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'Rabbit hole', Kiefer Sutherland maestro dell'inganno: "Raccontiamo un mondo dove si confondono verità e menzogna"

'Rabbit hole', Kiefer Sutherland maestro dell'inganno: "Raccontiamo un mondo dove si confondono verità e menzogna"
Dopo aver vinto due Emmy per la serie avveniristica '24' Kiefer Sutherland torna nel genere spionistico: stavolta è un maestro dell'inganno nel mondo dello spionaggio industriale
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In 24, la serie thriller che lo ha reso popolare nel ruolo dell'agente dell'antiterrorismo Jack Bauer, Kiefer Sutherland era a servizio dei "buoni". Per otto stagioni (dal 2001 al 2010) ha portato lo spettatore all'interno delle adrenaliniche ventiquattro ore di un agente a servizio dello stato. In Rabbit hole, la nuova serie appena arrivata su Paramount+, l'attore due volte premiato con l'Emmy per quella serie così innovativa, è fondamentalmente a servizio di se stesso. John Weir è un maestro dell'inganno nel mondo dello spionaggio aziendale.

"È un tipo complicato per via della natura del suo cervello ma quello che mi piace di lui è che anche nelle situazioni più assurde riesce sempre ad essere divertente, conserva il suo senso dell’umorismo.  Weir ha una facilità con i numeri che lui trasforma in probabilità - ci spiega Sutherland collegato su Zoom dal Canada -  Uno degli aspetti della serie che mi piace di più è la storia d’amore riluttante che si va sviluppando tra lui e Hailey Winton, interpretata da Meta Golding".

Il genere spionistico è un genere in continuo cambiamento dal momento che il mondo e la situazione internazionale continua a cambiare e questo contesto ha un impatto importante sulla serie che è firmata dai registi John Requa e Glenn Ficarra (This Is Us e WeCrashed). "Rabbit hole è un thriller e la cosa interessante del genere è che ci sono degli elementi che non cambiano: il mio personaggio vive una giornata qualunque e poi ad un certo punto accade qualcosa che trasforma quel momento in una situazione di vita o di morte. E questo aspetto rende Rabbit hole non così diverso da un film come I tre giorni del Condor o l’altra mia serie 24 - dice Sutherland - La grande differenza è lo sfondo sul quale avviene la storia, il tempo in cui è ambientata e soprattutto la rivoluzione tecnologica che stiamo vivendo che sta permettendo all'uomo di manipolare la realtà che sia quella raccontata dai media, dalla rete. Oggi come oggi si possono manipolare i risultati elettorali come i prezzi delle azioni e c’è la concreta possibilità di capovolgere il mondo. Credo che ci vorranno decenni perché la società possa adattarsi a questa rivoluzione tecnologica che stiamo vivendo".

Quando Weir viene incastrato per omicidio da potenti forze che hanno la capacità di influenzare e controllare la popolazione dovrà fare ricorso a tutte le sue abilità per tirarsene fuori. "Inganno e manipolazione sono concetti che appartengono alla contemporaneità - analizza l'attore che è anche produttore esecutivo della serie - Le persone fanno fatica anche soltanto a guardare i telegiornali perché  l'informazione segue un algoritmo che risponde a quello che gli utenti vogliono sapere. Negli Stati Uniti se gli spettatori vedono Fox News hanno un determinato tipo di informazione e se vedono CBS ne ottengono un'altra… E qui in Canada è ancora diverso. Quando è stata superata la linea tra informazione e intrattenimento quello è il momento in cui si è cominciato a manipolare le storie. Ora siamo al punto di assistere alla manipolazione delle informazioni degli altri e il mio personaggio è veramente bravo a farlo, ma ad un certo punto tutto questo gli si ritorce contro quando incontra qualcuno ancora più bravo di lui nel campo. Quindi diventa una lotta di sopravvivenza in un mondo dove letteralmente non si può distinguere la verità dalla menzogna".

Cinquantasei anni, figlio d'arte, nato da Donald Sutherland e da Shirley Douglas, Kiefer dopo gli esordi giovanissimo in film anni Ottanta come Stand by me e Ragazzi perduti, ha costruito la sua carriera su ruoli di eroe d'azione. Il suo punto di riferimento, dice, è sempre stato suo padre. "Mio padre ha fatto uno dei thriller migliori della storia del cinema secondo me, ovvero A Venezia... un dicembre rosso shocking diretto da Nicolas Roeg, poi c'è Gene Hackman che è stato sempre un riferimento per me, un altro modello per me è Michael Caine. Ecco se tieni a mente il lavoro di questi tre attori puoi fare piuttosto bene in questo mestiere".

 

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