La regina Carlotta è uno dei pochi personaggi realmente esistiti nella saga di successo di Bridgerton. Nei romanzi rosa di Julia Quinn a cui la serie si ispira rimane sempre sullo sfondo, mentre nell’affresco creato da Shonda Rhimes di stagione in stagione si è conquistata un ruolo da protagonista tanto da ottenere, su richiesta diretta del patron della Netflix Ted Sarandos uno spinoff tutto suo. Merito molto della sua interprete, Golda Rosheuvel, che dopo una lunga carriera teatrale, con questo personaggio ha conquistato il pubblico internazionale. Arriva il 4 maggio La regina Carlotta: Una storia di Bridgerton, la miniserie sulle origini della storia d’amore tra la principessa Carlotta di Meclemburgo-Strelitz e re Giorgio III, detto il pazzo. La storia d’amore dei giovani regnanti (India Amarteifio e Corey Mylchreest) si intreccia con le vicende della regina che si strugge perché dei suoi quindici figli non c’è nessuno che abbia dato al regno un erede, mentre la salute del marito non fa che peggiorare.
"È uno sguardo più intimo: qui noi vediamo la sua vulnerabilità e la sua umanità – ci dice da Londra Golda Rosheuvel - ne abbiamo avuto un assaggio in Bridgerton, mi è piaciuto che in questa serie possiamo vedere il viaggio che ha compiuto e comprendere le ragioni per cui è la persona che è diventata. È molto importante per me avere la possibilità di interpretare personaggi complessi, a tutto tondo al di là del glamour". Rimane lo spirito arguto, la battuta fulminante, la battaglia contro Lady Whistledown e il suo foglio di pettegolezzi di cui rimane avida lettrice, la pelle scura. Una scelta che la showrunner ha fatto sfruttando alcune teorie storiche che vogliono Carlotta discendente di un ramo afroamericano dei regnanti portoghesi. L'elemento storicamente accurato si mescola a quello di pura fantasia: se Carlotta sponsorizza un giovanissimo Mozart (storico), l’idea di un’intera classe nobile di origini africane è il frutto della volontà di Rhimes di creare uno specchio della società contemporanea. "Abbiamo una sorta di dispersione di elementi storici veramente accaduti – commenta l'attrice – elementi che sono tirati e spinti, come se potessero respirare nel corso della storia che raccontiamo. Questo dà una sensibilità moderna e permette al dramma in costume di proiettarsi nel mondo di oggi. Shonda Rhimes è un genio: ha reso accessibile a tutti un genere che era negato a una parte della popolazione".
Nata in Guyana da mamma inglese e padre guyanese, si è trasferita con la famiglia in Inghilterra all’età di cinque anni e sebbene i genitori fossero un’insegnate e un sacerdote avvicinarsi al mondo del teatro è stato naturale. "Nella mia famiglia c'era moltissima musica, molta creatività, cantavamo sempre, i miei genitori mi hanno spinto verso gli altri, fatto sentire forte il senso di comunità". L'attrice, 53 anni e una relazione con la drammaturga Shireen Mula, si dice fiera di aver incarnato questo ritratto alternativo della regina Carlotta. "È bellissimo ricevere fotografie di ragazze e bambine vestite come la regina andare a una festa di compleanno, di Halloween o a un matrimonio alla Bridgerton. L'impatto è stato grande e se permette di spingere la conversazione più avanti sul fronte dell’inclusione e della diversità, tutte tematiche importanti e complesse, è un'ottima cosa". D'altronde anche nella sua lunga carriera teatrale che l'ha fatta approdare alla Royal Shakespeare Company, Golda ha fatto spesso scelte controcorrente come quella di interpretare un Otello, donna e lesbica.
Se le chiediamo cosa significhi per un'artista, a questo punto della carriera raggiungere un successo di questa portata, con semplicità e quasi stupore risponde: "Lavoro da tanto, tantissimo tempo, principalmente a teatro. Ho avuto ruoli incredibili, pazzeschi sul palcoscenico e questo è solo un momento, come attore non sai mai quando quel momento verrà. L'unica differenza è che questo momento ha un impatto mondiale, ma alla fine tutto si risolve nel lavoro che è la cosa più importante, sempre".