nomination ai premi Olivier) e poi New York nella trasposizione curata da Sam Mendes. L'opera vanta traduzioni e produzioni in tutto il mondo, dalla Spagna a Israele, dal Senegal al Canada.

"È molto raro che una pièce teatrale di un italiano riesca a ottenere questo tipo di esposizione fuori dall'Italia", aveva sottolineato lo scorso anno Procacci a Variety elogiando Massini per essere riuscito "a raccontare così efficacemente una storia che non ha elementi italiani, poiché la maggior parte si svolge negli Stati Uniti".