Schitt's Creek, una famiglia in rovina tutta da ridere
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaNon esattamente Fiumi di parole. Schitt’s Creek è il nome di una immaginaria cittadina canadese e gli autori della serie l’hanno chiamata così perché il nome evoca ben altro tipo di fiume. E questa è la gag primaria, alla quale ne sono seguite centinaia, per sei stagioni in tutto. E alla fine lo scorso anno Schitt’s Creek ha ramazzato Emmy Awards a valanga, nel settore comedy (in quella drammatico, nella stessa occasione, ha trionfato Succession, per dire).
Schitt's Creek è nata nel 2015, è partita faticosamente poi è cresciuta di parecchio e quando Netflix l’ha portata agli onori del mondo ha fatto il botto: ovunque, tranne che da noi. Per motivi imperscrutabili, Netflix Italia se ne è privata e quindi è successo che ora è arrivata Infinity +, piattaforma Mediaset appena rilanciata in grande. Morale, con abbonamento apposito (è la piattaforma dove si vedrà quasi tutta la C…
Non esattamente Fiumi di parole. Schitt’s Creek è il nome di una immaginaria cittadina canadese e gli autori della serie l’hanno chiamata così perché il nome evoca ben altro tipo di fiume. E questa è la gag primaria, alla quale ne sono seguite centinaia, per sei stagioni in tutto. E alla fine lo scorso anno Schitt’s Creek ha ramazzato Emmy Awards a valanga, nel settore comedy (in quella drammatico, nella stessa occasione, ha trionfato Succession, per dire).
Schitt's Creek è nata nel 2015, è partita faticosamente poi è cresciuta di parecchio e quando Netflix l’ha portata agli onori del mondo ha fatto il botto: ovunque, tranne che da noi. Per motivi imperscrutabili, Netflix Italia se ne è privata e quindi è successo che ora è arrivata Infinity +, piattaforma Mediaset appena rilanciata in grande. Morale, con abbonamento apposito (è la piattaforma dove si vedrà quasi tutta la Champions League in arrivo) adesso c’è disponibile la prima delle sei stagioni – le altre arriveranno. E si potrà vivere anche qui quello che viene definito una sorta di miracolo comico mondiale degli ultimi anni.
E dire che le premesse sono un po’ così. Schitt's Creek è una sorta di sitcom estesa, con episodi da venti minuti: lo spunto è banalissimo, i Rose, famiglia milionaria, lui a vendere videocassette, lei ex attrice-star di soap, si ritrovano in rovina all’improvviso (tasse non pagate dal commercialista fedifrago). Tutto inizia con quelli del Fisco che entrano nella sontuosa dimora dei Rose e portano via tutto, anche i posacenere. Unica soluzione, per marito, moglie e i due figli già grandicelli, riparare a Schitt’s Creek: una cittadina di cui detengono l’intera proprietà e che anni prima padre e madre avevano regalato al figlio per fargli uno scherzo.
Si ritrovano da subito in un motel sgangherato dove piove dal soffitto un liquido sospetto e iniziano a combattere lo stupore degli abitanti locali, ambito rurale e poco altro, che sembrano usciti da un incubo provinciale nord-americano. C’è anche un sindaco che invece sembra arrivare da una sitcom inglese in bianco e nero degli anni 70. E ci sono i due rampolli che non riescono a farsene una ragione, ma nemmeno un po’.
E però siamo dentro la comicità: saltando i primi episodi che sono di adattamento per tutti, telespettatore compreso, poi si va e negli anni Schitt’s Creek è cresciuta, con la gente affezionatissima ai personaggi, simpatia totale per tutto e tutti, apprezzamenti per la scrittura delle gag e la crescita dei personaggi che sono andate via via imponendosi all’attenzione. Inoltre, il che non guasta mai, grande strizzata d’occhio ai temi Lgbt con il figlio Daniel che a un certo punto mette su una farmacia e inizia una storia con il suo socio – dichiarandosi pansessuale - mentre la sorella, per non dire della madre rivestita di ipocrisia sarcastica, inizia un percorso di quasi redenzione, ma anche qui tutto da ridere.
I protagonisti maschili sono padre e figlio anche nella vita, ovvero Eugene Levy e Daniel Levy, il primo presenza fissa – con sopracciglia importanti – nell’intera saga di American Pie, il secondo ideatore della serie intera e poi all’opera per convincere il padre, un po’ riluttante in partenza. Ma appunto, Schitt’s Creek è diventata una serie di rilevanza planetaria: che da noi si possa vedere solo a cose fatte (la sesta stagione, quella che ha portato ai premi, è stata l’ultima) potrà essere un fattore di incertezza, ma anche come un’opportunità niente male.